Giornata mondiale del Lupo

Forse anche noi ce la possiamo fare. Questo 14 agosto voglio celebrare un’inversione di rotta rispetto al 2012, quando in molti continenti si porgeva lo sguardo verso la nostra regione per quello che stava succedendo. Un lupo partito dalla Slovenia diventò stanziale in Veneto. Eccezione? Miracolo? La lunga mano di qualche umano? No, tutto biologicamente nella norma.

Chiunque conosca anche solo un poco la biologia del lupo sa che gli individui di questa specie passano il tempo giocando, mangiando e camminando. Niente di nuovo sotto il sole, quindi. La novità (si fa per dire!) è stata l’eco mediatico che il lupo chiamato Slavc ha riscosso a livello internazionale: questo giovane maschio era radiocollarato, e fu così possibile seguire gli spostamenti di chi, del tutto normalmente, se ne va in cerca di un nuovo territorio. Dalla Slovenia, arrivò in Austria e poi in Italia. Tutto documentato, tutto condiviso. Ne abbiamo già parlato qui.

La realtà stupefacente non era quella del lupo, ma la voce del nostro territorio, di chi non aveva sentore di quanto scrivevano le testate internazionali sul favoloso (certo mediaticamente, ma banale biologicamente) viaggio di un giovane lupo alla ricerca di un posto nuovo dove stare.

Da quel 2012, progetti internazionali e continui tentativi di informazione scientifica hanno trovato muri invalicabili. Deliri e nevrastenie territoriali furono il denominatore comune ogni volta che si cercava di condividere tattiche e strategie per capire come stare assieme senza farci del male. La mia prima partecipazione a un dibattito pubblico fu, di fatto, la partecipazione a uno scontro medievale tra fazioni, con forze dell’ordine presenti.

Quest’anno, finalmente, la quiete. La Fondazione Margot ha promosso quattro incontri sull’altopiano di Asiago per affrontare, tra gli altri temi, la comunicazione scientifica in ambito faunistico, il che significa informare sulla Biologia della Conservazione, branca della biologia nata più di mezzo secolo fa. Due mattine al Museo dell’Acqua, un pomeriggio all’Istituto di Cultura Cimbra di Roana e un altro nella Sala della Comunità Montana di Asiago hanno risposto alla sete di informazioni scientifiche, curiosità e condivisione dei giusti timori.

Sono state belle occasioni di confronto e di partecipazione. Lì tutti sapevano che la popolazione di lupo è frutto di colonizzazione spontanea, a differenza dell’orso, che è frutto di una traslocazione.

Per la prima volta ho assaggiato consapevolezza e voglia di condivisione anche nella nostra regione. Il tutto reso possibile dall’iniziativa di un privato. Grazie alla Fondazione Margot, e a chi abita in altopiano.

Un bell’esempio che “Si può fare!”

(Autore: Paola Peresin)
(Foto: archivio Qdpnews.it)
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