Ci sono figure dello sport destinate a rimanere delle leggende: tra queste c’è sicuramente il ciclista Marco Pantani, il “pirata”, rimasto nella memoria e nel cuore di tanta gente.
E proprio per omaggiare questa figura, martedì il Museo del Ciclismo Alto Livenza di Portobuffolè ha ricevuto la copia della bicicletta di Marco Pantani, che resterà esposta in questo luogo dedicato al mondo delle due ruote.
“Tutto è iniziato un anno fa, nel corso di una serata organizzata al ristorante ‘da Nando’ a Mortegliano in memoria di Marco Pantani. In quell’occasione ho conosciuto Alessandro Gallici, costruttore di questa copia della bici del campione, con l’assenso della famiglia Pantani”, ha raccontato Valter De Martin, consigliere con delega allo sport del Comune di Portobuffolè, nonché referente dello stesso Museo del Ciclismo.
“La bicicletta di Marco Pantani è motivo per ricordare il campione di Cesenatico, in vista del prossimo Giro d’Italia e della Tappa Gemona-Piancavallo, dove Marco 28 anni fa vinse la 14esima Tappa del Giro – ha proseguito De Martin -. Era il 30 maggio 1998 quando, con una storica impresa, scattando in salita e arrivando in solitaria, il ‘pirata’ quel giorno epico battè Pavel Tonkov e Giuseppe Guerini“.
Una cerimonia significativa che ha visto in collegamento lo stesso Alessandro Gallici, Serena Boschetti, quest’ultima nipote di Marco Pantani e responsabile dello spazio Pantani, attiva nel mantenere vivo il ricordo dello zio attraverso la Fondazione dedicata al “pirata”.


“Si sono uniti in collegamento anche i genitori di Marco Pantani i quali, mostrando una certa emozione, ci hanno ringraziati per tutto quanto abbiamo fatto per tenere vivo il ricordo del ‘pirata’ – ha proseguito il consigliere -. Sicuramente è un bel ricordo del ciclista il quale, anche se non ci si accorgeva, aveva l’abitudine di cambiare sempre vari piccoli dettagli della sua bici”.
Ora la replica della bici di Pantani resterà in esposizione al Museo del Ciclismo Alto Livenza e non è escluso che siano in serbo altre sorprese in futuro.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: per gentile concessione di Valter De Martin – Romeo Guerra)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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