Santa Lucia di Piave, nuovi investimenti e aumenti delle rette per la casa di soggiorno “Divina Provvidenza”

Il 2020 si apre con importanti novità per la casa di soggiorno "Divina Provvidenza" di Santa Lucia di Piave (nella foto) e per i suoi ospiti. Il tema dei servizi agli anziani dovrebbe essere un argomento di discussione principe di molte tavole rotonde, o almeno così vorrebbe che fosse chi si trova quotidianamente ad avere a che fare con un sistema che punta ad alzare gli standard di qualità, ma riversando buona parte dei costi sui cittadini.

La struttura conosciuta come "Divina Provvidenza", gestita dalla parrocchia, è un centro di servizi d’eccellenza del territorio che investe in adeguamenti, apparecchiature e manutenzioni per garantire livelli eccellenti di qualità.

Purtroppo però in questo periodo si sta correndo il rischio di ridimensionare l’attività della Divina Provvidenza “creando ospiti di serie A o B” - afferma il direttore Marco Sossai - a causa dei supporti lacunosi della Regione".

Nel 2019 la casa "Divina Provvidenza" ha investito 220 mila euro per nuovi arredi e rifacimento dell’impianto di illuminazione, passando al led. Per quest’anno sono in programma 120 mila euro per l’ammodernamento di un nucleo assistenza e la manutenzione dell’impianto di raffrescamento.

Per continuare a garantire gli standard richiesti e far comunque quadrare il bilancio, è necessario un adeguamento delle rette giornaliere, ferme dal 2015: “Ora la situazione non è più sostenibile - spiega Sossai -. La giunta regionale, tramite un nuovo accordo, ha aumentato la disparità tra gli ospiti titolari di Impegnativa di residenzialità (IDR) e quelli privati”.

La retta giornaliera per il soggiorno in casa di riposo è composta dalla quota alberghiera e da quella sanitaria. La spesa alberghiera è a carico dell’ospite, mentre quella sanitaria, nel caso degli ospiti titolari di IDR, è completamente pagata dalla Regione, per i privati è a carico degli stessi.

La Casa di Soggiorno va incontro agli utenti privati chiedendo una cifra più che dimezzata e facendosi carico della quota rimanente: “Essendo una struttura parrocchiale - afferma il direttore -, cerca di garantire qualità di vita a tutti gli ospiti nel rispetto della dignità e libertà personali”.

Dall’1 marzo entreranno in vigore le nuove tariffe giornaliere: un ospite non autosufficiente in convenzione pagherà 104 euro in camera doppia e 107 euro in camera singola (di cui, per entrambe, 49 euro di spesa sanitaria coperta dalla Regione). Per un utente non autosufficiente privato la retta giornaliera sarà di 75 euro in camera doppia, di cui 20 di contribuzione alla quota sanitaria, e 78 euro in camera singola; un autosufficiente in camera doppia 47 euro, in camera singola 56 euro.

Si tratta di incrementi minimi, ma che peseranno comunque sulle famiglie.

“Se le risorse fossero distribuite in maniera più equa, la gestione economica sarebbe più facile e ci sarebbe minor disparità tra gli ospiti”, precisa Sossai.

A pesare sul bilancio è anche il costo del personale: è pari al 60% del bilancio.

“Auspichiamo che il confronto tra centri di servizi, aziende sanitarie e Regione possa continuare nell’interesse degli utenti - conclude Sossai - Incentivando il modo di fare rete, considerato che i centri di servizio sono nati come strumento per dare risposta alle esigenze della comunità locale (e parrocchiale) con uno sguardo sempre teso all'integrazione e alla collaborazione continua con le varie realtà del territorio”.


(Fonte: Alice Zaccaron © Qdpnews.it).
(Foto: Casa di soggiorno "Divina Provvidenza").
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