Sarmede, domenica scorsa la benedizione della nuova chiesetta dedicata alla Madonna di Fatima

Nonna Rosa aveva un grande desiderio: costruire un capitello in cui poter andare a pregare, a coltivare la sua devozione mariana. I nipoti hanno provveduto a rendere tangibile il sogno che ora si è concretizzato con la costruzione della chiesetta dedicata alla Madonna di Fatima in via Cesare Battisti a Sarmede (nella foto in alto). Tra il desiderio di una nonna e il lavoro dei nipoti c’è stata la progettazione del capitello da parte del figlio Silvano Da Fré. Quest’ultimo, che aveva imparato l’arte del muratore e con la moglie si era recato in pellegrinaggio a Fatima, ha voluto dare il via all’iter per l’edificazione della piccola cappella nella quale, oggi, trovano posto un altare, un crocifisso e la statua della Madonna apparsa nella cittadina portoghese.

Domenica 19 maggio, nel tardo pomeriggio, al termine della messa celebrata sotto un capannone, il parroco di Sarmede don Riccardo Meneghel ha benedetto la chiesetta. Nonna Rosa, insieme al marito Antonio e al figlio Silvano hanno sorriso dal Cielo. Alla liturgia hanno partecipato almeno un centinaio di persone, che hanno accettato l’invito di Michele, Nadia, Paola Da Fré e della loro madre Angela. Da parte loro va il sentimento di riconoscenza verso quanti hanno dato il proprio contributo per costruire la chiesetta. Alla festa era presente anche don Mario Borga.

Sarmede chiesa benedizione 2

Nell’omelia don Riccardo ha esordito dicendo che oggi viviamo in un tempo nel quale siamo immersi in una realtà fin troppo ricca di comunicazioni, di informazioni di ogni genere. Il sacerdote, poi, ha richiamato come nel cuore dell’uomo ci sia il desiderio di comunicare con Dio e per questo egli abbia bisogno di cose concrete, come un capitello, una immagine, un rosario o un crocifisso, da toccare, da guardare, da pregare. Segni, luoghi, tempi della fede, in cui lasciarsi incontrare da Dio, da Gesù, dalla Madonna. Per presentare preghiere e richieste. Il prete, infine, ha invitato i presenti a dare una autentica testimonianza di fede.

"Facciamo in modo che anche i giovani tocchino e accedano a tali immagini – ha detto -. E’ nostra responsabilità cercare di trasmettere questa devozione che è genuina. Noi siamo qui a ringraziare quelli che ci hanno preceduto e consegnato la fede. Quelli che verranno dopo di noi ci ringrazieranno di aver trasmesso loro questo annuncio?".

(Fonte: Loris Robassa © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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