Segusino, ieri via San Rocco trasformata in un fiume. Paulon: "Vogliamo interventi d'area definitivi, ci vuole tempo"

Era accaduto l'ultima volta venerdì 20 giugno ma ieri, domenica 28 giugno, il serio problema idraulico di via San Rocco si è riproposto e quest'area orientale di Segusino è stata nuovamente oggetto di un allagamento (nella foto).

Il punto critico che causa gli allagamenti di via San Rocco è l’acqua che scende in quantità ingenti dal Perlo, in località Sotto al bosco, e in breve tempo intasa i canali di scolo. Questa problematica è oggetto di studio in questi mesi da parte dell’Autorità di Bacino regionale, alla quale l'amministrazione comunale ha richiesto con urgenza delle proposte di intervento risolutivo. "Uno studio che si concluderà nei prossimi mesi per arrivare a proporre una soluzione a lungo termine" fa sapere il sindaco Gloria Paulon.

Un problema comunale complesso che ha messo in luce ancora una volta la fragilità idraulica del territorio segusinese, chiuso tra il fiume Piave, la cronica criticità di gestione dei deflussi meteorici che investono i torrenti locali e il problema dell’affioramento di falde freatiche superficiali.

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Una situazione molto delicata che l'amministrazione Paulon ha affrontato ancor prima della disastrosa piena del Piave rimasta negli occhi di tutti, chiedendo interventi urgenti e definitivi che erano rimasti inascoltati fino a quella drammatica notte di fine ottobre 2018.

Da allora studi e lavori sono partiti avviando collaborazioni importanti con il Genio Civile di Treviso e Belluno, l'Autorità di bacino regionale e il dipartimento di ingegneria idraulica dell'Università di Padova, "oltre ai 26 mila euro spesi solo negli ultimi 12 mesi per pulizia torrenti, briglie, fossi, scoli" precisa il sindaco di Segusino.

"Per quanto riguarda il tubo in video (nella foto), stamattina gli operai sono già al lavoro ed abbiamo chiamato la ditta degli spurghi - sottolinea Gloria Paulon -. La questione idraulica, sia dal versante montano che lato Piave, la stiamo affrontando seriamente, lavorando di concerto con Genio Civile, Autorità di bacino regionale e Università di Padova".

"Non vogliamo soluzioni tampone che spostino il problema da un posto a un altro - conclude il primo cittadino di Segusino - ma interventi d’area che risolvano le problematiche in maniera definitiva. Per questo ci vuole un po’ di tempo di attesa".

 

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: Facebook).
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