L’arte come espressione del subconscio: i dipinti di Sophia emozionano Venezia, Barcellona e New York

“Definire l’arte, come mi fa sentire e cosa voglio trasmettere attraverso le mie creazioni è complicato, è tuffarsi nel subconscio, l’arte è la mia essenza”.

Così si racconta Sophia Zaccaron, artista santaluciese trapiantata a Roma, che con i pennelli, i colori e le forme ha avuto a che fare fin da piccola.

Ascoltando cosa la fa sentire viva, ci accorgiamo di immergerci sempre più in profondità in un universo astratto, composto da colori forti e linee decise che poi diventano sinuose, eleganti, ipnotiche. Come se a passare un dito sopra quel rilievo dorato in acrilico si potessero rompere.

Sophia, 29enne cresciuta a Santa Lucia, è riuscita a fare della sua passione un lavoro che l’ha portata lontano, non senza superare molte sfide: ”I sacrifici sono stati tanti, ma nei momenti più bui ho trovato sostegno nei miei affetti più cari e non ho mai mollato”, racconta.

Il mondo dell’arte, in questo caso la pittura, è sicuramente competitivo, ma per chi non si fa scoraggiare i traguardi sono ancora più appaganti e Sophia lo sa bene: con un sorriso timido ma orgoglioso, ci racconta che un suo dipinto è finito in esposizione permanente alla galleria d’arte contemporanea di Lecce, un altro è stato scelto per il padiglione del Bangladesh alla Biennale internazionale di Venezia del 2019, dove ha partecipato con una sua opera a “Io, la mia arte” presentata dal critico Vittorio Sgarbi, ha vinto innumerevoli premi esponendo in altrettante mostre a Roma, Sondrio e Brindisi, e ora le tele firmate Zaccaron andranno ad emozionare Barcellona, dove sarà l’unica italiana tra dieci artisti, e New York.

“Sono traguardi importanti, cerco di far percepire cosa sento e soprattutto come vedo io il mondo: osservando un mio quadro sembra vivo perché si vede come questo cambi durante la giornata grazie all’effetto della luce che si riflette sullo spessore delle composizioni”.

La sua tecnica è in costante evoluzione ma si basa principalmente sullo studio della luce e il particolare uso dell’oro secondo l’usanza giapponese del “Kintsugi”, dove con questo materiale si ripara un oggetto danneggiato, restituendogli valore. Nei dipinti della giovane artista questo si traduce in una riparazione dell’anima ferita, che si fissa nella tela.

Il cambiamento è metafora della vita e del simbolismo di Sophia, che ci svela di avere ancora molti obiettivi e progetti in cantiere: la strada è in salita, ma la determinazione... mette le ali ai pennelli.


(Fonte: Alice Zaccaron © Qdpnews.it).
(Foto e video: Instagram - Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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