Ha la dolcezza e la bellezza dello stupore, come fosse sempre la prima volta: la primavera che si è riaffacciata proprio in questi giorni di marzo non ha soltanto il valore del classico mutamento climatico e ambientale, secondo il calendario e i cicli annuali, ma possiede dentro si sé la formidabile energia che deriva dal tempo veramente nuovo di questa stagione, dal cambiamento effettivo, decisamente in meglio.
E’ come se l’avvenimento tanto atteso durante i rigori, le nebbie e le oscurità dell’inverno fosse finalmente arrivato, tutto a un tratto, e avesse dato vita alla sensazione di una luce importante, di un tepore vitale, di uno sguardo felice sulla natura circostante improvvisamente ridestata da un lungo sonno. E’ un effettivo cambio di stagione, completo, rassicurante, che conserva in sé e genera al tempo stesso un approccio diverso, uno stato d’animo sereno, una misura delle cose capace di suscitare fiducia e speranza nei giorni presenti, e in tutti quelli che verranno.
E’ un altro verde, un altro azzurro, un altro sole, e tutto favorisce il percorso personale verso un benessere psicologico e fisico davvero importante, da cogliere al volo e tradurre nell’esistenza quotidiana. E’ vero: desideriamo a lungo la primavera durante l’inverno, e poi il cambio di stagione arriva senza chiedere il permesso, senza avvisi e comunicazioni particolari, senza segnali evidenti o univoci. Comincia l’aria più mite, si uniscono i prima fiori, e poi tutto a seguire acquista un altro volto, un altro sapore, un’altra gentilezza di sostanza e di immagine.
Cambia la stagione, d’accordo, ma non cambia solo quella. Cambiano i vestiti, si modificano gli ambienti interni ed esterni delle abitazioni, si allungano le giornate e si affrontano nuovi ritmi e orari per gli impegni e gli incontri fra le persone. Insomma, è una felice girandola di novità, che comprende anche la cura e l’attenzione per gli armadi delle case e delle famiglie, con i classici “cambi di stagione” destinati a mettere da parte la pesantezza del periodo invernale e a promuovere la rinascita del tempo primaverile, anche con un abbigliamento diverso, più leggero e intraprendente, più simpatico e colorato.
Non parliamo di una pratica banale o scontata: si tratta di un lavoro importante, da realizzare con cura e pazienza, anche faticoso, che deve fare bilanci, sintesi e archivio di quanto indossato al maschile e al femminile e di quanto utilizzato all’interno degli ambienti domestici, da un lato, e dall’altro deve aprire consapevolezza e concreta operatività verso la nuova stagione, con il suo carico di scelte, priorità e decisioni in chiave primaverile, guardando già prontamente all’estate che subito seguirà. Operazione complessa, ma inevitabile, che si inserisce in quel filone di “piccole cose” solo apparenti, in verità da compiere con grande attenzione, cura e serietà, avendo un rimando ben preciso e puntuale alla vita ordinaria delle persone, da agevolare al meglio per facilitare tutti e ciascuno.
Vita vera, intendiamoci, vita concreta, vita reale, non vita virtuale dispiegata online: un’opera preziosa, dunque, che deve produrre risultati pratici ed effettivi in considerazione del tempo nuovo che si affaccia e diventa la realtà con la quale confrontarsi in spirito di verità, senza ricercare scorciatoie o deviazioni. Proprio alla luce di questi pensieri, allora, il doveroso “cambio di stagione” di forme e strumenti per accogliere la primavera può diventare simbolo e motore di un’esigenza ancora più profonda, interiore, spirituale, di un percorso auspicabile, di un cammino interessante. Infatti, dovremmo metterci nella condizione di favorire il cambiamento di noi stessi alla luce di quello che avviene nei rapporti con le persone e di quello che possiamo leggere dentro gli avvenimenti della nostra epoca.
Troppo spesso rischiamo di essere di ostacolo alle novità che potrebbero diventare provvidenziali per la nostra vita: per un misto di orgoglio, vanità, superbia e svogliatezza pensiamo di essere a posto, di non aver bisogno di adeguare in meglio le nostre convinzioni, privandole di ritualità, ottusità e pregiudizi, e di poter affrontare le sfide inedite del futuro avendo la testa rivolta all’indietro, a quello che siamo sempre stati nel passato.
E invece il cambiamento via pensato, accompagnato, diretto e praticato: è sempre tempo favorevole per far morire dentro di noi le “cose vecchie”, che non hanno più senso, valore e capacità di motivare l’oggi e il domani, e di far nascere invece le “cose nuove”, che sono in grado di dare ragioni, motivazioni e slancio entusiasta alle opere e ai giorni del presente e del futuro.
Serve insomma un deciso cambio di passo per migliorare noi stessi e il mondo insieme a noi: una maggiore consapevolezza, una docile disponibilità a guardare bene ai nostri difetti, una sicura volontà di mutare sostanza e stile della nostra vita in relazione.
Ecco, in questo senso, si può parlare sul serio di un cambiamento che genera rinascita. Forse la primavera che stiamo vivendo può diventare davvero il tempo favorevole, la stagione propizia, l’occasione da non perdere.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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