L’Unione Sportiva Cisonese festeggia i suoi primi 50 anni con un calendario celebrativo durante la cena di Natale

Il 1969 a Cison di Valmarino verrà ricordato non solo per lo sbarco dell’uomo sulla Luna, ma anche per la nascita dell’Unione Sportiva Cisonese.

Sabato scorso, 21 dicembre, alle ex Cantine Brandolini di Cison squadra, dirigenti e tifosi si sono ritrovati per la tradizionale cena di fine anno di una società unica nel suo genere poiché fondata sul volontariato.

Durante la serata, dopo i saluti del sindaco Cristina Da Soller (tifosissima da sempre degli amaranto), del presidente Celeste Stella, dei delegati Figc Mario Ortolan e Luigi Frattina, è toccato allo storico presidente Giuseppe Cellesella raccontare i primi 50 anni del club.

Visibilmente emozionato, con l’arguzia che lo contraddistingue Cellesella, partendo dal quel maggio 1969 che portò alla nascita del club, ha ripercorso i momenti salienti della storia calcistica e dei personaggi che l’hanno scritta.

Tanti successi, culminati con una partecipazione al campionato di promozione, ma anche qualche retrocessione, perché la vita della Cisonese è stata contraddistinta da alti e bassi.

Cellesella, con un racconto coinvolgente, ha citato alcuni uomini che hanno fatto la storia del club, facendo emozionare tutti. Un calendario celebrativo con le foto delle varie squadre ha fatto il resto, con tutti gli invitati impegnati a riconoscere i giocatori nelle storiche foto.

Anche l’attuale presidente Stella appare 20enne in una delle prime formazioni della Cisonese, a testimonianza di una vita dedicata al club.

Prima degli auguri, una torta gigantesca recante la scritta Usd Cisonese 1969-2019 con il numero 50 ha provocato l’entusiasmo in sala.

Attualmente la squadra di mister Mauro Azzalini si trova nell’alta classifica, in piena zona play off, nel campionato di prima categoria, per la gioia dei supporter di casa.

A fine campionato, con maggior calma, ci sarà una festa ad hoc per celebrare i 50 anni con i tanti giocatori, allenatori e presidenti che si sono susseguiti negli anni.

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Foto: Unione Sportiva Cisonese).
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Eddy Nani e Valentina Michielli trionfano alla quinta edizione del Trail del Gevero, terzo Ivan Geronazzo

La pioggia e il maltempo che hanno flagellato le Prealpi Trevigiane nel weekend di Ognissanti, non hanno fermato la quinta edizione del Trail del Gevero.

Prudentemente, per garantire la sicurezza degli atleti, gli organizzatori hanno ridotto il percorso “lungo” da 41 a 34 chilometri, togliendo il tradizionale passaggio per il Col De Moi, la “Cima Coppi” del Trail.

Nella "21 chilometri" Mirko Miotto tra gli uomini ha preceduto Gianpietro Barattin e Silvio Wieltschnig, mentre tra le donne Martina De Silvestro ha tagliato il traguardo di piazza Roma prima di Tiziana Casali e Elena Gallina. Grande impresa sul percorso lungo del giovane Eddy Nani che ha battuto atleti del calibro Enzo Romeri, e di Ivan Geronazzo. Il valdobbiadenese che da cinque anni insegue la vittoria al “Gevero”, ha dovuto dunque accontentarsi del terzo gradino del podio.

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Al femminile, bellissima prestazione di Valentina Michielli, davanti a Silvia Serafini e Alessandra Olivi. Un plauso va sicuramente ai tanti atleti giunti da tutta Italia, ma anche dall’Europa e perfino dal Giappone che si sono affrontati “sfidando” pioggia e fango sulle splendide ma impegnative Prealpi cisonesi.

Un elogio va anche agli organizzatori dell’associazione sportiva Trail del Gevero e a tutti i volontari delle tante associazioni del Comune, “Amici dei Loff” in primis, che hanno vigilato lungo i percorsi, non solo garantendo i ristori, ma presidiando le tante postazioni.

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Foto: Trail del Gevero).
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Ultracycicling in solitaria a Cison: Luca Viol fa la sua "Dolomitica" scalando 35 volte il San Boldo ininterrottamente

Il cuore oltre l’ostacolo, ovvero oltre i 16 mila metri di dislivello. È la sfida di Luca Viol, un atleta dell’ultracycling che da quando è stata lanciata la Ultracycling Dolomitica, da 675 chilometri con 16 passi dolomitici, nel 2014, in 5 anni e 6 edizioni ha sempre partecipato. Non c’è stata una edizione senza di lui.

E c’era anche per la recente edizione, lo scorso 5 luglio, ma quest’anno il destino con lui è stato beffardo, perchè purtroppo durante la sua Dolomitica una brutta notizia ha toccato la sua famiglia, costringendo Luca al ritiro.

E adesso “Non posso accettare di non finire quello che ho iniziato” ha dichiarato Viol. Sì perchè da lui è nato il progetto “I passi del cuore”, con l’obiettivo di donare in una raccolta fondi la sua Dolomitica per recuperare le somme per l’acquisto di un defibrillatore da donare alle vette della Dolomitica, a cominciare dal passo San Boldo.

E così Luca proprio qui ha lanciato la sua personale sfida: scalare il San Boldo per 35 volte, fino quindi al raggiungimento dei 16.000 metri di dislivello della Dolomitica. Comincerà domani sera, venerdì 9 Agosto, dalle 20, e i suoi tifosi, lo hanno già fatto sapere, fin dalla primissima mattina di sabato saranno ai piedi del San Boldo ad accogliere chiunque voglia dare un incoraggiamento a Luca e lasciare un piccolo contributo in cambio di un gadget o di un brindisi insieme allo staff Ultracycling Italia.

Roberto Picco, organizzatore della Ultracycling Dolomitica rilancia: “E’ una impresa senza precedenti, e per chi vorrà ci sarà la possibilità di pedalare con lui e di donare qualcosa ai piedi del San Boldo, perché tutto il ricavato andrà al progetto “I passi del cuore”, per un defibrillatore sul San Boldo".

"Vogliamo anche che questa avventura - prosegue Picco - diventi una sfida che possano provare tutti: scegliete una salita della Dolomitica e scalatela fino al raggiungimento dei 16.000 metri, con l’iscrizione di 20 euro, che verrà destinato all’acquisto di defibrillatori per le nostre vette dolomitiche. Vogliamo far capire al mondo che l’ultracycling è uno sport straordinario come straordinari sono i suoi protagonisti”.

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it)
(Foto: Ultracycling Dolomitica).

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Impresa di Luca Viol: scala 34 volte consecutivamente il San Boldo e regala un defibrillatore per il progetto "I Passi del Cuore"

E’ stata una vera e proprio impresa, che definire eccezionale o “da pazzi” non rende ancora bene l’idea, quella di Luca Viol, il “Leone delle Dolomiti” uno dei capitani di Ultracycling Italia: ha scalato a metà agosto, quasi in sordina, il passo San Boldo per 34 volte consecutive, sulle 35 previste (ma questo non è alla luce di quanto fatto un problema), e si è conclusa con 15mila 600 metri di dislivello positivo.

“Il tempo di recupero, nelle 34 ore che ho corso, è stato pochissimo, nelle ultime ascese il tratto di discesa non bastava e la fatica è stata immane - ha dichiarato alla fine Luca Viol - ma sono felice di essere riuscito a scalare virtualmente quasi due volte l’Everest. Preciso che per questa impresa non ho cercato soddisfazioni personali e certificazioni, per me l’unica cosa importante era sensibilizzare gli amici ciclisti e cercare di portare a casa l’unico vero risultato, quello di raccogliere i fondi per l’acquisto di un defibrillatore per la zona Tovena Passo San Boldo e dare l’inizio ai “Passi del Cuore” il nostro progetto che mira a fornire 16 passi dolomitici di defibrillatore”.

L’obiettivo è stato raggiunto anche grazie alla generosità di tanti ciclisti e al supporto di alcuni sponsor, che hanno fatto la differenza, tanto che il primo defibrillatore, proprio quello del San Boldo, è in arrivo.

Fondamentale è stato nell’impresa (qui l’articolo) il supporto di tutto il generosissimo gruppo ciclistico Pinarello, arrivato ai piedi del San Boldo a supportare Luca accompagnati anche dal campione olimpico Eros Poli, oltre ad una quantità incredibile di ciclisti ed appassionati, che si sono fermati a donare quanto potevano.

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Roberto Picco, presidente di Ultracycling Italia, dichiara: “Ringrazio Luca Viol per aver ideato questa sua iniziativa e per avermi coinvolto, per me è stato un onore, spendo due parole per ringraziare personalmente per il fondamentale aiuto e per la sensibilità l’ultraciclista Demis Zanato, che si è fatto portavoce di questa iniziativa e del campione sia di ciclismo che nella vita Michele Furlan e la sua famiglia che ci hanno sostenuto e supportato fin dal primo colpo di pedale del nostro coraggioso eroe”.

"Un ringraziamento speciale - continua - per gli atleti che si sono uniti alla fatica di Luca per diverse ascese, Osvaldo Brun, la mente de “La Croda ciclostorica”, Mauro Casanova, Denis Antoniol, Rudy Fattorel e i ragazzi del team Eagles Andrea Tommasella, Diego Luccon e Simone Perin, il campione di ultracycling Fabio Biasiolo ed Enrico Scudeler, Alfredo Fardin e tutti gli altri che hanno partecipato. Addirittura un amico di Manchester Ken Woodword, si è fermato ed ha contribuito a questa iniziativa".

E’ stata insomma una vera e propria gara di solidarietà e ora c’è solo da aspettare, il primo defibrillatore è in arrivo e questo progetto andrà avanti, come la vita: “Il nostro contributo seppur piccolo - conclude Picco - potrà forse salvare qualcuno e chi salva una vita salva il mondo".

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: Ultracycling Dolomitica).
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Unione Sportiva Cisonese, presentata la squadra che difenderà i colori sociali nell’anno del cinquantesimo dalla fondazione

L’ Unione Sportiva Cisonese, non è soltanto una squadra di calcio, ma è espressione dell’associazionismo e del volontariato che animano e che hanno contribuito a rendere famoso il borgo di Cison. Queste parole, insieme agli auspici sportivi, sono state evidenziate nella serata di presentazione della squadra che difenderà i colori sociali nella stagione sportiva 2019/2020, campionato di prima categoria.

Nel ridotto del Teatro la loggia, il sindaco di Cison Cristina Da Soller, il presidente Celeste Stella e i delegati Figc Luigi Frattina e Dario Ortolan, hanno voluto salutare mister, squadra e tifosi che si apprestano ad affrontare la stagione calcistica nell’anno del cinquantesimo. Fondata nel lontano dicembre del 1969 con lo scopo di far giocare e divertire i tanti giovani della Vallata, negli anni ha saputo adeguarsi ai cambiamenti sociali e alla crisi degli sponsor, divenendo di fatto una squadra di calcio fondata sul volontariato.

L’iscrizione al campionato di prima categoria è possibile grazie agli sponsor, ma soprattutto grazie al lavoro di dirigenti e tifosi che si impegnano durante Artigianato Vivo per raccogliere i fondi indispensabili per la stagione sportiva. Tornando alla serata, la squadra è stata presentata dal direttore sportivo Matteo Merlo.

Questo l’organico (nella foto) che affronterà il campionato 2019/2020 che prenderà il via a settembre. Portieri: Comello Mattia, Bernardi Alessio e Callesella Davide. Difensori: Pansolin Mauro, Zanette Dario, Nardi Marco, Domi Hysen, Busetti Benjamin e Cella Samuel. Centrocampisti: Del Grosso Davide, Dorigo Manuel, Faccinetto Niccolò, Nardi Gianfranco e Pilat Christian. Attaccanti: Franzè Carlo, De Nardi Nicola, Menegaldo Marco, Modanese Davide e Canal Stefano. Allenatore Azzalini Mauro, preparatore portieri Ghibriali Marco, massaggiatore Bortoluzzi Giacomo. Questa la rosa, ora la parola passa al campo.

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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