Due passi per Segusino alla scoperta della centenaria Fiera Franca del Rosario, tra "turismo slow" e tradizione

Tra i vari borghi dell’Altamarca, ce n’è uno che a fine ottobre merita di essere visitato. Sarà per la sua posizione di crocevia tra trevigiano e bellunese, sarà per la bellezza della natura che lo circonda e lo avvolge, sarà per le tradizioni che conserva e tramanda, fatto sta che non resistiamo alla tentazione di andare a darci un occhio.

Occasione ghiotta è la centenaria Fiera Franca del Rosario che quest’anno si svolge nell’ultimo week end di ottobre dal 25 al 27. Non soltanto esposizione di animali ma anche delle deliziose specialità a base di formaggio e dei suoi derivati, il tutto accompagnato da una rassegna di prodotti della terra segusinese e della vita contadina, tutti rigorosamente a chilometri zero.

Un made in Segusino tra cui spiccano gli insaccati, la patata di Milies, le confetture di frutta, il vino prosecco e il formaggio di capra. Il sindaco di Segusino Gloria Paulon, si aggira tra gli stand ed è molto a suo agio tra allevatori, produttori, visitatori e abitanti del borgo.

Ci spiega che quella che amministra è una piccola realtà che vuole coniugare passato, presente e futuro. Parla con orgoglio di una nuova sensibilità, di una attenzione per i prodotti locali e artigianali e per il turismo “slow”, che ben si presta con il territorio Unesco nel quale, anche se marginalmente, Segusino rientra.

In effetti Segusino è un paese di tradizione agricolo-contadina: già nel Seicento e nel Settecento, dai boschi dietro il Monte Zogo si ottenevano quantità di legname e carbone, che venivano commercializzate.

Il fondo valle, a causa delle esondazioni del Piave che rendeva i terreni pressoché incoltivabili, veniva sfruttato per il pascolo e i bovini ne costituivano la risorsa principale, tanto da ospitare una importante fiera franca ed è per questo che ancor oggi, durante l’ultimo fine settimana di ottobre, si svolge la Fiera Franca del Rosario.

Una rassegna bovina e di muli; mucche pezzate rosse e piz gauer, maiali e anche dei lama, innovazione quest’ultima che si sposa bene con il turismo slow. Il resto lo fanno i 100 espositori di prodotti locali e le manifestazioni collaterali.

Anche i veterinari dell’Ulss non fanno mancare la loro presenza in segno di vicinanza agli allevatori e ai produttori, seguendo tutta la filiera. Tutto questo è reso possibile dai volontari della proloco di Segusino capitanati dal presidente Denis Coppe.

Sono loro i custodi di questa secolare tradizione che in tempi di riscoperta dell’agricoltura e dei prodotti della terra e dell’allevamento ritorna estremamente di attualità.

I turisti nel 2019 cercano soprattutto luoghi genuini in cui si respiri l’aria di un tempo, luoghi dove si svolgevano fiere franche e si ricordavano i Santi Patroni con grandi feste popolari.


(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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