Santa Lucia di Piave, vaccini e idrossiclorochina, Szumski: “Io aspetto, la Regione sorda agli appelli”

 

“Non sono contro il vaccino ma ho delle perplessità su quello che si sta distribuendo ora contro il Covid”: è questo il pensiero del dottore e sindaco santaluciese Riccardo Szumski (nella foto) in merito al vaccino Pfizer in distribuzione in questi giorni.

Il medico si è dichiarato a favore dei vaccini in generale ma teme che vi siano ancora certezze insufficienti e troppa poca sperimentazione per quello proposto da Pfizer: i tempi sono ristretti e pochi anche i dati sugli effetti collaterali dopo i 3 mesi dall’assunzione.

“Il sistema di trasmissione con Mrna è innovativo e io sono favorevole all’innovazione, ma proprio per questo credo sia opportuno avere più tempo per una valutazione completa”.

Il sindaco si dichiara più favorevole a un vaccino con una metodica più tradizionale: “Alla luce della situazione attuale preferisco aspettare a vaccinarmi, e preferirei comunque Astrazeneca, che è sicuramente più tradizionale con i pro e contro che comporta, ma perlomeno ha una sperimentazione più completa”.

Per quanto riguarda il dilagare di voci che suggeriscono la sospensione di medici e personale che rifiutino il vaccino, Szumski è scettico e non si scompone: “Mi pare una posizione dittatoriale: non è obbligatorio vaccinarsi, per ora è semplicemente consigliato, vale lo stesso per il vaccino contro l'influenza”.

Dopo la vittoria del gruppo di medici rappresentati dall’avvocato Erich Grimaldi in Consiglio di Stato sull’effettiva validità dell’idrossiclorochina contro il Covid, Szumski si ritiene dispiaciuto che ancora non venga presa ufficialmente in considerazione dalla Regione del Veneto: “Dispiace perché non sono l’unico a usarla con successo per ridurre concretamente la pericolosità del virus e sopratutto non ha controindicazioni nelle modalità con cui la somministriamo”.

La critica che viene mossa contro l’idrossiclorochina è infatti di avere pesanti effetti collaterali ma il medico santaluciese smentisce il tutto ricordando che si tratta di un farmaco che la medicina conosce da oltre 70 anni e che i bassi dosaggi e il breve periodo di somministrazione per curare il Covid si discostano nettamente dalle controindicazioni evidenziate: “Sono gli studi a dimostrarlo” sottolinea.

In buona sostanza questo vaccino lo considero una buona arma, non vorrei che però la fretta e l’animosità che lo accompagnano sottintendessero altre necessità che non siano quelle della salute” conclude il medico.

 

(Fonte: Alice Zaccaron © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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