Fertilizzanti bio-green

Il recupero degli scarti delle produzioni dei batteri lattici che attualmente vengono eliminati attraverso processi di depurazione.

Ricercatori dell’Università Cattolica, Campus di Piacenza, hanno sviluppato un nuovo fertilizzante “bio” e “green” dagli scarti della filiera alimentare: più precisamente dagli scarti delle produzioni dei batteri lattici che attualmente vengono eliminati attraverso dei processi di depurazione. Lo studio è stato condotto in collaborazione con importanti aziende lombardo-venete.

È bene ricordare, innanzitutto, che i batteri lattici sono un gruppo di microrganismi in grado di fermentare diversi substrati, dando origine a numerosi prodotti di interesse per il settore agroalimentare e industriale come ad esempio formaggi, insaccati, latti fermentati. Normalmente gli scarti dei terreni di coltura (diverse migliaia di tonnellate ogni anno) utilizzati nella produzione dei batteri lattici vengono smaltiti in appositi impianti di depurazione.

Non solo: la Commissione Europea si è impegnata, con la strategia Farm to Fork, entro il 2030 a ridurre del 20% l’uso dei fertilizzanti, del 50% le perdite di nutrienti dal suolo e del 50% l’utilizzo di pesticidi chimici.

Per questa ragione, la ricerca ha mostrato come sia possibile utilizzare tali prodotti di scarto attraverso prove di coltivazione in serra di pomodoro e lattuga. Il risultato ha fatto emergere una riduzione del fertilizzante pari al 30%, mantenendo inalterata la produzione e migliorando anche alcune caratteristiche fisiologiche delle piante.

Analisi di carattere chimico, microbiologico ed ecotossicologico hanno escluso, inoltre, qualsiasi impatto negativo sull’ambiente e sul suolo, evidenziando, al contrario, effetti di promozione dei microrganismi utili alla crescita ed alla difesa delle piante stesse.

L’attività degli scarti è risultata maggiore quando applicata al suolo, anche se è in fase di progettazione l’applicazione su foglia e frutto. Ulteriore vantaggio è quello di utilizzare questo fertilizzante per nutrire contemporaneamente la pianta, i batteri che hanno effetti positivi per la pianta e per il suolo e il suolo stesso, contribuendo ad arricchire la sua percentuale di umidificazione.

In conclusione, si tratterebbe di fertilizzante ecologico nel più ampio senso possibile, in quanto stimolante l’intero sistema e non un solo organismo. Lo studio evidenzia ancora una volta la capacità della ricerca nel settore agrario di fornire soluzioni rapide alle emergenze contingenti del settore.

Autore: Sistema Ratio Centro Studi Castelli

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