Il legame tra agricoltura e territorio

Le possibilità del turismo in combinazione con l’agricoltura.

Nell’attuale contesto storico il viaggiatore vuole trovare divertimento e fare esperienze.

Le motivazioni che spingono, nel 2022, i turisti a spostarsi sono soprattutto legate al paesaggio, ai valori delle aziende produttrici e al loro legame con il territorio che generano un’identità culturale per le destinazioni.

Le persone sono sempre più esigenti: ricercano luoghi con bellezza e integrità della natura, cultura e tradizioni, comunità locali accoglienti, oltre ad offerte enogastronomiche di qualità. La parola chiave è “esplorare”, collegando esperienze di gusto a quelle di shopping, visite culturali e sport.

Il viaggio si interconnette a un senso di appartenenza, alla volontà di vivere la comunità: il 66% dei turisti italiani sarebbe più propenso a visitare le aziende di produzione se disponibili queste opportunità, dalla vendemmia collettiva alla semina, potatura, mungitura.

Allo stesso tempo cresce il desiderio di modalità sempre più green di vacanza: trekking tra vigneti e frutteti, passeggiate e tour in bicicletta o e-bike, così come l’utilizzo di trasporti eco-sostenibili come il treno e la presenza di aree a traffico limitato per potersi spostare in piena libertà.

All’interno di tutto ciò si annovera anche la cosiddetta DOP economy, al centro della quale ci sono i prodotti a indicazione geografica, che fondano la propria identità e il proprio valore nel legame con il territorio e che, oltre a rappresentare un forte elemento di attrazione turistica, nel tempo si sono trasformati in un collante nell’ambito dell’esperienza territoriale capace di coinvolgere agricoltura, artigianato, hotellerie, ristorazione di qualità e patrimonio artistico culturale.

Le filiere dei prodotti DOP e IGP hanno plasmato il territorio, creando le condizioni per un’offerta con nuovi spazi ed esperienze.

A questa trasformazione hanno contribuito il mondo vitivinicolo, dell’olio, degli aceti, dei formaggi e dei salumi e se la pandemia del 2020 ha travolto molti settori, con il turismo tra i più colpiti, il modello delle indicazioni geografiche italiane è riuscito a riconfermare, anche in questa fase, la propria capacità di resilienza grazie al lavoro svolto dai Consorzi di tutela.

Anche questo mondo deve intercettare le nuove tendenze, i mutamenti e le esigenze rinnovate contribuendo così a rianimare zone del nostro Paese abbandonate, ricostruire attività produttive agroalimentari e ripopolare borghi attraverso un’ospitalità diffusa, sicura, sostenibile.

Autore: Paolo Lacchini – Sistema Ratio Centro Studi Castelli

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