Domani avvenne

Proprio questo era il titolo di una “storica” rubrica all’interno della fortunata trasmissione televisiva “Almanacco del giorno dopo” che, sul primo canale RAI, a ridosso del telegiornale delle ore venti, si soffermava su tutto quello che poteva rappresentare informazione e curiosità sugli avvenimenti e le date importanti del giorno seguente.

“Domani avvenne”, in verità, era uno strumento molto utile dentro l’ottica di una comunicazione non banale, colta ma popolare, capace di tenere le persone e le comunità ancorate all’idea del fluire del tempo, delle scadenze dell’attualità, della memoria ragionata, sobria, non improvvisata, di un approccio al futuro preparato e organizzato a dovere. Non nel segno della nostalgia, ma nello spirito di una riflessione interessante per l’oggi, rinverdiamo qui il successo di quella stagione del piccolo schermo per dire a noi stessi quanto sia opportuno, anche necessario, riprendere con convinzione e con cura il tema dell’oggi e del domani. 

Meglio, come riuscire in una “società liquida” – perennemente appiattita sul presente, sull’indefinito che scorre in perfetta continuità, senza passato e senza futuro – ad avere consapevolezza che la proiezione verso il domani è fondamentale, è motivante, sollecita, incoraggia e incuriosisce: in pratica, fa vivere meglio. In termini ancora più semplici, dovremmo tornare ad amare il calendario come agenda, ossia come “cose che devono essere fatte” nella traduzione dal latino, come giorni che vanno ricordati, come appuntamenti che non possono essere rinviati, come scadenze che non possono trovare il nostro pressapochismo e la nostra smemoratezza. Pensiamoci solo un attimo: quanto disturbo ci arreca il fatto che non ricordiamo le date importanti, gli anniversari che contano, gli eventi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella nostra vita, e anche nelle vite delle persone che ci stanno più a cuore. Domani avvenne, infatti, e noi ce lo dimentichiamo. Non per cattiveria, o per volontà negativa, ma per trascuratezza, sbadataggine, sciatteria. Per un senso di dissipazione, priva di riconoscenza. Non va bene. 

Ricordare è infatti un’operazione di squisita umanità, un’arte vera, un segno eloquente di come gli altri possano realmente occupare un posto di rilievo nella nostra mente e nel nostro cuore. Non si tratta di un’incombenza riservata agli addetti ai lavori, da attribuirsi specificatamente a quanti coltivano in maniera speciale questo tipo di sensibilità. Per la qualità della nostra vita, per l’ottima riuscita delle nostre relazioni, abbiamo sicuramente bisogno di riprendere in mano la confidenza con tutti gli strumenti idonei a testimoniarci il futuro e, nel contempo, a confermarci come questo sguardo attento e preciso sul domani abbia radici profonde nel passato, esistenza vissuta e celebrata, momenti effettivi che non possono essere trascurati e lasciati nell’indifferenza. Perché parlano di noi, da soli, in coppia, in famiglia, nella comunità, e sono fattori costitutivi, fondativi, che esprimono identità, che indicano il senso di un percorso compiuto e che si dirige in avanti, fiducioso, verso la vita che verrà.

Inoltre, capire che “domani avvenne” qualcosa di assolutamente rilevante ci mette nella condizione di non farci trovare impreparati rispetto alla data significativa, a quello che andrà a svolgersi in un tempo prossimo, neanche tanto lontano. Si tratta di comprendere come sia assolutamente consigliabile pianificare, organizzarci in maniera adeguata, mettere in campo un’idea che possa dire concretamente la nostra adesione alla data con perfetto tempismo, con sana precisione, con meritevole dedizione. 

E proprio perché il tempo è prezioso – si potrebbe dire inestimabile, ai nostri giorni – non lasciamolo andare via senza riempirlo di significati, di passione, di simpatia, di affetto sincero, di gratitudine. Un calendario fisso alla parete, dove si cerchiano i giorni fatidici e indimenticabili, anniversari e compleanni compresi; un’agenda personale, anche minuta, anche digitale, nella quale conservare in qualche modo gli appunti meritevoli di memoria; un lunario aggiornato di santi e patroni attraverso il quale avere certezza delle ricorrenze dei nomi, e quindi degli onomastici abbinati: tutto è utile, perché domani avvenne, e noi non possiamo far finta che non sia accaduto.

L’importante è avere consapevolezza del valore di questo impegno, di questa presenza, di questo sentimento. Anche nella dimensione pubblica, quando ci sono fatti, imprese e avvenimenti che hanno segnato in maniera decisiva alcune stagioni della vita della comunità, da tenere ben vivi e presenti nel pensiero collettivo. In ogni caso, a livello di relazioni interpersonali, servirebbe riproporre il felice slogan di una nota pubblicità di anni addietro, ossia “Ricordati di ricordare”. Perché poi il tempo è trascorso, è passato, non torna più, e noi rischiamo soltanto di rinnovare una volta in più la nostra impreparazione e la nostra mancanza dicura delle relazioni, criticati giustamente da coloro che attendevano un pensiero, un cenno, un messaggio, un piccolo dono, e non l’hanno ricevuto. Certo, domani avvenne, non oggi: siamo ancora in tempo!                  

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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