Refrontolo, famiglia chic mangia a sbafo al ristorante "Alla Tripolitania" e scappa senza pagare

Una famiglia molto elegante nella serata di ieri, domenica 12 gennaio, dopo essersi abbuffata nel conosciuto ristorante di Refrontolo “Alla Tripolitania”, si è allontanata senza pagare il conto con la scusa di “portare fuori i bambini”.

A comporre la tavolata due minori e i loro genitori: un uomo di apparente fisionomia nordafricana, una donna bionda, con un accento italiano, e due bambini vivaci, tra i 3 e i 6 anni.

Dopo un aperitivo di quasi tre ore al bar del ristorante, durante il quale sono stati bevuti diversi calici di vino, l'elegante famiglia ha deciso di fermarsi per la cena, accomodandosi nella saletta e ordinando tre antipasti, una bottiglia da un litro di vino, tre tagliate con contorno, tre amari e un caffè.

Una volta giunto il momento di saldare il conto, secondo le testimonianze dei dipendenti del ristorante l’uomo si sarebbe alzato con la scusa di essersi macchiato con una bibita e di doversi asciugare in bagno.

La moglie, nel frattempo, sempre secondo la ricostruzione dei presenti, avrebbe accompagnato i bambini fuori dal locale con una scusa simile a quella del coniuge, scomparendo
.

Poco prima di dirigersi alla toilette, il capofamiglia ha chiesto al personale di preparare il conto, dicendo che “avrebbe pagato con la carta di credito”.

Fortunatamente la titolare del locale, poco prima, avrebbe chiesto a uno dei bambini da dove provenisse: secondo la testimonianza, in risposta, il minore avrebbe affermato di frequentare una scuola di Bassano del Grappa.

“Mi interessa poco il fatto che non abbiano pagato il conto - ha commentato a caldo la titolare del ristorante - Ma i genitori di due figli così piccoli che si mettono alla guida, magari per lunghe distanze, dopo aver bevuto tanto, sono veri incoscienti, oltre che dei ladri e meritano di essere fermati”.

I carabinieri sono stati allertati un’ora dopo lo spiacevole evento. È ora in atto una verifica per cercare di riconoscere il modello del veicolo con cui la famiglia è arrivata "Alla Tripolitania", in modo da stilare un identikit e monitorare altri eventuali episodi simili.

(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
(Foto: Web).
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