Il Comitato Antica Fiera di Santa Lucia di Piave riabilita il Medioevo: “Non era un periodo buio”

  • Santa Lucia di Piave
  • - 19 Gennaio 2020

Nella terza tappa utile a conoscere la storia dell’Antica Fiera di Santa Lucia di Piave, il Quotidiano del Piave ha affrontato il tema del “Medioevo come periodo buio della storia italiana”, confrontandosi con il presidente del comitato di questa famosa manifestazione: il cavalier Aurelio Ceccon.

I libri di storia hanno spesso descritto il Medioevo come un periodo oscuro e privo di stimoli edificanti per far nascere nuove idee e per realizzare un progresso tangibile per la società dell’epoca.

Se i fasti dell’Impero Romano sono stati quasi sempre esaltati con un senso di nostalgia per un’epoca in cui eravamo noi a dettare le regole del gioco in una parte del globo, non soffermandosi sulle sue terribili ingiustizie e sugli atroci contrasti, la storia del Medioevo è sempre stata archiviata come un periodo che doveva essere superato per permettere alla civiltà occidentale di rifiorire.

Discutendo con il presidente del Comitato Antica Fiera di Santa Lucia di Piave, invece, è possibile comprendere con facilità come proprio nel Medioevo si siano creati i presupposti che hanno permesso alle arti, alla cultura e al diritto di evolversi e di raggiungere gli alti livelli dei secoli successivi.

Nelle facoltà di Giurisprudenza, per esempio, oltre al diritto romano, grande scienza giuridica che sta alla base del nostro sistema legislativo, si studia anche la storia del diritto medioevale con le sue collezioni giuridiche, i suoi codici e i grandi giurisperiti capaci di fornire preziosi contributi per risolvere le controversie tra privati o con l’autorità pubblica.

Per non parlare dell’educazione e delle università che iniziarono a formarsi proprio in questo periodo: l’università di Bologna, per esempio, nasce nel 1088.

Anche l’arte non è da meno con manufatti di assoluto pregio che possiamo apprezzare anche oggi.

Allora perché continuiamo in quest’opera di banalizzazione del Medioevo con la volontà di soffermarsi solo sulle pagine più oscure?

A Santa Lucia di Piave ne sono sicuri, il Medioevo veneto è un periodo che merita di essere approfondito e la passione che il Comitato Antica Fiera di Santa Lucia di Piave mette ogni anno in questa rievocazione è sotto l’occhio di tutti.

Nella nostra terza visita in paese, durante i preparativi prima dell’edizione numero 22 della fiera, abbiamo scoperto la parte esterna con la visita all’accampamento e alle mura.

A colpirci è stata soprattutto la ricchezza dei particolari, dove nulla è stato lasciato al caso grazie ad un meticoloso lavoro di ricerca filologica e storiografica di tanti appassionati.

Non è un caso che la Commissione europea abbia deciso di sostenere questa storica rievocazione, consapevole del suo ruolo di custode della trasmissione dei valori di un periodo storico che merita di essere riabilitato, conosciuto e approfondito come è stato fatto per altre epoche forse meno affascinanti.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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Santa Lucia, chiude i battenti il rifugio Enpa di Sarano: gli amici a 4 zampe saranno ospitati a Ponzano

  • Santa Lucia di Piave
  • - 15 Gennaio 2020

"Cogliamo l'occasione per ringraziare il proprietario dello stabile che per oltre dieci anni ci ha ospitati gratuitamente", queste sono le parole che accompagnano l'annuncio, postato sulla pagina Facebook, della chiusura del rifugio Enpa di Sarano, frazione di Santa Lucia di Piave.

I volontari stanno ora cercando una nuova sistemazione per i loro assistiti a quattro zampe, probabilmente individuata nella sede di Ponzano, per poter continuare a svolgere le nobili attività a sostegno di quegli amici pelosi che hanno bisogno di cure o di nuove case con padroni amorevoli.

Un duro colpo per i sostenitori della struttura, che hanno seguito lo svilupparsi della vicenda fino a scoprire la destinazione finale, provvisoria o meno, degli animali accolti finora a Sarano. Nel corso dell'anno appena passato, grazie all'intervento dei volontari, sono stati affidati ben 112 cani, tutti di privati.

"Il rifugio di Sarano ha chiuso, ma non chiudono le attività dei volontari - tiene a precisare Adriano de Stefano, presidente di Enpa Treviso - non è stato un fulmine a ciel sereno: la struttura era privata e sapevamo che c'era la possibilità di non poterne più usufruire. L'obiettivo ora è trovare una nuova sistemazione, cosa per niente facile a causa di svariate insidie burocratiche, ma non ci fermeremo nè ci arrenderemo: otteremo una nuova sede e continueremo a offrire il nostro supporto agli animali che ne hanno bisogno".

Il rifugio di Sarano è stata una struttura privata che dal 2008 ha ospitato un numero variabile di cani, di solito dagli 8 ai 14 circa, la sua particolarità sta nell'obiettivo che si è posto fin dall'inizio: trovare una famiglia a cani anziani, maltrattati, senza più un padrone a causa di decessi, sfratti, malattie, condizioni economiche precarie ecc, tutte situazioni che coinvolgono animali di privati, spesso esclusi dai programmi di recupero di altri rifugi per cani o gatti.

Quella di Ponzano invece è una struttura pubblica in gestione dell'Enpa da gennaio 2014, dove sono presenti 160 cani circa e da questo momento si farà carico anche di quei 6 cani provenienti da Santa Lucia.


(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: Enpa Treviso - Facebook).
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Santa Lucia di Piave, il sindaco Szumski : "Anci Veneto troppo morbida verso il governo, bisogna contestare"

  • Santa Lucia di Piave
  • - 11 Gennaio 2020

Il direttivo dell’Anci regionale chiede sostanziali modifiche all’accordo Stato-autonomie locali relativamente alle materie di assunzione di personale, e sulla ripartizione del fondo di solidarietà, entrambi sfavorevoli ai comuni veneti.

Nel documento diffuso ai sindaci “Considerato che le intese raggiunte conducono ad esiti penalizzanti per i comuni del Veneto, non avendo tenuto pienamente in considerazione alcune specificità territoriali, e che quindi l’attuazione delle norme contengono elementi di incongruenza che necessitano di correttivi”, viene chiesto di modificare i contenuti sulle assunzioni e di prevedere per il fondo di solidarietà comunale l’inserimento quale criterio prioritario il ristoro dei Comuni che hanno subito una riduzione a seguito dell’applicazione dei nuovi criteri per l’anno 2020.

Infatti da un confronto sui dati 2019 e quelli provvisori per il 2020 risulta, come ormai noto a tutti, una riduzione del fondo per i comuni veneti di circa 8 milioni di euro, per cui 418 comuni su 563 avranno un saldo negativo rispetto al 2019 e dovranno modificare i bilanci di previsione.

È stato allora chiesto ai sindaci dell’Anci nazionale presenti ai tavoli di garantire un confronto costante e confrontarsi sull’applicazione dei vari criteri sia in materia di risorse finanziarie e di personale.

“Troppo poco” ha risposto a stretto giro con una lettera aperte ai colleghi dell’Anci Veneto il sindaco di Santa Lucia di Piave Riccardo Szumski: “Tutto condivisibile e tutto vero ma alla fine manca la conclusione. Non so se dipenda dalla relativa gioventù amministrativa del sindaco Conte, ma mi sembra la fotocopia di decine di documenti che nel passato sono stati prodotti in Veneto con richiesta di incontri a livello centrale e che non hanno portato a nulla”.

“Senza voler urtare nessuno - prosegue Szumski - sarebbe stato utile concludere il documento con “ di riservarsi in caso di persistenza delle attuali norme e di non accoglimento delle proposte venete ogni iniziativa anche di contestazione” (che mi pare un monito molto moderato). Mi è stato opinato che i sindaci non possono fare così. E allora? Continuiamo a farci prendere in giro, ma peggio prendiamo in giro i nostri concittadini”.

“Il giorno del mio giuramento da sindaco in consiglio comunale - conclude il primo cittadino di Santa Lucia -, oltre al rispetto delle leggi della Repubblica ho assunto l’impegno di difendere sempre gli interessi dei miei cittadini. Tra i due, di fronte a palesi reiterate iniquità io scelgo sempre i miei cittadini”.

Una irritazione che traspare anche da un post al veleno sulla pagina Facebook: "Essere esclusi dalla attribuzione di un possibile finanziamento a cui si è stati ammessi, in cui il meccanismo di valutazione premia coloro che nel 2018 hanno avuto un disavanzo di bilancio, è proprio da stato fallito e inaffidabile".

"Se andate a vedere i beneficiari - ha scritto poi -  sono, per il 95%, tutti comuni del Centro sud che hanno chiuso il bilancio del 2018 con un disavanzo di gestione. In 26 anni che amministro a vario titolo il mio comune mai ho chiuso in disavanzo il bilancio comunale. Vi pare normale?"


(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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A Santa Lucia rivive il grande Mario Del Monaco grazie al concerto in ricordo dei 105 anni dalla nascita

  • Santa Lucia di Piave
  • - 13 Gennaio 2020

Concerto lirico sinfonico unico nel suo genere per difficoltà e scaletta, un successo su tutta la linea quello dello scorso sabato 10 gennaio, evento che ha aperto positivamente il 2020 per il Comune di Santa Lucia, che si è aggiudicato l'onore di ospitarlo.

Il concerto è stato il frutto di un grande lavoro sinergico tra l'amministrazione e il figlio di Mario del Monaco, tenore di fama internazionale scomparso nel 1982, il regista e maestro di canto Claudio del Monaco.

Gli intenti erano tra i più nobili, ovvero commemorare Mario del Monaco, uno dei lirici che più hanno fatto la storia del canto sinfonico in Italia e nel mondo negli anni '50 e '60, ed Ettore Bastianini, baritono icona del Verismo nello stesso periodo, ma anche rivitalizzare un mondo, quello della lirica, che sta pian pano perdendo visibilità.

L'iniziativa ha inoltre permesso di dare la giusta valorizzazione alla nuova filanda, una struttura non pienamente sfruttata anche per quanto riguarda l'ottima acustica: il concerto ha potuto svolgersi in una sede più che funzionale e con grande capienza di pubblico: sono stati infatti occupati  senza sforzo i 600 posti disponibili, tutti gratuiti.

 


"Siamo orgogliosi di ospitare un concerto di assoluto livello - spiega il sindaco di Santa Lucia Riccardo Szumski - è stata una sfida e un'opportunità che siamo riusciti a gestire con l'intervento di tutti".

"Sono cresciuto e ho studiato in Italia - ricorda il direttore d'orchestra Manlio Benzi - è mia ambizione come a livello professionale e come uomo lavorare per il nostro Paese".

Le voci e l'orchestra Filarmonia Veneta hanno avuto proprio la sua preziosa direzione, perchè come i colleghi nella serata di sabato, vanta una bagaglio di esperienze a livello mondiale, primo fra tutti l'ospite d'onore Franco Giovine, il baritono che ha calcato i maggiori palchi del mondo senza eccezioni.

A riprova dell'eccellenza del gruppo, basti pensare che gli artisti si sono affidati unicamente alle loro voci, senza l'ausilio del microfono e che l'unica prova a loro disposizione è stata appena il giorno prima.

Nel corso della serata una delle performance più sorprendenti è stata l’impeccabile esecuzione dell'Ortruda, personaggio femminile del “Lohengrin” wagneriano, da parte della soprano Daniela D'Arminio, ex-alunna e moglie di Claudio Del Monaco.

Si tratta di un’opera dalla complessità unica, che richiede un’abilità vocale estrema: questo perché la traccia non parte con tonalità soavi, me è fin dal principio molto intensa, lasciando la voce in costante rischio di steccata.

La voce della D’Arminio ha tuttavia saputo tenersi in equilibrio su questo filo, che dall’orchestra ai timpani pubblico è rimasto teso per tutta la durata della sua esibizione.

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Nonostante il livello e il successo indiscutibili del concerto presentato da Nelly Pellin e aperto proprio dalla voce di Mario del Monaco, il futuro del mondo della lirica appare però incerto: la cultura tutta è soggetta a una inflessione che penalizza il bel canto ma la speranza è per tutti la stessa, senza dubbi: "Bisogna tornare alle origini, all'antico, bisogna recuperare la tradizione, riaprire i vecchi teatri - afferma il tenore Gianni Mongiardino,- le voci che provengono da studi della lirica classica, di serie A ".

Dello stesso parere è Alessandro Moccia, tenore originario di Foggia, che insieme alla mezzosoprano Francesca Maria Sassu spiega: "Quello che siamo, che ci ha portato qui, è un indiscutibile passato glorioso, non possiamo dimenticarcene".

La riflessione di Claudio del Monaco mette a fuoco il vero tallone d'achille della modernità: "Non vuole essere una critica - precisa - ma una provocazione ai giovani: le icone del passato erano tali perchè la lirica cambiava loro la vita a 360 gradi. Lo studio, i maestri giusti, i veri esperti della musica sono la chiave del successo. Quando da bambino mi sono avvicinato alla musica e ho seguito mio padre in una tournée mondiale ho capito cosa siano il sacrificio e la dedizione".

 

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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Voci d’eccellenza a Santa Lucia: l'11 gennaio alla Nuova Filanda un concerto lirico d’importanza internazionale

  • Santa Lucia di Piave
  • - 07 Gennaio 2020

Un concerto lirico importante, probabilmente unico nella zona, quello in programma alla Filanda di Santa Lucia di Piave l’11 gennaio 2020: un’iniziativa che trae le sue origini da un legame di sangue tra il paese e alcuni personaggi che hanno fatto la differenza sia in Italia che all’estero nella storia del canto sinfonico.

I nomi che vengono ricordati sono quelli di Mario Del Monaco, uno dei tenori più rappresentativi degli anni Cinquanta e Sessanta, ed Ettore Bastianini, baritono divenuto icona del Verismo e dell’opera russa, sempre negli anni Cinquanta. Tra i protagonisti della serata un’orchestra d’eccellenza, la Filarmonia Veneta, diretta dal maestro Manlio Benzi, anch’esso una firma conosciuta a livello internazionale.

Sarà proprio la potente voce di Mario Del Monaco, a metà tra il tenore e il baritono, dotato di una natura vocale d’eccezione e di un fraseggio ricco di drammaticità, ad aprire il concerto sinfonico: il suo storico Inno di Mameli, registrato dall’Orchestra Rca, farà d’antipasto per un banchetto a base di opere come “Il Trovatore” di Verdi, la “Tosca” e “Turandot” di Puccini, i “Pagliacci” di Leoncavallo; una scaletta verista eseguita da artisti che rifiutano i microfoni e, di conseguenza, non possono permettersi nemmeno un errore.

Un altro aspetto da considerare, nella preparazione della serata, è l’unica prova che gli artisti avranno a disposizione prima dello spettacolo, appena il venerdì prima.

A volere fortemente l’iniziativa, il sindaco di Santa Lucia di Piave Riccardo Szumski, il quale afferma la sua volontà di proseguire con una progressiva valorizzazione della struttura della Nuova Filanda, anche dal punto di vista dell’intrattenimento musicale, assieme a due professionisti dell’opera lirica e cittadini di Santa Lucia di Piave che hanno fatto da tramite e da scintilla per l’ideazione di questo progetto: il direttore artistico Claudio Del Monaco, figlio del sopracitato, e sua moglie, Daniela D’Arminio.

L’obiettivo del concerto riprende e rinnova un impegno che da tempo l’amministrazione comunale si era prefissata negli anni passati, ma mai con un’orchestra di prestigio: grazie ad alcuni sponsor, ma anche e soprattutto grazie alla disponibilità di artisti come Gianni Mangiardino, Alessandro Moccia, Claudia Ciullo, Francesca Sassu, Michele Bolla, il concerto verrà offerto in libera entrata alla comunità, con un’eventuale offerta del tutto facoltativa.

“Per prima cosa, vorremmo ringraziare il sindaco dottor Riccardo Szumski - dichiarano Claudio Del Monaco e Daniela D’Arminio - È dal 1982 che non veniva accolta una manifestazione celebrativa così importante e a livello internazionale. È la prima volta che viene eseguito un concerto con una scaletta completamente verista”.

Il sindaco, che ricambia il ringraziamento anche agli artisti che hanno scelto di accettare, afferma: “Questo evento va ben oltre Santa Lucia, ma abbiamo scoperto che la Nuova Filanda si presta bene dal punto di vista acustico: siccome c’è un progetto di ottimizzazione energetica dell’edificio, già che ci siamo potremmo valutare anche un miglioramento dell’effetto acustico”.

All’orario stabilito, le 20.30, in data sabato 11 gennaio 2020, ci saranno circa 600 posti a sedere a disposizione gratuita del pubblico: il concerto, presentato da Nelly Pellin, avrà anche un ospite d’onore, il baritono Franco Giovine, altro grande nome della musica sinfonica italiana.

(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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