Tanta la gente riversatasi quest'oggi nella chiesa parrocchiale di San Fior di Sotto e nel piazzale antistante per dare l'ultimo saluto a Massimo Pizzol, studente di 18 anni deceduto nella mattina di domenica 21 gennaio, a causa del forte impatto con un'altra vettura, in via Europa a San Fior.

Una tragedia che ha tolto il fiato dei presenti per poter anche solo commentare una perdita così gravosa: troppo il dolore di fronte ad una giovane vita spezzata ancor prima di poter spiccare un volo spensierato verso il mondo degli adulti.

Ma Massimo oggi ha vissuto negli occhi di quanti lo conoscevano, i quali, sicuramente, hanno ripensato all'ultima volta che l'hanno visto o rivolto anche solo un saluto. Già alle ore 14 il silenzio della comunità e dei tanti giovani presenti ha accompagnato l'attesa dell'inizio della funzione, annunciato dal triste rintocco delle campane.

Neppure il sacerdote celebrante è riuscito a nascondere il dispiacere di dover pronunciare l'omelia per una giovane vita che proprio in quella chiesa ha ricevuto il battesimo, la prima comunione e la cresima.

"Dove c'è Gesù, c'è anche Massimo - ha esordito il parroco - e, anche se con molta fatica, dobbiamo considerare questo momento come un momento di festa, perché Dio ha guadagnato per sé Massimo".

Mentre ogni compagno di classe deponeva sull'altare una rosa bianca in segno di amicizia, il sacerdote ha ripercorso i momenti in cui ha ricevuto la tragica notizia, riservando un pensiero anche all'amico di Massimo, che è rimasto ferito nell'incidente: "Non c'è risposta al dolore e non sempre le domande della vita trovano risposta. Tutto è un mistero e questo ci fa percepire che la vita è più grande di noi".

"Ogni anno - ha continuato il prete - muoiono 3.500 persone in incidenti stradali e la percentuale maggiore coinvolge ragazzi tra i 20 e i 24 anni, non solo alle 4 del mattino. Questo, quindi, deve essere anche un momento di riflessione e il dono più grande da fare è quello di non farsi dominare dai sentimenti. Mi piace pensare che oggi Massimo ci scruti dentro, iniziando una nuova vita. Voglio pensare che ancora Massimo vive e sorride".

Prima dell'uscita del feretro, il silenzio é stato rotto solamente dai singhiozzi di chi non ha potuto contenere l'emozione. Tanti i palloncini bianchi pronti all'uscita della chiesa, preparati per dire ancora e un'ultima volta: ciao Massimo.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
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