Il riso come strumento di integrazione: ieri a San Vendemiano "Canti dalle risaie. Riso dal Mondo"

Ieri pomeriggio, domenica 10 febbraio 2019, negli spazi dell'oratorio San Giovanni Paolo II della parrocchia di San Vendemiano, si è tenuta la manifestazione "Canti dalle risaie. Riso dal Mondo".  Il gruppo della "Festa dei Popoli" di San Vendemiano, il gruppo "Stili di vita" e il centro giovanile San Vendemiale, infatti, hanno pensato di legare l'esibizione del "Coro delle Mondine di Novi di Modena" ad una cena interculturale che ha visto il riso come protagonista indiscusso delle proposte culinarie presentate.

Riso pensato come pietanza principale utilizzata da diversi paesi e come strumento in grado di raccontare la fatica del lavoro, della lontananza da casa e dagli affetti familiari. Riso diventato un efficace emblema di integrazione e un mezzo per abbattere le barriere dell'indifferenza e dei pregiudizi.

All'interno dell'oratorio San Giovanni Paolo II, i volontari hanno allestito ben sei stand che proponevano alcuni piatti, a base di riso, delle varie nazioni rappresentate durante la manifestazione. Filippine, Italia, Messico, Pakistan, Romania e Ghana sono stati i Paesi che hanno guidato le persone presenti in un suggestivo viaggio culinario che ha impressionato anche i più scettici sul fatto di provare cibi ai quali non siamo abituati e delle pietanze per molti sconosciute.

Tante le specialità presentate: dal risotto con radicchio e salsiccia, tipico piatto italiano per questa stagione, al riso con pollo della tradizione pakistana fino ai tacos con riso e salsa piccante del Messico e i dolci filippini a base di riso insieme a molti altri piatti sicuramente invitanti.

Alcuni rappresentanti delle varie nazioni coinvolte in questo progetto hanno servito il cibo all'interno dei loro stand, fornendo anche delle informazioni sui loro Paesi di origine e regalando altri aneddoti preziosi per capire le sfide che stanno affrontando in Italia per integrarsi correttamente senza perdere il contatto con le loro culture.

Ad impreziosire la serata è stato il "Coro delle Mondine di Novi di Modena", un gruppo musicale unico al mondo che riunisce le figlie e le nipoti di alcune donne che nel secolo scorso lasciarono la bassa modenese per andare a lavorare nelle risaie del Piemonte. Questo coro è nato a metà degli anni Settanta, per iniziativa di Torino Gilioli, coinvolgendo un gruppo di amiche che hanno vissuto l'esperienza delle mondine. In tanti anni di esibizioni, questo coro ha calcato importanti palchi nazionali ed internazionali con concerti in America del Nord, Scozia e in molti altri Paesi europei.

Grazie ai canti e alle toccanti interpretazioni del "Coro delle Mondine", un pubblico attento, a tratti anche commosso, ha potuto ascoltare storie di fatica e sudore, di rivendicazioni di diritti per i lavoratori e di dolore per la lontananza da casa e dalla famiglia.

Le mondine partivano dai propri paesi con delle valigie di cartone e lavoravano tante ore a piedi nudi nel fango, fra zanzare ed insetti fastidiosi. Per tenere alto il morale delle squadre di lavoro, queste donne cantavano e, così facendo, sentivano meno la malinconia per la mancanza della loro terra. Inevitabile il parallelismo con le condizioni di sfruttamento nelle quali versano oggi tanti lavoratori in alcuni paesi poveri del mondo. Proprio per questo una delle canzoni proposte è stata dedicata a chi lascia la sua terra per necessità e per trovare delle risorse per sostenere la sua famiglia. L'esibizione del coro si è conclusa con lo scambio di prodotti tipici del Quartier del Piave con quelli della zona di Novi di Modena, in uno spirito di amicizia e solidarietà.

Una bella intuizione, quella degli organizzatori della serata, che ha trovato una chiave vincente e non banale per parlare di integrazione e di tutte le sfide che in futuro saremo chiamati ad affrontare per costruire una società in grado di leggere le problematiche attuali senza dimenticare come sono state vissute e superate nel recente passato perché, come diceva una delle canzoni delle mondine, "una vita senza radici fa degli uomini senza memoria".



(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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