Un viaggio nella storia con l’Antica Pieve di San Pietro di Feletto. Riponti: “2000 anni di storia di fede”

  • San Pietro di Feletto
  • - 12 Gennaio 2020

Nella nuova tappa della rubrica “Medioevo Veneto”, curata da Danilo Riponti, avvocato e appassionato di storia medievale, il Quotidiano del Piave ha approfondito il tema delle pievi nell’Alta Marca Trevigiana.

Uno dei simboli trevigiani più significativi di queste strutture religiose, dal ruolo centrale per la storia del nostro territorio, è sicuramente l’Antica Pieve di San Pietro di Feletto.

Grazie all’avvocato Riponti, infatti, è stato possibile rimuovere quella polvere dei secoli e quello “strato di superficialità” che ci porta spesso a disdegnare le bellezze che stanno a pochi chilometri dalle nostre case, preferendo ed esaltando mete esotiche senza avere la minima cognizione di ciò che ha permesso alla nostra civiltà di raggiungere traguardi artistici, etici e valoriali di assoluto prestigio.

“La pieve più rappresentativa del nostro territorio - spiega l’avvocato Riponti - è l’Antica Pieve di San Pietro di Feletto. Nel Medioevo rappresentava un tipico esempio di architettura religiosa che però era vissuta eminentemente da laici, dalle comunità. Era il luogo sacro deputato al rito liturgico domenicale ma non va trascurato il momento aggregativo di tutta la società civile dell’epoca. In ciò, la pieve si contrapponeva all’abbazia che, invece, era il luogo di architettura religiosa deputato alla vita monastica dei religiosi che si aprivano alla comunità ma lo facevano con una finalità del tutto diversa”.

“Qui abbiamo 2000 anni di storia - prosegue il responsabile della rubrica “Medioevo Veneto” - e viene chiamata pieve millenaria. In realtà, quando il 29 giugno del 1873 un violento terremoto fece crollare la navata di destra della Pieve, si scoprirono tra le fondazioni mattoni con il sigillo dell’imperatore Caracalla. Ci troviamo quindi davanti a un manufatto dall’importante radice romana. Nel Medioevo la Pieve ha dato il massimo di sé stessa, perché ha incarnato un ideale civile-religioso splendidamente raffigurato in queste pietre che, personalmente, amo moltissimo”.



“Il ciclo di affreschi all’interno della Pieve - aggiunge - è un autentico scrigno di tesori. Tutti gli affreschi disseminati nella Pieve hanno un grande significato simbolico di altissima levatura teologica e anche molto particolari se si pensa che questa era una piccola pieve medievale in cui potrebbe apparire strano trovare incastrati elementi singolari di alto lignaggio teologico. Ciò che occupa il centro del pensiero, oltre all’importanza di questa chiesa battesimale per un territorio vastissimo di quasi 50 chilometri quadrati, è lo splendido ciclo del simbolo degli apostoli, il “Credo Apostolico”.

“Il Credo - conclude l’avvocato Riponti - descrive i dodici pilastri della fede ed è aperto e presidiato dalla figura di Sansone che imbraccia una mascella d’asino, simbolo della strenua difesa della fede fatta da un eroe biblico imparagonabile per forza e coraggio. Dal punto di vista artistico è ignota la paternità, anche se illustri studiosi la attribuiscono ad Andrea da Treviso, pittore bellunese che visse a Treviso nel corso del Quattrocento. In ogni riquadro c’è un’immagine che illustra il precetto fondamentale di fede e tutto il creato, che è il globo centrale, poggia sulla figura di Dio Padre. Ogni riquadro ha l’apostolo che ha pronunciato il dogma di fede e dall’altro lato un profeta che nell’Antico Testamento aveva anticipato quel principio di fede prima della venuta del Cristo. Una “biblia pauperum” che serviva a illustrare i dodici precetti della nostra fede a tutti gli abitanti del territorio, spesso analfabeti”.

Un serbatoio artistico straordinario per illustrare i fondamenti della fede cristiana in una Pieve incastonata in un paesaggio unico del suo genere.

San Giovanni XXIII amava passare le sue vacanze nella villa patriarcale nelle vicinanze della Pieve e celebrava spesso la Santa messa a portone aperto per contemplare una natura straordinaria, vera icona del Creatore.

 

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto e Video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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Bagnolo, due auto escono di strada e finiscono nel fosso per evitare l'impatto: una donna in ospedale

  • San Pietro di Feletto
  • - 08 Gennaio 2020

Questa mattina, mercoledì 8 gennaio 2020, alle ore 8.45, si è verificata un'uscita di strada autonoma di due vetture in via Cervano, località Bagnolo a San Pietro di Feletto.

Coinvolte nell'accaduto una Toyota Aygo, guidata da un ragazzo, proveniente da Conegliano in direzione San Pietro di Feletto e una Seat Ibiza, condotta da una signora, in direzione opposta.

Le cause della fuoriuscita di entrambi i veicoli sarebbe dovuta, secondo le prime ricostruzioni, a un tentativo di evitare un eventuale frontale.

incidente bagnolo 2

La signora, soccorsa dagli operatori del Suem, giunti sul posto con l'ambulanza, è stata trasportata all'ospedale di Conegliano per accertamenti, nonostante fosse uscita autonomamente dalla propria vettura senza riportare ferite e traumi.

In via Cervano, è intervenuta anche una pattuglia della Polizia locale per i rilievi del caso. Al momento la situazione traffico è scorrevole, non sono stati segnalati disagi.

(Fonte: redazione Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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San Pietro di Feletto, da Ca' Milone abbattuto 102 anni il bombardiere di Maurizio Pagliano e Luigi Gori: il ricordo

  • San Pietro di Feletto
  • - 30 Dicembre 2019

Erano le 12.40 del 30 dicembre 1917 quando il bombardiere Caproni Ca.3, pilotato dal capitano del Corpo aeronautico italiano Maurizio Pagliano e dal suo secondo pilota, il tenente Luigi Gori, cadeva nei pressi di via Casoni a Susegana, abbattuto da un caccia Albatros D.III. austriaco (qui l'articolo).

Pagliano - 27enne originario della provincia di Imperia - e Gori - toscano di 23 anni - stavano sorvolando i cieli con l'obiettivo di colpire l'aeroporto austro-ungarico di Godega di Sant'Urbano e la strada principale che collegava la stessa Godega a San Fior. Un'azione interrotta dai colpi di un caccia del corpo di aviazione austroungarico, il cui comando sorgeva a Ca' Milone, (nella foto oggi) residenza situata nella frazione di San Michele di Feletto del Comune di San Pietro di Feletto, sulla via che oggi collega il paesino alla vicina Paré di Conegliano.

Ca' Milone - oggi riconvertita a bed & breakfast e a piccolo museo di cimeli appartenenti a varie epoche storiche - era stata scelta come sede strategica dall'esercito nemico nell'autunno inoltrato del 1917, grazie all'ampiezza degli spazi e all'ottima posizione: il boschetto antistante la residenza padronale, infatti, consentiva di nascondere alla vista - sia da terra che dal cielo - un pericolosissimo cannone, in grado di sparare direttamente sul fronte del Piave, coprendo una distanza pari a circa 11,5 chilometri.

Neppure i celebri aviatori Pagliano e Gori, nella loro ultima impresa, erano riusciti a individuare questa potentissima arma, a lato della quale era stato costruito un sentiero di rotaie necessarie a contenere l'enorme potenza sprigionata in seguito allo sparo.

La villa veneziana, fin dal Settecento adibita a luogo di vacanza e di caccia, con il suo borghetto agricolo che nell'Ottocento aveva ospitato addirittura un mini bachificio, aveva quindi mutato la propria veste originaria, divenendo sede militare e non più luogo di residenza per la famiglia proprietaria, i Morandi, fuggiti nel capoluogo lagunare e poi ritornati nel felettano 11 mesi più tardi.

A 102 anni di distanza dall'episodio dell'abbattimento del bombardiere di Pagliano e Gori, Ca' Milone continua a rievocare i fatti di quei tragici anni, grazie alla volontà del proprietario Pierpaolo Becich di conservare la memoria storica del luogo: oltre ai cimeli del primo conflitto mondiale, una delle pareti del borghetto riporta una lapide datata 4 novembre del 1918, contenente l'ultimo bollettino di guerra firmato dal generale Armando Diaz. Quella di Ca' Milone è una delle 100 lapidi commemorative disseminate su tutto il territorio nazionale, in segno di gratitudine verso l'esercito italiano e come strumento per indicare i punti di rilievo del conflitto.

"Centodue anni fa, esattamente oggi - ricorda Pierpaolo Becich - un enorme, lento e rumorosissimo bombardiere di legno partito da Padova, nel tentativo di localizzare e neutralizzare il cannone austriaco che martellava la linea italiana del Piave a Ponte della Priula, mentre roteava nelle vicinanze di Ca' Milone dove era stata segnalata l'installazione di un cannone a lunga gittata, veniva intercettato da un caccia Albatros ben più piccolo, più agile e veloce, che lo mitragliò, incendiandone il serbatoio".

"I piloti, - prosegue Becich - nell'evidente tentativo di rientrare oltre le linee amiche e di atterrare in un campo in pianura, precipitarono in fiamme. Si chiamavano Pagliano e Gori ed erano i migliori piloti della squadra del vate Gabriele d'Annunzio. L'aereoporto di Aviano porta i loro nomi e oggi li omaggia rievocando quell'episodio dove, ahimé, furono facile bersaglio del nemico austriaco: viene celebrato il ricordo di questa importante pagina di storia scritta a Ca' Milone".

I due aviatori ricevettero quattro medaglie d'argento e una di bronzo al valor militare, mentre lo stesso d'Annunzio dedicò loro parole di notevole impatto emotivo: "onore alla eroica coppia alata, per la vita e per la morte". Un anniversario, quello di oggi, che fa riflettere sul ruolo rivestito dal territorio locale nei capitoli di storia nazionale.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: web-Camilone).
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Aumento Irpef, scontro maggioranza-opposizione. Il sindaco Rizzo: "In consiglio abbiamo spiegato tutto"

  • San Pietro di Feletto
  • - 06 Gennaio 2020

Aumento dell'Irpef e rendicontazione dei bilanci delle associazioni: questi i temi al centro dell'ultimo consiglio comunale di San Pietro di Feletto, dello scorso lunedì 30 dicembre, dove la minoranza avrebbe avuto da ridire sull'operato dell'attuale giunta.

Nello specifico l'opposizione ha espresso il proprio voto contrario all'aumento dell'Irpef, aumento in vigore a partire dal 1° gennaio per soglia di reddito, un voto così spiegato dalla capogruppo Cristina Mandia: "I cittadini diventano il solito bancomat delle pubbliche amministrazioni, non sempre virtuose e trasparenti, come nel caso specifico di San Pietro".

"La minoranza - prosegue la capogruppo - ha chiesto di rivedere alcune spese e magari aumentare i controlli sulle strade, stanti le lamentele rivolte a noi dai cittadini, portando oltre a qualche introito anche un segnale di sicurezza e maggior controllo del territorio, che a San Pietro c'è poco".

Sulla questione dei fondi destinati alle associazioni, Mandia ha dichiarato: "Noi non siamo assolutamente contrari alle associazioni e al volontariato, anzi, si può dare anche il triplo di quello che si da, ma va rendicontato, dimostrando dove si sono spesi i soldi e se il bilancio è in attivo".

"Ho partecipato come membro della minoranza in commissione regolamenti, - ha puntualizzato la capogruppo - dove ho espresso parere contrario e ho chiesto, per una questione di principio e non di numeri, che prima di mettere le mani nelle tasche dei cittadini, in un momento in cui gli stipendi non aumentano, anzi il contrario, si chieda una corretta e precisa rendicontazione dei soldi che vengono distribuiti anche alle associazioni".

"In sostanza, - ha concluso Mandia - non si può sprecare denaro al giorno d'oggi. Se si deve stringere la cinghia, ciò vale per tutti e, comunque, tutto ciò che riguarda i soldi dei cittadini che si spendono va correttamente rendicontato".

Parole di fronte alle quali il sindaco Maria Assunta Rizzo (nella foto) ha così replicato: "Per quanto riguarda l'Irpef, siamo fermi dal 2013 ed è vero che c'è stato un piccolo aumento, ma lo trovo giusto visto il taglio dei fondi da parte dello Stato, che nel caso del Comune di San Pietro di Feletto ammonta a circa 20 mila euro in meno. Si tratta di una scelta fatta per evitare di dover tagliare dei servizi, come ad esempio quello dello scuolabus. Tutte motivazioni, però, che abbiamo spiegato bene nel corso del consiglio comunale".

"Relativamente alla questione delle associazioni - ha proseguito il sindaco - Mandia ha segnalato la mancanza di firme su alcune rendicontazioni: teniamo conto che si tratta di volontari e persone anziane, per cui qualche svista può capitare. In ogni caso, le rendicontazioni sono tutte protocollate e depositate, inoltre si tratta di documenti che il capogruppo di minoranza ha avuto".

Due diverse posizioni, quelle tra maggioranza e minoranza, una situazione evidenziata anche dalla scelta del consigliere dell'opposizione David Casagrande di abbandonare l'aula consiliare nel corso della seduta, dopo aver assistito a un botta e risposta tra il collega Giovanni Cesca e il vicesindaco Loris Dalto sulle delibere esposte, secondo quanto raccontato dalla stessa Mandia. Quest'ultima, inoltre, ha riferito che lo stesso primo cittadino, in diverse occasione, avrebbe messo in cattiva luce l'opposizione di fronte ad associazioni e gruppi di volontariato.

"Non è vero che io ho parlato male di loro - ha replicato il sindaco Rizzo - ma se Cristina Mandia è certa di questo, che mi porti le prove. Non capisco neppure quello che è stato il gesto di Casagrande: le delibere lette in aula sono le stesse che vengono consegnate loro circa otto giorni prima. Dalto ha sostenuto semplicemente che hanno tutto il tempo per leggerle e prepararsi: in ogni caso, se dovessero esserci dei dubbi, gli uffici comunali sono sempre a disposizione di tutti".

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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San Pietro di Feletto, giovanissimi studenti  alle urne: rinnovato per il quinto anno il Consiglio comunale dei ragazzi

  • San Pietro di Feletto
  • - 30 Dicembre 2019

Da cinque anni prosegue l'iniziativa del Consiglio comunale dei ragazzi (Ccr) nel Comune di San Pietro di Feletto che anche nel 2019, come da prassi consolidata, ha visto un suo rinnovo: i giovanissimi della scuola media "Luigi Bazzo" di Rua di Feletto, infatti, lo scorso novembre hanno espresso la propria preferenza per la creazione di una giunta poi presentata il 21 dicembre, in occasione del tradizionale saggio scolastico di Natale.

Una vera e propria palestra di democrazia quella del Ccr, per il quale i ragazzi hanno l'opportunità di mettersi in gioco, toccando con mano l'esperienza della candidatura ad un ruolo rappresentativo e riflettendo sulle iniziative potenzialmente utili per i giovanissimi della propria comunità. Progetti che i candidati - di tutte le classi, senza distinzioni d'età - hanno l'opportunità di illustrare ai propri coetanei, accompagnandoli con uno slogan in grado di rappresentare il proprio percorso verso le elezioni.

Un'iniziativa, questa, che vede la stretta collaborazione tra Comune - nella figura del sindaco Maria Assunta Rizzo e del delegato alle Politiche giovanili Fabiana Ceschin - e scuola, attraverso il ruolo in primo piano delle docenti delle medie Chiara Ceschin e Bernardetta Dardengo.

Quest'anno il compito di rappresentare la giovanissima comunità del felettano è toccato a Federica Da Rold, sostenuta dal vice Bruno Fabretto. La giunta, inoltre, risulta così composta: Andrea Barisan è assessore alla Vita civica e democratica, mentre Lorenzo Zoppas si occuperà di Attività culturali e tempo libero, e Riccardo Bosco di Solidarietà, amicizia e volontariato. Emma Mazzer è assessore alla Pubblica Istruzione ed educazione alla salute, mentre Giulia Collet lo è di Ambiente e tradizioni.

Infine, i consiglieri sono Matilde Saccon, Paolo Paoletti, Anita Antoniazzi, Denny Zago, Valentina Campo Dall'Orto, Linda Zaia, Michele Bolzan, Giacomo Marcon e Andrea Fattorel.

Nei prossimi mesi il Ccr verrà accolto dall'amministrazione comunale in occasione di uno degli appuntamenti consiliari programmati, durante il quale andranno ad esporre le prime iniziative da realizzare.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it)
(Foto: Comune di San Pietro di Feletto).
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