La tosse in età pediatrica

Tosse web 1Il sintomo tosse è il motivo più frequente per la richiesta di una visita pediatrica; la tosse nei bambini può essere un sintomo fastidioso che ha un grande impatto sul sonno, sul rendimento scolastico e sulla capacità di giocare. Analogamente può disturbare il sonno degli altri membri della famiglia e rappresentare un problema che genera ansia nei genitori. Il consumo di farmaci anti tosse è elevato e recenti studi dimostrano che circa un bambino su dieci utilizza farmaci anti tosse una volta alla settimana senza prescrizione del proprio medico.

La tosse può essere definita come una manovra respiratoria forzata espulsiva, associata ad un suono caratteristico e serve per liberare le vie aeree da sostanze estranee o da un eccesso di muco prodotto da diverse cause fra cui infiammazioni delle vie aeree.

Il meccanismo della tosse è attivato da un riflesso nervoso che inizia con la stimolazione dei suoi recettori da parte di virus, allergeni (nei soggetti allergici) o sostanze chimiche, per esempio, il fumo. Le vie aeree prossimali (laringe e trachea, cioè la prima parte delle vie aeree) sono estremamente sensibili a fattori esogeni, come il freddo o sostante chimiche, mentre i recettori delle vie aeree più profonde sono più sensibili a fatti infettivi provocati da virus e/o batteri.

La tosse in età pediatrica viene classificata in base alla durata, alla presenza di una causa primaria e alla caratteristica sonora della tosse (secca oppure umida). La classificazione più diffusa è quella catalogata in base alla durata: tosse acuta (inferiore a 3 settimane), tosse prolungata o subacuta (durata fra 3 e 8 settimane) e tosse cronica (maggiore di 8 settimane). In questa sessione, parleremo della tosse nei bambini, sia acuta che subacuta o prolungata.

La prima, è solitamente causata, nella maggior parte dei casi, da infezioni virali delle alte vie respiratorie (raffreddore comune, tracheite e/o sinusite). E’ importante ricordare che l’infezione sintomatica delle vie respiratorie, soprattutto delle alte vie respiratorie nei bambini in età prescolare, è normale che si verifichi anche 7 – 10 volte in un anno. I segni in grado di predire la presenza di complicazioni e quindi meritevoli di un controllo da parte del pediatra sono: la febbre persistente (oltre le 48/72 ore), la tachipnea (respiro frequente) e la tosse molto disturbante.

La maggior parte dei bambini con tosse acuta causata da una semplice infezione del tratto respiratorio superiore, guarisce spontaneamente senza bisogno di farmaci e/o indagini supplementari; la radiografia del torace deve essere considerata in presenza di sintomi a carico delle basse vie aeree, quando, pur avendo iniziato una terapia antibiotica, persista la febbre oltre le 48/72 ore, oppure se le condizioni del bambino appaiono scadute, o se la tosse è inesorabilmente progressiva. Nelle infezioni del tratto respiratorio superiore è necessario solo un trattamento di supporto, come un adeguato apporto di liquidi, l’uso di antipiretici/antiinfiammatori in caso di febbre/dolore, abbondanti e ripetuti lavaggi nasali. Gli antibiotici sono indicati solo in presenza di bronchiti complicate e/o in caso di broncopolmoniti.

Nei casi di tosse prolungata (superiore alle 3 settimane) vanno prese in considerazione infezioni causate da Bordetella Pertussis (Pertosse), Micoplasma Pneumoniae, Clamidia e Adenovirus; in queste situazioni il pediatra avvierà una serie di indagini atte ad individuare la diagnosi più corretta.
Una particolare condizione di tosse prolungata è la tosse ricorrente/altalenante, con brevi intervalli liberi dal sintomo; questa è tipica nei primi anni di socializzazione scolastica (scuola materna), in cui la frequenza degli episodi infettivi delle alte vie aeree e la brevità dei periodi di benessere danno la percezione ai genitori che la tosse sia sempre presente (persistente). Questa è la tosse del “bambino catarrale” e comprende tutte le infiammazioni che interessano la mucosa nasale, le adenoidi, il faringe e le tonsille.

Quest’ultime determinano uno scolo di muco nella porzione posteriore del faringe con stimolo dei recettori della tosse. Inoltre questi piccoli possono presentare dei marginali e variabili difetti dell’immunità, essenzialmente sempre fisiologici per l’età, transitori e per la stragrande maggioranza dei casi imputabili alle stesse infezioni virali ricorrenti. Credo sia utile, da parte di noi pediatri, spiegare ai genitori che queste problematiche non sono una malattia, ma semplicemente il “pedaggio” da pagare all’età e alla precoce socializzazione.

Per terminare, un accenno alla tosse ricorrente (non cosi rara!) nella sindrome da ipersensibilità dei recettori della tosse: si tratta di una predisposizione individuale del soggetto e dei suoi recettori della tosse a reagire in modo esagerato a stimoli irritanti – infettivi, fisici o chimici -. E’ una tosse sempre uguale a se stessa: stizzosa, squassante, incoercibile, che spesso inizia nella fase dell’addormentamento e, quando inizia, non fa più dormire nessuno in casa ! Caso strano, ma che ci permette di fare diagnosi, non risponde alle terapie che generalmente noi medici prescriviamo per sedare la tosse; tale quadro clinico tende a risolversi spontaneamente una volta passata l’età delle infezioni virali, quindi nella prima infanzia.

Dottor Riccardo Ongaro

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