Pericolo nutrie? Arriva la app per monitorarne i danni, l'idea dai ricercatori dell'Università di Padova

Nutrie da ansaArgini dei fiumi come campi di battaglia, gallerie senza fine e coltivazioni sottosopra. Spettacoli simili si vedono anche nell'Alta Marca Trevigiana. Ma qualcosa potrebbe cambiare, grazie ad una app  per monitorare i danni delle nutrie grazie alle foto scattate dai cittadini. E' quanto ideato da un team di ricercatori dell'Università di Padova coordinati dal professor Paolo Tarolli, docente di gestione delle risorse idriche in agricoltura.

Nell'era del passaparola sui social,  le segnalazioni in rete avranno così un nuovo alleato nella lotta contro questi roditori. Tramite un'applicazione gratuita per smartphone e fotografie scattate da cittadini la ricerca dimostra come sia possibile quantificare (in metri cubi di suolo eroso) e geolocalizzare in un sistema informativo geografico (Gis) i danni lungo i canali.

Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista "Earth Surface Processes and Landforms" e vede la collaborazione di due dipartimenti dell'Università di Padova: Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (Tesaf) e Dipartimento Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente (Dafnae). Nello specifico sono stati considerati tratti di canale nelle provincie di Verona e Venezia.

Le nutrie sono roditori simili ai topi che in Italia si trovano soprattutto nella pianura padana e sul versante tirrenico e che costituiscono un serio problema per l’integrità degli argini fluviali. Una specie molto prolifica ed infestante che oggi ha raggiunto addirittura quota 600 metri. Nel recente passato alcuni esemplari erano stati avvistati anche nei pressi del lago di Lago e di Santa Maria, nella Vallata del Soligo; lungo il torrente Cervano, a Tarzo; lungo l'asta del Soligo, a Pieve di Soligo; sugli argini del Meschio, nel Vittoriese; e sul torrente Raboso, a Farra di Soligo.

(Fonte: redazione Qdpnews.it).
(Foto: Ansa).
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