Refrontolo, è mancata oggi Augusta Spina, vedova del noto artista Angelo Lorenzon, il funerale lunedì 27 gennaio

  • Refrontolo
  • - 23 Gennaio 2020

Aveva 91 anni Augusta Spina, vedova del noto pittore e scultore Angelo Lorenzon di Refrontolo, scomparso prematuramente all'età di 51 anni.

Figura molto nota in paese, Augusta Spina era sempre stata al fianco del marito, incoraggiandone la vena artistica che aveva visto un autentico exploit, soprattutto nella produzione degli anni settanta. È mancata nella mattinata di oggi, giovedì 23 gennaio, dopo un periodo di malattia.

Un legame indissolubile quello tra i due coniugi, testimoniato da un olio su tela raffigurante il volto della donna e a lei dedicato da Angelo Lorenzon nel 1959. Augusta Spina, quindi, era sempre vissuta per il proprio marito e si era dedicata con estrema vicinanza alla famiglia, soprattutto in seguito alla perdita del consorte, artisticamente molto conosciuto.

"Era una donna molto forte e bastava metterla in una stanza contenente le opere di nostro padre, che subito ringiovaniva. - hanno ricordato i figli Genny e Gianni - Ha sempre dimostrato la propria vicinanza al papà ed era una sua collaboratrice attiva, sia quando era in vita che dopo la sua morte, seguendo le mostre e le retrospettive di cui era molto orgogliosa".

Lo scorso giugno era stata organizzata una mostra antologica delle opere dello stesso Lorenzon negli spazi del Molinetto della Croda, dal titolo "A guardia della bellezza e del dolore". Un'occasione che aveva visto all'inaugurazione della mostra - promossa dall'associazione Molinetto della Croda e dal Comune di Refrontolo, con l'appoggio della Regione Veneto - la presenza del noto critico d'arte Philippe Daverio, il quale aveva proposto una riflessione sul concetto di "cultura della comunità", quella stessa comunità di cui Angelo Lorenzon era divenuto l'espressione artistica.

In passato, persino il poeta pievigino Andrea Zanzotto ne aveva celebrato le opere e lo stile dell'intera produzione.

Augusta Spina lascia i figli Gianni e Genny, i parenti e tutta la famiglia. Il rosario sarà recitato domenica 26 gennaio alle ore 19.30 nella chiesa parrocchiale di Refrontolo, mentre il funerale verrà celebrato lunedì 27 gennaio alle 10.30 nella medesima chiesa. La famiglia chiede non fiori, ma opere di bene.


(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: Onoranze funebri Pederiva).
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Refrontolo, bilancio 2019 della Protezione civile: tempestività nelle calamità naturali e corsi sulla sicurezza per il 2020

  • Refrontolo
  • - 22 Gennaio 2020

 Quando si parla di Protezione civile a volte si verifica un fraintendimento, specie nelle realtà più piccole, nell'accostare i volontari di questo gruppo alle attività di sorveglianza a sagre e manifestazioni.

Ma le attività sono molte di più e a dare testimonianza di ciò sono stati i 13 membri del gruppo di Refrontolo, nato nel 2005, i quali hanno fatto un bilancio del 2019 appena concluso e già abbozzato quelle che saranno le attività del 2020.

Bilancio che ha compreso anche un pensiero ad Antonio "Toni" Sossai, compagno scomparso di recente a soli 64 anni.

Interventi di soccorso in casi di frana, come quella verificatasi lo scorso 29 aprile nell'area del Molinetto della Croda, l'aiuto prestato lo scorso settembre per il ripristino dei sentieri nel bellunese e nell'area del refrontolese interessata da una caduta di alberi lo scorso novembre, collaborazioni in occasione di esercitazioni, montaggio di tende, presenza ad eventi di formazione sulla sicurezza stradale: questi sono soltanto alcuni esempi di quanto è stato fatto dalla Protezione civile.

"Speriamo che le cose non vadano male. - è stato l'augurio espresso dal capogruppo Fedele Foltran - Il nostro impegno ci coinvolge in varie attività, anche fuori Refrontolo, quasi ogni domenica: quando non siamo qui, indossiamo la divisa altrove. I volontari si assentano solo per malattia, altrimenti sono sempre presenti. Andiamo avanti così".

Ma parlare di Protezione civile significa, inoltre, fare riferimento al legame instaurato con la comunità, le associazioni e il gruppo alpini. A testimonianza di ciò le parole di Ferdinando De Martin, capogruppo degli alpini di Refrontolo: "Bisogna essere uniti per poter fare le cose e andare avanti. Dobbiamo tutti collaborare. La disponibilità è il vero valore del volontariato".

"Siamo sempre presenti dove veniamo chiamati - ha sottolineato Claudio Lucchet, coordinatore della sezione di Conegliano di unità di Protezione civile - sebbene non possiamo affidarci a fondi propri".

"Alcuni Comuni ci hanno chiesto di tenere dei corsi sulla sicurezza, - ha annunciato Lucchet - mentre questa estate saremo coinvolti in un camposcuola organizzato in Cansiglio, dove insegneremo ai ragazzini a utilizzare la radio e la bussola. Abbiamo gente che si da da fare".

"Devo dire che si respira un bel clima nel volontariato. - ha confessato il sindaco di Refrontolo Mauro Canal - Quando ci si trova in difficoltà, si ha bisogno dell'aiuto di qualcuno e non si sa mai chi chiamare, quindi si allerta la Protezione civile e un plauso va ai volontari per la loro disponibilità. Auguro loro un buon lavoro per questa annata".

Membro del gruppo refrontolese è anche il consigliere di maggioranza Roberto De Stefani, che detiene le deleghe in Comune della stessa Protezione civile.

"L'obiettivo principale sarà quello di continuare a preparare i volontari e a monitorare il territorio a rischio idrogeologico. - ha affermato De Stefani - I volontari, comunque, sono pronti per ogni evenienza ed è necessario continuare a mantenere il gruppo compatto".

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: Web).
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Lavori in corso per la finale 2020 del Palio delle botti: si svolgerà il 4 ottobre a Refrontolo

  • Refrontolo
  • - 21 Gennaio 2020

È ufficiale: la finale 2020 del Palio delle botti si svolgerà il prossimo 4 ottobre a Refrontolo, dove già da questa settimana si terrà un primo incontro per l'ideazione e l'organizzazione dell'appuntamento.

Appuntamento divenuto in poco tempo uno dei più significativi nel territorio locale, tenendo conto di quanto, inizialmente, fosse poco noto questo tipo di gara, dopo la sua istituzione a partire dal 2007 grazie all'Associazione nazionale Città del Vino, presieduta da Floriano Zambon.

Quella del 4 ottobre sarà l'ultima tappa di un tour complessivo di 14 appuntamenti organizzati in varie parti d'Italia, che inizierà dal 4 aprile partendo da Furore, località in provincia di Salerno.

A decidere di assegnare proprio al territorio refrontolese l'impegno di accogliere il capitolo finale di questa serie di gare sono state le stesse città aderenti a Città del Vino, in occasione di un incontro svoltosi di recente a Siena, che hanno colto la costanza e la passione dimostrata dalla squadra di Refrontolo.

E proprio la squadra refrontolese si è da sempre distinta nelle varie competizioni fin dal 2014, anno da cui è riuscita a salire sul podio in via continuativa, conquistando quattro secondi posti e due terzi posti, ottenuti facendo roteare una botte da 500 litri per le vie di varie città.

“Fin dalla prima partecipazione nel 2008, ci siamo appassionati a questa forma di sport che sposa il territorio - spiega Andrea Bellè, storico capitano del team - e ci siamo impegnati molto, nel tempo, perché potesse diventare una tradizione anche nelle nostre zone”.

Grande soddisfazione per il sindaco Mauro Canal, il quale commenta: “ È davvero un onore per noi ospitare la finale della manifestazione che ci consentirà di dare ulteriore visibilità alle nostre produzioni locali, non solo al Prosecco Superiore Docg ma anche al Refrontolo Passito, oltre a diverse eccellenti tipicità. Ciò ci permette di far apprezzare meglio tutto un patrimonio di saperi e tradizioni conservate tenacemente da chi ci ha preceduto".

"Proprio per rendere giustizia alla ricchezza culturale tipica di queste colline, - aggiunge il primo cittadino - stiamo lavorando anche a eventi correlati alla gara, che si svolgeranno per tutto il primo fine settimana di ottobre. Faremo del nostro meglio per accogliere doverosamente gli sportivi e gli estimatori delle squadre partecipanti e, più in generale, tutti i visitatori che riteniamo saranno numerosi”.

Sicuramente tanta curiosità inizierà a crescere nella comunità di Refrontolo, e non solo, per questa attesissima finale.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: Comune di Refrontolo).
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Tragedia del Molinetto: respinta la richiesta degli avvocati di Comune e Pro Loco, non ci sarà una nuova perizia

  • Refrontolo
  • - 22 Gennaio 2020

Respinta la richiesta degli avvocati di Comune e Pro Loco: non ci sarà una nuova perizia sulla tragedia del Molinetto della Croda.

A deciderlo il giudice Carlotta Brusegnan, davanti alla quale si sta celebrando la causa civile intentata dai familiari di Luciano Stella, assistiti dall’avvocato Luciano Gazzola, il gommista di Pieve di Soligo che ha perso la vita insieme a Maurizio Lot, Fabrizio Bortolin e Giannino Breda nel tendone della Festa dei Omi, trascinata dalle acque del fiume Lierza in piena la sera del 2 agosto 2014.

Chiamati a pagare un risarcimento da 2,5 milioni di euro ci sono il comune di Refrontolo e la Pro Loco, i cui legali avevano chiesto al tribunale di disporre una nuova consulenza contestando quella già eseguita dal perito Lanfranco Tesser: “Per il metodo scientifico sbagliato, l’inaccurata descrizione del fenomeno atmosferico e errate conclusioni”.

Conclusioni nelle quali il perito individua la responsabilità di quanto accaduto quella notte: “Una condotta prudente, perita e diligente da parte del comune e della Pro Loco avrebbero potuto ridurre le conseguenze dell’evento”.

Il lavoro del perito ha portato a un risultato diametralmente opposto a quello a cui era giunto quello nominato in sede penale dal gup Angelo Mascolo, che alla fine del processo aveva assolto gli architetti Annalisa Romitelli, Leopoldo Saccon e il geologo Celeste Granziera autori del Pat, accusati di omicidio colposo e disastro colposo, e Valter Scapol presidente della Pro Loco.

Secondo Mascolo la responsabilità dell’accaduto sarebbe delle vittime: “Perché sono stati imprudenti durante un evento meteorologico eccezionale che non era prevedibile”.

Il processo penale è in fase di appello e i giudici veneziani hanno rinnovato l’istruttoria proprio per risentire il perito.

Ma intanto in sede civile, la perizia confermata stabilisce che quello del 2 agosto 2014 non fu un evento eccezionale e che i quattro amici che hanno perso la vita non hanno colpe, perché a provocare la tragedia è stata la scelta di posizionare in quel luogo il tendone.

L’area infatti, sottolinea Tesser: “Risulta tra i tre siti storicamente esondabili di Refrontolo come riportato nel Pat” nel quale però l’area non era stata inserita come a rischio.

E vista questa situazione: “Comune e Pro Loco avrebbero dovuto valutare le conseguenze”. Come? Non consentendo lo svolgimento di feste “in presenza di eventi metereologici intensi” e predisponendo un’adeguata cartellonistica che lo vietasse.

Prescrizioni che avrebbe dovuto seguire anche la Pro Loco. Tesser conclude: “Il rischio idraulico non era stato valutato secondo gli standard di prudenza, diligenza e perizia. Il piano era approssimativo e poco approfondito. E nonostante l’area fosse tra i tre siti a rischio esondazione del territorio, il Comune non fece nulla per tenere alta l’attenzione”.

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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Refrontolo, famiglia chic mangia a sbafo al ristorante "Alla Tripolitania" e scappa senza pagare

  • Refrontolo
  • - 13 Gennaio 2020

Una famiglia molto elegante nella serata di ieri, domenica 12 gennaio, dopo essersi abbuffata nel conosciuto ristorante di Refrontolo “Alla Tripolitania”, si è allontanata senza pagare il conto con la scusa di “portare fuori i bambini”.

A comporre la tavolata due minori e i loro genitori: un uomo di apparente fisionomia nordafricana, una donna bionda, con un accento italiano, e due bambini vivaci, tra i 3 e i 6 anni.

Dopo un aperitivo di quasi tre ore al bar del ristorante, durante il quale sono stati bevuti diversi calici di vino, l'elegante famiglia ha deciso di fermarsi per la cena, accomodandosi nella saletta e ordinando tre antipasti, una bottiglia da un litro di vino, tre tagliate con contorno, tre amari e un caffè.

Una volta giunto il momento di saldare il conto, secondo le testimonianze dei dipendenti del ristorante l’uomo si sarebbe alzato con la scusa di essersi macchiato con una bibita e di doversi asciugare in bagno.

La moglie, nel frattempo, sempre secondo la ricostruzione dei presenti, avrebbe accompagnato i bambini fuori dal locale con una scusa simile a quella del coniuge, scomparendo
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Poco prima di dirigersi alla toilette, il capofamiglia ha chiesto al personale di preparare il conto, dicendo che “avrebbe pagato con la carta di credito”.

Fortunatamente la titolare del locale, poco prima, avrebbe chiesto a uno dei bambini da dove provenisse: secondo la testimonianza, in risposta, il minore avrebbe affermato di frequentare una scuola di Bassano del Grappa.

“Mi interessa poco il fatto che non abbiano pagato il conto - ha commentato a caldo la titolare del ristorante - Ma i genitori di due figli così piccoli che si mettono alla guida, magari per lunghe distanze, dopo aver bevuto tanto, sono veri incoscienti, oltre che dei ladri e meritano di essere fermati”.

I carabinieri sono stati allertati un’ora dopo lo spiacevole evento. È ora in atto una verifica per cercare di riconoscere il modello del veicolo con cui la famiglia è arrivata "Alla Tripolitania", in modo da stilare un identikit e monitorare altri eventuali episodi simili.

(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
(Foto: Web).
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