Anche quando era salito sul palco dell’auditorium comunale “Battistella Moccia” di Pieve di Soligo, il 7 ottobre 2024, per ricevere il Premio “Giuseppe Toniolo” a lui conferito dall’Istituto Diocesano Beato Toniolo per la sezione “Azione&Testimoni”, Roberto Franceschet aveva espresso la volontà che a condividere quell’importante riconoscimento fossero presenti insieme a lui altre due colonne portanti dell’iniziativa “Frutto di un Sostegno Sociale” – che lo aveva visto ideatore e fondatore oltre una ventina di anni prima – ossia Maria Elena Filippi e Udino Buso.
Il presidente Franceschet era fatto così: lavoro instancabile, niente luci della ribalta, serietà e discrezione, grande spirito di solidarietà e di condivisione con tutti, in una logica di rete, di sinergia e di collaborazione che si può definire il tratto distintivo, originale e indelebile di tutta la sua esistenza. Alla presenza dei familiari e di varie rappresentanze delle Pro Loco e di “Frutto di Un Sostegno Sociale”, l’episodio probante del Premio Toniolo 2024 e lo straordinario contributo del presidente Franceschet alla vita culturale, sociale e di promozione del territorio dell’Alta Marca Trevigiana per più di quarant’anni sono stati ricordati ieri pomeriggio durante il concerto in sua memoria tenutosi in Abbazia a Follina, quinta tappa del Festival 2026 “La Musica nel Sacro”, davanti a una foltissima platea che gli tributato un lungo e sentito applauso.
Roberto Franceschet si è spento nella notte dello scorso 4 agosto all’ospedale di Conegliano, a 81 anni, presidente in carica del Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, sorto nel 1986, da lui diretto ininterrottamente dal 1989 sino a oggi, dando vita a una infinità di iniziative, attività, pubblicazioni, guide e strumenti promozionali dell’area oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO capaci di unire e di far crescere in numero e qualità ben 22 associazioni Pro Loco dell’intera zona.
Come ha scritto proprio il Consorzio alla scomparsa della sua guida illuminata,“sarebbe impossibile racchiudere in poche righe tutte le iniziative che hanno portato la sua firma o che hanno preso forma grazie alla sua capacità di mettere insieme persone, idee e competenze. Molte sono ormai entrate nella quotidianità del territorio al punto da sembrare sempre esistite. In realtà, dietro a ognuna di esse c’era spesso la sua intuizione, la sua determinazione e la sua instancabile capacità organizzativa.
Roberto Franceschet è stato un visionario nel senso più concreto del termine. Ha immaginato il futuro del volontariato quando ancora nessuno parlava di governance e marketing territoriale o di reti associative. Lui costruiva relazioni, metteva attorno allo stesso tavolo realtà diverse, faceva dialogare persone con obiettivi comuni. Per quarant’anni ha dedicato al territorio tempo, energie e passione, senza conoscere orari, festività o fine settimana, senza mai chiedere nulla in cambio. Lo ha fatto esclusivamente per amore della sua terra e delle persone che la vivono”.
Proprio così: egli era persona veramente speciale perché in lui tutto si spiegava per l’affetto immenso che portava alla sua gente e alla sua comunità. Un amore solido, schietto, onesto, veritiero e generoso, che si faceva carico delle situazioni, che cercava le soluzioni concrete, che metteva sempre in risalto le possibili concordanze e le vie per poterle raggiungere. Con una speciale predilezione per le persone più fragili, che erano da sempre nell’intimo del suo cuore, nelle ragioni delle sue scelte. La dimostrazione più fattiva ed eloquente, oltre ogni discorso semplice di circostanza? “Frutto di un Sostegno Sociale”. Come ricorda ancora la nota del Consorzio delle Pro Loco del Quartier del Piave e della Vallata, “l’idea era tanto semplice quanto rivoluzionaria: distribuire, in oltre duecento piazze della provincia di Treviso, cassette di mele biodinamiche chiedendo in cambio un’offerta destinata alla realizzazione e al sostegno delle comunità alloggio per persone con disabilità. Un progetto che negli anni ha coinvolto oltre 160 associazioni, più di 800 volontari coordinati dalle Pro Loco e dalle realtà associative del territorio, raccogliendo nelle prime venticinque edizioni la straordinaria cifra di 2.145.111,80 euro”.
Ecco, la “persona speciale” di Roberto Franceschet ha voluto bene in maniera tangibile, era animata da una passione sincera per il bene comune, ha cambiato le cose con entusiasmo e spirito autentico di innovazione. Ha saputo delineare percorsi sapienti di memoria legati alle tradizioni, è stato in grado di gestire al meglio organizzazioni complesse legate al tempo presente, ha saputo guardare con coraggio al futuro inventando di fatto qualcosa di importante che prima non c’era, con lucida intuizione anticipatrice e sguardo lungimirante.
Come nel caso del mensile Eventi Venetando, divenuto poi l’omonimo portale, cresciuto in fretta fino a raggiungere il profilo di una piattaforma digitale capace di raccogliere e promuovere in un unico spazio tutta la vita sociale, culturale e ricreativa dei dodici Comuni del Quartier del Piave e della Vallata. Queste sono le persone speciali di cui abbiamo bisogno, per un tenore di vita comunitaria che sappia veramente essere al passo con tutti, aiutare tutti, sostenere e incoraggiare tutti, offrire a tutti e a ciascuno occasioni concrete e positive per mettere a frutto i propri talenti e le proprie competenze, nell’ottica di un volontariato protagonista della vita buona.
Il presidente Franceschet lascia una grande eredità, da custodire e declinare al futuro in una terra di “vite illustri” che hanno dato uno straordinario apporto al progresso dell’idea di persona e di comunità, insieme.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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