C’è un tesoro sotto i piedi degli Italiani: il litio

Nelle rocce e nelle acque in profondità, dove le temperature arrivano fino a 300 gradi. E potrebbe giocare un ruolo cruciale per il futuro. Si tratta del litio, metallo di cui l’Italia, secondo uno studio pubblicato nei mesi scorsi da quattro ricercatori del Cnr, è potenzialmente ricca. Servirebbe per la farmaceutica, ma soprattutto per le batterie di veicoli elettrici, per l’energia rinnovabile. E si potrebbe estrarlo grazie ai fluidi geotermici.

Uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori del Cnr definisce il potenziale per il ritrovamento di giacimenti di litio nel territorio italiano. Questo metallo rappresenta una materia prima critica per il processo di transizione energetica che ci condurrà alla carbon neutrality nel 2050. Il contesto geologico italiano non è dei più favorevoli per i giacimenti di litio convenzionali (pegmatiti e salars), anche se alcune situazioni in Sardegna, Calabria e nell’arco alpino meriterebbero un approfondimento.

Un’accurata revisione dei dati geologici, mineralogici e geochimici disponibili sul territorio nazionale ha permesso di individuare 2 aree principali ad alto potenziale: la fascia vulcanico-geotermica peritirrenica (Toscana-Lazio-Campania) dove in passato sono stati intercettati fluidi geotermici con concentrazioni di litio fino a 480 mg/l e la fascia al fronte della catena appenninica (da Alessandria fino a Pescara) dove sono presenti manifestazioni termali, con contenuti in litio fino a 370 mg/l, associati spazialmente a giacimenti di idrocarburi. Questi valori sono tra i più alti riscontrati nei fluidi profondi del pianeta e permetterebbero l’estrazione del metallo con la tecnica conosciuta come Direct Lithium Extraction.

Altri Paesi come Francia, Germania, Regno Unito e USA stanno già valutando georisorse simili nell’ambito delle rispettive strategie nazionali per la transizione energetica. È auspicabile che anche in Italia si inneschi una sinergia tra enti di ricerca, università e industria per conoscere questa georisorsa, per valutarne il potenziale industriale e per affinare le tecniche di estrazione del metallo dal fluido.

Autore: Sistema Ratio Centro Studi Castelli (Foto: Ab. Unsplash.com)
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