Domani riapre il Museo Gipsoteca Antonio Canova. Fondazione penalizzata dal lockdown, persi 50 mila euro mensili

Da domani, giovedì 21 maggio 2020, porte aperte alle visite del Museo Gypsotheca Antonio Canova a Possagno.

Il lungo lockdown legato al Covid-19 ha penalizzato vistosamente le casse della Fondazione, togliendo nel contempo ai visitatori la possibilità di ammirare le collezioni del grande artista possagnese esposte nella Gypsotheca e la Casa natale dell’artista.

“Un danno economico che si aggira sui 50 mila euro mensili, un’onda lunga derivata da questa chiusura, che rischia di trascinarsi per tutto l’anno” - aveva sottolineato il sindaco di Possagno Valerio Favero al momento della chiusura del museo.

Il museo di Possagno, a differenza di altri musei civici, è gestito da una fondazione privata (Fondazione Canova) che ha il compito di amministrare il lascito Canoviano. Un ente che si mantiene finanziariamente con i soli biglietti d’ingresso e con le varie iniziative che mette in cantiere per invitare i visitatori nella città del Canova.

Si calcola infatti che annualmente, sono oltre 50 mila i visitatori provenienti non solo dall’Italia, ma anche dall’estero. I giorni di apertura al momento sono limitati sino a data da destinarsi, solo dal giovedì alla domenica dalle 9.30 alle 18.00, estesa alle 19.00 soltanto alla domenica.

Si potranno acquistare i biglietti online comodamente da casa prima della visita al sito www.ticketlandia.com/m/museo-canova. Saranno ammessi al massimo 50 ingressi ogni 75 minuti, un invito quindi da parte dei responsabili di acquistare il biglietto possibilmente via web.

Le misure che verranno adottate all’ingresso per motivi di sicurezza, si basano tassativamente sull’uso della mascherina. Il percorso di visita sarà univoco e obbligato, secondo le mappe e le indicazioni presenti all’interno del Museo. Mantenendo il distanziamento interpersonale di almeno due metri, salvo i conviventi.

All’interno saranno a disposizione soluzioni disinfettanti, mentre non sarà consentito il deposito di zaini e oggetti personali.

I responsabili della Fondazione, sono consapevoli che le norme restrittive da adottare nel corso delle visite, possano essere percepite come un ostacolo all’esperienza libera di visita, ma nel contempo sostengono che sia il momento di tornare nei luoghi del cuore, e di scoprire i piccoli gioielli nascosti in questo territorio.

L’augurio è che gli ingressi limitati possano permettere ai visitatori di riscoprire il museo in una dimensione più intima e personale. Lo staff del museo rimane a diposizione per qualsiasi chiarimento scrivendo a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..


(Fonte: Giovanni Negro © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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