Santa Lucia di Piave, dalla giunta Szusmki il sostegno ufficiale alla questione catalana: "l'Europa tace"

La questione catalana, che da oltre un anno e mezzo interessa legittimisti e indipendentisti di tutta Europa, è arrivata anche a Santa Lucia di Piave: la giunta guidata dal sindaco indipendentista Riccardo Szumski (nella foto) ha ufficializzato con una delibera il sostegno e chiesto contestualmente il ripristino delle libertà fondamentali dell’uomo.

Com’è ben noto, dall’ottobre 2017, la comunità autonoma della Catalogna, notoriamente a forte carattere indipendentista, è sotto particolare attenzione dello stato spagnolo: il voto del 1° ottobre, ostacolato dalle forze di polizia, aveva avuto comunque esito positivo e la volontà popolare di secessione dallo Stato centrale aveva dato avvio alla fase costituente della Repubblica Catalana. 

Madrid, dopo aver il legittimato il referendum, ha deposto l’allora presidente della Generalitat Carles Puidgemont, oggi in auto esilio, e arrestato alcuni esponenti politici e funzionari del governo catalano, attualmente incarcerati, rei di essere ribellati contro lo Stato. La delibera santalucese, che ha per oggetto “il ripristino dello stato di diritto e delle libertà fondamentali dell’uomo”, richiama perciò le varie leggi e norme di diritto internazionale rivolte al concetto di autodeterminazione dei popoli, principio che legittima la scelta indipendentista dei catalani e delle altre cause in tutto il mondo.

Una scelta giudicata in linea con quanto stabilisce il Trattato di Lisbona, comune agli Stati membri dell’Unione e perciò vincolante; ma anche i metodi repressivi e la censura spagnola vengono attaccate, quali comportamenti contra la libertà di parola, di pensiero, di voto e di manifestazione pacifica. 

Ma sotto accusa finisce anche l’Unione Europea, colpevole secondo il parere della giunta Szumski, di esser rimasta in silenzio sulla situazione generale della Catalogna e sulle condizioni dei prigionieri politici, perciò non pericolosi per l’ordine pubblico. 

Ed è proprio alle istituzioni europee che la giunta si è rivolta: l’invito è quello a divenire mediatori politici e a riaffermare i diritti umani ed i principi dello stato di diritto come fondamento della democrazia liberale in Europa; infine alla Spagna perché conceda custodie preventive ai prigionieri politici ancora in attesa di processo.

(Fonte: Thomas Zanchettin © Qdpnews.it).
(Foto: Archivio Qdpnews.it).
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