Sernaglia, restrizioni sull'uso di fuochi d'artificio che possono creare disturbo a persone e animali

Con l'ordinanza numero 67/2019 il sindaco di Sernaglia della Battaglia Mirco Villanova ha disposto lo scorso 31 dicembre 2019 alcune limitazioni nell'utilizzo di materiali esplodenti, fuochi d'artificio e oggetti similari che possono provocare disturbo da rumore e molestie a soggetti deboli e animali domestici.

Il provvedimento ordina fino al 6 gennaio 2020 il divieto di accensione e i lanci di fuochi d'artificio cui consegua deflagrazione, lo sparo di petardi, lo scoppio di mortaretti, razzi e altri artifici pirotecnici provocanti detonazione nei luoghi affollati e nelle immediate vicinanze, nelle aree a rischio di propagazione di incendi, nelle piazze, nelle strade o in altri luoghi pubblici o di uso pubblico o in adiacenza a tali luoghi, in prossimità dei luoghi di culto o comunque nelle vicinanze di monumenti, edifici o aree a valenza storica, archeologica, architettonica, naturalistica o ambientale.

Il sindaco Villanova ha raccomandato inoltre a tutta la cittadinanza di assumere un atteggiamento di responsabilità e di sensibilità verso l'ambiente, verso le fasce deboli della popolazione e verso gli animali, non utilizzando, o limitando al massimo l'utilizzo di petardi, botti o altri simili dispositivi che hanno l'esclusivo o prevalente effetto di "colpo" o di forte rumore, privilegiando piuttosto l'impiego di prodotti meno invasivi, meno dirompenti, inquinanti o pericolosi.

L'ordinanza ha precisato di non usare comunque dispositivi che non riportino la marcatura di omologazione Ce o che non rispettino le normative vigenti in materia e di informarsi dai rivenditori autorizzati sulle modalità di uso e sulle limitazioni previste per i dispositivi, avendo particolare cura di impiegare questi ultimi rispettando scrupolosamente le modalità di utilizzo e le avvertenze stabilite dal produttore, specie in presenza di minori o nelle vicinanze dei luoghi in cui si trovano gli animali.

L'inosservanza del provvedimento è punita con una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro salvo, qualora il fatto assuma rilievo penale, la denuncia all'Autorità giudiziaria e fatte salve le sanzioni previste dal T. U. ambiente, dal T. U. delle Leggi di pubblica sicurezza e dai regolamenti di Polizia urbana e rurale.

(Fonte: redazione Qdpnews.it).
(Foto: web).
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