Disagio giovanile: la psichiatra Carola Tozzini spiega come riconoscere la depressione per intervenire in tempo

Sentirsi tristi, demotivati o senza energie non significa necessariamente soffrire di depressione. Sono reazioni che possono comparire dopo una delusione, un evento difficile o un periodo particolarmente stressante. Il problema nasce quando questi stati d’animo non sono più transitori, ma diventano così intensi e persistenti da compromettere la vita quotidiana. A fare chiarezza è Carola Tozzini, direttrice del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, che spiega come il confine tra una normale reazione agli eventi della vita e una vera patologia sia determinato soprattutto dalla durata e dall’intensità dei sintomi.

Tristezza, demotivazione e difficoltà nell’affrontare le abituali attività quotidiane possono rappresentare una risposta temporanea a eventi spiacevoli, delusioni o situazioni di particolare stress. “Quando però hanno un’intensità tale e una durata tale da rispondere ai criteri diagnostici contenuti nel Manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali, possono sfociare nell’area della patologia psichica, in particolare delle sindromi depressive unipolari”, ha spiegato la direttrice.

La depressione, però, non coincide semplicemente con uno stato di tristezza. Si manifesta attraverso un insieme di sintomi che interessano la sfera emotiva, cognitiva e comportamentale e che, se persistono nel tempo, possono compromettere in modo significativo la qualità della vita.

La perdita di interesse verso ciò che prima dava piacere, la mancanza di energia, l’incapacità di affrontare le attività quotidiane, insieme ad alterazioni del sonno, dell’appetito e della concentrazione, sono alcuni dei principali segnali da riconoscere. “Questi sintomi, quali apatia, anedonia, abulia, insieme a una profonda tristezza, a sintomi cognitivi come i deficit di attenzione e ai disturbi dell’alimentazione o del sonno, configurano, se presenti contemporaneamente per la maggior parte della giornata, quasi tutti i giorni e per almeno due settimane, una sindrome depressiva”, ha precisato.

Riconoscere tempestivamente questi campanelli d’allarme è fondamentale, perché una presa in carico precoce può incidere positivamente sul percorso di cura.

Per chi vive una situazione di disagio psicologico esiste una rete di servizi dedicata, presente in tutto il territorio. “I Centri di Salute Mentale rappresentano il cuore dell’attività del Dipartimento di Salute Mentale, con équipe multiprofessionali specializzate, composte da psichiatri, psicologi, educatori, infermieri, operatori socio-sanitari e assistenti sociali. È preferibile però, in prima battuta, parlarne anche con il proprio medico di base, per orientare meglio la domanda e poter fare una diagnosi differenziale rispetto ad altre patologie, come importanti alterazioni del funzionamento della tiroide, che possono mimare una sindrome depressiva”, ha ricordato.

Proprio la tempestività dell’intervento rappresenta uno degli aspetti più importanti nella gestione della malattia.

Individuare l’esordio della patologia il prima possibile significa aumentare le possibilità di recupero e migliorare la prognosi. “Più breve è l’intervallo di patologia non trattata, migliore è la prognosi”, ha evidenziato Tozzini. La depressione può manifestarsi in ogni fase della vita, anche se la sua diffusione cresce progressivamente con l’età e interessa maggiormente il sesso femminile.

Anche il contesto sociale ed economico può incidere profondamente sull’equilibrio psicologico delle persone, ha concluso la direttrice. “La prevalenza delle sindromi depressive è dello 0,3% in età prescolare e sale fino al 10-25% nell’età adulta, privilegiando il sesso femminile. Condizioni di vita più stressanti o disagi anche di tipo economico possono portare a importanti alterazioni del tono dell’umore e, qualora se ne ravvisasse la necessità, ci sono i servizi specifici che se ne possono occupare.”

(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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