Pieve di Soligo, domani il verdetto sulla Capitale della Cultura. Il sindaco: “Abbiamo detto qualcosa di diverso”

Cresce l’attesa per conoscere il nome della Capitale Italiana della Cultura 2022 e a Pieve di Soligo i cittadini sono orgogliosi di essere arrivati fino alla fine, nella consapevolezza di non aver sfigurato e di aver colpito la giuria del Mibact per l’originalità del dossier di candidatura.

La cerimonia di proclamazione della città vincitrice si svolgerà domani, alle ore 10, alla presenza del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, e sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube del Mibact.

“L’attesa per la proclamazione certamente trasmette a tutti aspettativa e ansia - spiega il sindaco Stefano Soldan -, un po’ come la notte prima degli esami. Al di là degli stati d’animo, ritengo che sia stato importante aver partecipato a questa competizione ed essere riusciti a trasmettere in modo chiaro alla commissione la nostra non facile idea per la Capitale Italiana della Cultura 2022”.

Un aspetto su tutti mi ha colpito - prosegue il sindaco di Pieve di Soligo -, l’unanime consenso di chi ha assistito all’audizione rispetto alle tematiche poste dal dossier e alla sua chiarezza. Noi non ci siamo candidati solo sulla scorta della nostra storia o facendo la conta dei teatri, degli eventi, dei monumenti e delle opere d’arte. Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana hanno posto al centro il tema culturale del cambiamento e di un cambiamento scomodo e ‘politicamente impegnato’”.

“Questo ci è stato riconosciuto a parole da alcuni giurati nel corso dell’audizione e confido che ci sia il coraggio di essere coerenti fino in fondo, dandoci la possibilità concreta di essere processo attivatore nazionale sulle tematiche proposte - prosegue il sindaco Soldan - Attendiamo domani ma già martedì il lavoro intrapreso continuerà, certo con più difficoltà e con la mancanza dei riflettori della stampa, ma consapevoli che la nostra è una proposta di cultura oggi più che mai necessaria a questa nazione per creare sviluppo, lavoro e progresso”.

“Questa esperienza è un merito collettivo, al di là di chi ci ha lavorato direttamente, ma anche delle varie istituzioni, pubbliche e private, delle università, delle scuole, delle aziende ma anche di semplici cittadini - conclude -. Le storie, i progetti e i sogni di molte comunità raccolti in un dossier, non scontato, che ha saputo confrontarsi con le eccellenze italiane e soprattutto che ha detto qualcosa di diverso”.


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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