Alla scoperta dei Ginah, band locale post-rock strumentale dal sound che racchiude le voci della natura



Suoni naturali e puliti, dando spazio all'immaginazione e all'originalità. 

Stiamo parlando dei Ginah, band locale originaria di Refrontolo che produce musica di genere post-rock/alternative-rock strumentale, il gruppo, composto da Dario Lot (batterista), Michele Botteon (chitarra) e Ralph Rosolen (piano, rhodes e synth), ha allestito la propria sala registrazione in una falegnameria di Pieve di Soligo dove danno libero sfogo al loro particolare sound, privo di alcuna voce.

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Un progetto nato nel 2006 in cui il trio dà libero sfogo ad armonie senza andare ad oscurare le melodie. Ginah è una no-leader band, che si ispira a gruppi come Radiohead, Nine Inch Nails, Tool, Beatles, Boards of Canada, i cui pezzi nascono dall’improvvisazione dove ogni componente del gruppo apporta il proprio contrbuto secondo la propria sensibilità.

Una scultura parte come un tronco pieno e assume le sue forme grazie all’atto del togliere da parte dell’artista, il gruppo cerca di fare lo stesso limando a poco a poco le idee nate di getto, plasmandole fino a quando non diventano qualcosa di definito.

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Peculiarità rese ancora più ampie grazie all'assenza di voci nei brani dando risalto all'ampiezza dei souni.

Nonostante la maggior parte delle loro "tracks" variano dai 5 ai 15 minuti di lunghezza, questa, secondo i membri della band è una componente fondamentale per "comprendere" tutta l'essenza del brano.

"La ripetizione è fondamentale per creare uno spazio - spiega il trio - La perdita dei punti di riferimento temporali permette di creare un tempo non lineare ma che diventa ciclico. Se si tratta di un brano di 15 mintui in quel lasso di tempo si entra in quella particolare dimensione e riesci a gustarti l'essenza della canzone stessa".

Altra componente importante per la band è ovviamente la natura. I Ginah infatti sono molto esigenti nella loro musica, devono faticare per ottenere il sound che si aspettano. I loro pezzi viaggianti e onirici derivano dai loro viaggi fisici e mentali, ma anche dal loro amore per i luoghi del territorio, come le colline e le montagne.

Ginah suona a fari spenti, con la testa bassa e il cervello sulle nuvole.


(Fonte: Luca Collatuzzo © Qdpnews.it).
(Video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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