L’entusiasmo che circonda il ritorno del Treviso FBC nel calcio professionistico non si limita solo al rettangolo verde: tracima nelle aule, coinvolgendo il talento e la creatività dei ragazzi che studiano in città. Con l’avvio ufficiale della selezione finale per il bando “Mascotte Treviso FBC”, la società biancoceleste ha presentato i dieci progetti realizzati dagli studenti del Liceo Artistico Statale, dell’ENAC Veneto e dell’I.I.S.A. Palladio. Alla presenza del sindaco Mario Conte, l’evento ha svelato il frutto di mesi di lavoro interdisciplinare che ha visto sessanta ragazzi impegnati nel dare un volto nuovo e contemporaneo all’identità del club.
Il presidente Alessandro Botter ha espresso con estrema franchezza il suo stupore di fronte alla qualità degli elaborati: «sono rimasto a bocca aperta per la prima volta che li ho visti perché non immaginavo una cosa del genere, un lavoro così completo». La sorpresa di Botter nasce dalla constatazione di come i ragazzi abbiano saputo interpretare lo spirito del club, rendendo la scelta finale particolarmente ardua: «la volontà era che le mascotte rappresentassero un’idea del territorio e un’idea di quello che è il Treviso Calcio, penso che tutti e dieci abbiano centrato l’obiettivo, quindi sarà una scelta veramente molto difficile».
Dietro questa eccellenza grafica e concettuale si nasconde un esperimento didattico articolato, come sottolineato dalla dirigente del Liceo Artistico, Sandra Messina, che ha spiegato come ogni gruppo di lavoro sia stato formato da studenti provenienti da tutti e tre gli istituti coinvolti. «Abbiamo creato dei gruppi misti affinché mettessero insieme le loro competenze a seconda della loro sensibilità e della loro preparazione didattica», ha dichiarato Messina, evidenziando come la cooperazione tra istituzioni non sia sempre scontata: «Tutto questo è stato possibile perché ognuno di noi ha messo un pezzettino del proprio tempo e del proprio lavoro affinché funzionasse. Siamo stati onorati di essere coinvolti in un progetto così importante per la nostra città».


La necessità di un simbolo nuovo era sentita da tempo all’interno della società. Marco Costa, responsabile dell’area social e media, ha ricordato come mancasse un riferimento iconografico di questo tipo da circa due decenni. «Volevamo dare qualcosa di nuovo, di fresco», ha spiegato Costa illustrando l’incipit del progetto, «e chi meglio dei ragazzi giovani che stanno studiando la grafica e la comunicazione poteva darci questo tocco? La cosa difficile è creare qualcosa che possa durare nel tempo, con un valore che deve essere lungimirante».


In questo processo di selezione, il club ha voluto che anche il cuore del tifo fosse parte attiva, includendo nella commissione rappresentanti della curva e della tribuna. Proprio dal mondo dei tifosi è arrivata la richiesta di una mascotte che non fosse solo estetica, ma pregna di significato locale. Giorgio Gasparini, figura storica della Curva, ha ribadito questo concetto con fermezza: «il gusto è sempre soggettivo, ognuno di noi dopo sceglierà quella più adatta, ma l’importante è il legame al territorio. Il Treviso Calcio è un emblema della città per cui la mascotte deve essere rappresentante del Treviso legato alla sua terra».


L’assessore allo sport Alessandro Manera ha analizzato i lavori da una prospettiva più tecnica e commerciale, notando come lo stile dei ragazzi abbia preso in considerazione aspetti che oltrepassano il mero intrattenimento da stadio. «I ragazzi sono molto globalizzati, molti lavori ricordano le mascotte dei college americani», ha osservato Manera, sottolineando come la professionalità degli studenti sia stata un esempio di elasticità e lungimiranza: «c’è moltissimo studio grafico, sono state proposte impaginazioni su tazza, su maglietta… si va al di là del mero pupazzo che gira per il campo. Sarà una mascotte di altissimo livello con una visione globale, non solo locale».
La chiusura degli interventi è stata affidata al sindaco Mario Conte, che ha voluto sottolineare il valore sociale di una società sportiva capace di aprirsi alla sua gente. «Il ringraziamento che faccio al presidente è di aver reso la società permeabile alla comunità», ha dichiarato Conte con orgoglio, evidenziando come il coinvolgimento delle scuole sia una garanzia di successo: «Ogni volta che coinvolgiamo gli studenti non tradiscono mai le aspettative. Partecipare da sindaco al ritorno del Treviso tra i professionisti è un motivo di immenso orgoglio. Vedere i più piccoli correre in campo e sognare di indossare un domani la maglia della prima squadra della propria città è il traguardo più bello. Ora sarà davvero dura scegliere il vincitore, perché ogni progetto ha messo in luce una sensibilità e una qualità eccezionale».
A conclusione della mattinata, l’entusiasmo ha lasciato spazio alla fase operativa. I membri della giuria tecnica hanno infatti espresso le proprie preferenze attraverso una votazione per iscritto, un passaggio formale necessario per gestire l’altissima qualità delle dieci proposte in gara. La valutazione non si è limitata al solo impatto estetico, ma ha preso in considerazione diversi parametri fondamentali: l’originalità del concept, la coerenza con la storia del club, la versatilità per il marketing e, non ultimo, il legame simbolico con il territorio trevigiano.




L’attesa per conoscere il verdetto sarà comunque brevissima. Venerdì verrà svelata ufficialmente l’opera vincitrice, svelando finalmente quale idea creativa accompagnerà il ritorno dei biancocelesti tra i professionisti. La nuova mascotte verrà presentata fisicamente in occasione dell’inizio della nuova stagione, pronta a fare il suo debutto ufficiale a bordo campo per diventare il punto di riferimento per i tifosi di oggi e di domani.




(Autore: Francesco Bruni)
(Foto e video: Francesco Bruni)
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