Nessuna particolare criticità per quanto riguarda i “colpi di calore” ma, parlando di bambini, un appello ai genitori contro il rischio di episodi di annegamento.
E’ quello lanciato ieri venerdì dal primario del reparto di Pediatria dell’ospedale Ca’ Foncello, Stefano Martelossi, a margine della presentazione del progetto “Corti in corsia” dell’Ulss 2 Marca trevigiana.
Un invito accorato, fatto alla luce di alcuni recenti casi (in aumento) di piccoli sotto i tre anni che, mentre facevano un bagnetto rinfrescante nelle piscine gonfiabili di casa, sono finiti con la testa sott’acqua.
“Si è trattato di tre accessi singoli, diversi tra loro ma accomunati da una dinamica simile – ha spiegato il dottor Martelossi –. I genitori, che per fortuna erano lì e sono intervenuti prontamente, li hanno trovati con la testa sott’acqua e portati in ospedale per accertamenti”.
Episodi in cui il pronto intervento di mamme e papà, nelle immediate vicinanze, ha evitato conseguenze ben più gravi: “I bimbi stavano bene, nessuna criticità per loro – ha proseguito il primario –. Avevano solo ingerito un po’ d’acqua”.
Da qui però l’appello di Martelossi ai genitori: “A volte è davvero questione di un attimo, perché i bimbi piccoli corrono e scappano dappertutto, senza freni né filtri e non hanno paura di nulla – conclude -. Quindi la raccomandazione è di stare sempre molto attenti, specialmente nella fascia d’età sotto i tre anni. Se si trovano in acqua o nelle vicinanze di una piscinetta gonfiabile, non bisogna mai perderli di vista. Il rischio di annegamento è sempre dietro l’angolo”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Alessandro Lanza)
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