Oggi la Giornata mondiale senza tabacco, i numeri in Veneto e nella Marca

Giornata mondiale senza tabacco, nella Marca il fumo causa il 30% delle morti premature
Giornata mondiale senza tabacco, nella Marca il fumo causa il 30% delle morti premature

Oggi, sabato 31 maggio, si celebra la Giornata mondiale senza tabacco, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni causati dal consumo di tabacco e per incoraggiare politiche efficaci volte a ridurne l’uso.

In Italia, il tabagismo continua a rappresentare un’importante sfida per la salute pubblica, ma alcune regioni, come il Veneto, mostrano segnali positivi nella lotta contro questa dipendenza.

Il Veneto si distingue infatti per avere una delle percentuali più basse di fumatori in Italia. Nel 2022, la quota di fumatori nella regione era pari al 15,7%, contro una media nazionale del 19,6%. Questa tendenza positiva è accompagnata da un aumento degli ex-fumatori, che rappresentano il 25,8% della popolazione veneta, superando la media nazionale del 23,3%.

In provincia di Treviso, la situazione presenta alcune criticità, soprattutto tra i giovani. Secondo un’indagine del 2024 condotta su 3.600 studenti delle scuole superiori, il 29% delle ragazze e il 24% dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni ha fumato sigarette tradizionali nell’ultimo mese. Considerando anche i prodotti elettronici, queste percentuali salgono rispettivamente al 37% e al 31%.

Tra gli adulti residenti nella Marca, la percentuale di fumatori si attesta attorno al 23%, con una prevalenza del 30% tra gli uomini e del 17% tra le donne. Si stima infine che circa 144.000 persone fumino quotidianamente, con un consumo giornaliero complessivo che supera il milione di sigarette.

Nella Marca la percentuale di fumatori, non solo tra gli adulti, non scende dal 2010, rimanendo attorno al 23% (27% tra gli uomini, 18% tra le donne), ma se si aggiungono i fumatori di sigarette elettroniche si arriva al 25% (30% tra gli uomini, 20% tra le donne). 

Come spesso succede con le abitudini di vita più rischiose per la salute anche il fumo è più diffuso tra chi ha un reddito e un titolo di studio più basso, inoltre spesso si accompagna a un consumo di alcol rischioso. 

Tra gli adolescenti la situazione è anche peggiore e vede una diffusione del fumo maggiore tra le donne. Fuma sigarette tradizionali il 28% delle ragazze e il 24% dei ragazzi, aggiungendo i prodotti elettronici questa percentuale arriva rispettivamente al 32% e al 26%.

L’abitudine al fumo cresce con l’età: a 14 anni fuma (elettrico o tradizionale) il 10% dei ragazzi e il 17% delle ragazze, a 18 il 36% dei ragazzi e il 44% delle ragazze. Anche tra i teen-ager il fumo si accompagna a un consumo pericoloso di alcol.

Insomma, in provincia di Treviso fumano ancora circa 163.000 persone, per un totale di circa 1.400.000 sigarette al giorno.

Tutto questo provoca danni anche all’ambiente: per produrre le sigarette fumate in un anno nella nostra provincia vengono consumati cica 1.750 milioni di litri d’acqua, circa la stessa quantità di usata in un anno dagli abitanti di una cittadina come Conegliano o Castelfranco Veneto, senza contare i 500 milioni di mozziconi da smaltire.

I danni alla salute sono noti ma val la pena ricordare che nella nostra provincia il fumo è responsabile di quasi il 15% delle morti premature (prima degli 80 anni): circa 415 decessi all’anno, dei quali circa metà per tumore al polmone, in gran parte tra gli uomini (350 vs 65 donne) e che l’aspettativa di vita dei fumatori è almeno dieci anni inferiore a quella dei non fumatori.

Lanzarin: “Informazione e prevenzione per proteggere i giovani”

La Regione del Veneto, in occasione di questa importante ricorrenza, ha voluto ribadire con forza il proprio impegno nella tutela della salute pubblica, aderendo al tema proposto quest’anno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: “Unmasking the appeal. Exposing industry tactics on tobacco and nicotine products” (“Giù la maschera: ecco i trucchi dell’industria per rendere attraenti tabacco e nicotina”).

L’attenzione è puntata sulle nuove strategie dell’industria del tabacco, che si reinventa per attirare i giovani con prodotti “alla moda” e apparentemente innocui: sigarette elettroniche, e-cig, dispositivi a tabacco riscaldato (HTP), spesso caratterizzati da aromi gradevoli, packaging colorati e un marketing digitale mirato.

Infatti, i dati dicono che tra i 13-15enni veneti, uno su quattro ha provato almeno un prodotto da fumo nell’ultimo mese. E allarma la tendenza in crescita tra le ragazze, che per la prima volta superano i coetanei maschi nell’uso di sigarette, e-cig e HTP.

“Siamo di fronte a una nuova forma di dipendenza, più subdola perché nascosta dietro il volto rassicurante della tecnologia e del design – afferma l’assessore alla Sanità e al Sociale del Veneto, Manuela Lanzarin –. Le sigarette elettroniche, oggi, non sono strumenti per smettere di fumare, ma nuovi canali di iniziazione al consumo. I giovani sono i più esposti: è nostro compito, come istituzioni, agire con determinazione e responsabilità. Non possiamo permettere che la poca informazione, la mancanza di prevenzione o la sottovalutazione dei rischi diventino il terreno fertile per danni alla salute che si protrarranno per tutta la vita”.

Secondo le analisi della Regione Veneto:

  • il 20,5% della popolazione adulta (18-69 anni) è fumatore, con un dato più elevato tra gli uomini (24%) rispetto alle donne (17%);
  • la percentuale scende sensibilmente con il livello di istruzione (22% tra chi ha solo la licenza media contro il 17% tra i laureati) e aumenta in chi ha difficoltà economiche (36%);
  • negli ultimi 15 anni si registra una riduzione complessiva di 5 punti percentuali nel numero di fumatori;
  • tra i giovani (18-34 anni), si è passati dal 32% nel 2010 al 25,8% nel 2024.

Tuttavia, a preoccupare sono i nuovi consumi misti tra adolescenti: solo il 2% dei 13-15enni che fumano usa esclusivamente sigarette tradizionali. La stragrande maggioranza fa uso contemporaneo di diversi dispositivi, aumentando i rischi per la salute legati all’esposizione multipla alla nicotina e ad altre sostanze tossiche.

Tra i rischi più evidenziati:

  • tossicità polmonare dovuta agli aerosol inalati dalle e-cig;
  • danni al DNA e stress ossidativo;
  • aumento dei casi di EVALI, sindrome da lesione polmonare acuta associata allo svapo, già osservata negli Stati Uniti;
  • livelli di nicotina paragonabili a quelli delle sigarette tradizionali, con forte potere di dipendenza, soprattutto nelle nuove generazioni.

In questo contesto si inserisce la strategia regionale della prevenzione, articolata in quattro grandi direttrici:

1.    Rete delle Scuole che Promuovono Salute (SPS), con interventi educativi integrati nei programmi scolastici;

2.    Peer-education, con oltre 10.000 studenti formati come educatori tra pari;

3.    28 ambulatori per il trattamento del tabagismo, uno per ogni distretto sanitario;

4.    Progetto Smoke Free Class, attivo da 25 anni in Veneto, che ha coinvolto nell’anno scolastico 2024-2025 circa 3.000 studenti, prevalentemente della scuola secondaria di primo grado.

Proprio nell’ambito di questa iniziativa, è stata premiata la classe 3ªA della Scuola Secondaria “C. Carminati” di Santa Caterina di Este (PD), vincitrice per l’impegno dimostrato nella promozione di uno stile di vita senza fumo.

“Lo voglio dire chiaramente: non pensate che regalare una e-cig ai vostri figli, e ai giovani in generale, sia una scelta innocua. Dietro questi dispositivi si nasconde un rischio concreto e crescente di dipendenza, danni respiratori e vulnerabilità psicologica – ha concluso Lanzarin –. È tempo di mettere al centro la consapevolezza, la prevenzione e una cultura del benessere che protegga davvero i nostri ragazzi. E in questo La Regione del Veneto conferma il proprio impegno nel tutelare la salute pubblica, soprattutto delle nuove generazioni, continuando a investire nella prevenzione e nell’informazione”.

I PERCORSI ULSS 2 PER SMETTERE DI FUMARE

Affrontare la dipendenza da tabacco è un percorso complesso e per questo il Dipartimento per le Dipendenze Ulss 2 offre un servizio di supporto aiutando a promuovere cambiamenti positivi con un approccio multiprofessionale integrato e su misura.

All’interno di ciascuna sede dei Ser.D dei tre Distretti è attivo l’Ambulatorio per il Trattamento del Tabagismo ad accesso gratuito, previo appuntamento telefonico:

  • Distretto Treviso – Ser.D Treviso 0422 323720
  • Distretto Pieve – Ser.D Conegliano 0438 663850
  • Distretto Asolo – Ser.D Castelfranco 0423 732759

Il trattamento per smettere di fumare si compone di un ciclo che comprende da 5 a 10 colloqui nell’arco di alcuni mesi e offre una gamma di interventi personalizzati.

Ad implementare l’attività ambulatoriale nel nostro territorio si inseriscono i gruppi “TG FUMO” che offrono un efficace trattamento specialistico. Questi gruppi si tengono periodicamente durante l’anno in diverse sedi aziendali, in collaborazione con il privato Sociale accreditato e i Comuni. I gruppi sono condotti da uno psicologo e un educatore coadiuvati da altre figure professionali (medico, dietista, esperto del movimento). La condivisione con chi vive esperienze simili aiuta a sentirsi compresi e rafforza la motivazione, offrendo un sostegno collettivo e specializzato lungo il percorso di disintossicazione.

Per ulteriori informazioni e consigli, consultare il sito https://www.aulss2.veneto.it/Indipendo-Tabacco-Cos-la-dipendenza-da-tabacco 

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Archivio Qdpnews.it)
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