E’ stata una vera e proprio impresa, che definire eccezionale o “da pazzi” non rende ancora bene l’idea, quella di Luca Viol, il “Leone delle Dolomiti” uno dei capitani di Ultracycling Italia: ha scalato a metà agosto, quasi in sordina, il passo San Boldo per 34 volte consecutive, sulle 35 previste (ma questo non è alla luce di quanto fatto un problema), e si è conclusa con 15mila 600 metri di dislivello positivo.

“Il tempo di recupero, nelle 34 ore che ho corso, è stato pochissimo, nelle ultime ascese il tratto di discesa non bastava e la fatica è stata immane - ha dichiarato alla fine Luca Viol - ma sono felice di essere riuscito a scalare virtualmente quasi due volte l’Everest. Preciso che per questa impresa non ho cercato soddisfazioni personali e certificazioni, per me l’unica cosa importante era sensibilizzare gli amici ciclisti e cercare di portare a casa l’unico vero risultato, quello di raccogliere i fondi per l’acquisto di un defibrillatore per la zona Tovena Passo San Boldo e dare l’inizio ai “Passi del Cuore” il nostro progetto che mira a fornire 16 passi dolomitici di defibrillatore”.

L’obiettivo è stato raggiunto anche grazie alla generosità di tanti ciclisti e al supporto di alcuni sponsor, che hanno fatto la differenza, tanto che il primo defibrillatore, proprio quello del San Boldo, è in arrivo.

Fondamentale è stato nell’impresa (qui l’articolo) il supporto di tutto il generosissimo gruppo ciclistico Pinarello, arrivato ai piedi del San Boldo a supportare Luca accompagnati anche dal campione olimpico Eros Poli, oltre ad una quantità incredibile di ciclisti ed appassionati, che si sono fermati a donare quanto potevano.

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Roberto Picco, presidente di Ultracycling Italia, dichiara: “Ringrazio Luca Viol per aver ideato questa sua iniziativa e per avermi coinvolto, per me è stato un onore, spendo due parole per ringraziare personalmente per il fondamentale aiuto e per la sensibilità l’ultraciclista Demis Zanato, che si è fatto portavoce di questa iniziativa e del campione sia di ciclismo che nella vita Michele Furlan e la sua famiglia che ci hanno sostenuto e supportato fin dal primo colpo di pedale del nostro coraggioso eroe”.

"Un ringraziamento speciale - continua - per gli atleti che si sono uniti alla fatica di Luca per diverse ascese, Osvaldo Brun, la mente de “La Croda ciclostorica”, Mauro Casanova, Denis Antoniol, Rudy Fattorel e i ragazzi del team Eagles Andrea Tommasella, Diego Luccon e Simone Perin, il campione di ultracycling Fabio Biasiolo ed Enrico Scudeler, Alfredo Fardin e tutti gli altri che hanno partecipato. Addirittura un amico di Manchester Ken Woodword, si è fermato ed ha contribuito a questa iniziativa".

E’ stata insomma una vera e propria gara di solidarietà e ora c’è solo da aspettare, il primo defibrillatore è in arrivo e questo progetto andrà avanti, come la vita: “Il nostro contributo seppur piccolo - conclude Picco - potrà forse salvare qualcuno e chi salva una vita salva il mondo".

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: Ultracycling Dolomitica).
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