Fregona: il Trail dei Cimbri partirà da Vittorio Veneto, la minoranza protesta: "Persa un'occasione"

L’apertura delle iscrizioni è stata il 12 gennaio, e si correrà il prossimo 11-12 luglio. Partiva da Fregona, e ora non più: il prossimo Trail dei Cimbri, è deciso, parte e arriva a Vittorio Veneto.

Il problema è il tracciato che è ancora in itinere poiché la novità emersa in questi giorni e denunciata dai consiglieri di minoranza Matteo De Luca e il capogruppo Giacomo De Luca è che l’amministrazione non avrebbe concesso il patrocinio agli organizzatori della Scuola di Maratona di Vittorio presieduta da Ivan Cao.

Insieme al diniego ad autorizzare il passaggio sul territorio comunale di Fregona. Giacomo De Luca protesta visibilmente alterato: “Hanno perso il Trail dei Cimbri, non si sa per quale motivo, e ora non gli danno il permesso di transitare. Nemmeno nei tempi bui si poteva fare così - dice - . Altro che cambiare in meglio, questa non è democrazia e nemmeno solidarietà”.

Anche Matteo De Luca stigmatizza il divieto: “E’ una grave perdita per il comune di Fregona, era una gara ormai molto attiva ed è andata persa, ma a inizio dicembre c’è stata una riunione in cui erano uscite delle proposte da Scuola di Maratona alle quali non sono state date risposte. Risultato: tutti ci perdono, cittadini e comune”.

Sul fronte amministrativo, mentre è stato fissato comunque un incontro a breve con gli organizzatori, e una finestra è rimasta aperta, la versione è diversa: “Non siamo stati noi a mandare via la corsa, ma è stata decisa unilateralmente dall’organizzazione. C’è una lettera in cui si annuncia il cambio di programma. Ricordo - afferma l’assessore allo sport Gianni Andreetta - che esiste una convenzione a quattro sulla gestione dell’evento che è sempre partito da Fregona”.

“Non ci è sembrato un comportamento corretto, tutto qua - continua Andreetta -. La decisione è arrivata senza essere concordata. In più è in fase di rinnovo il programma delle attività 2020 delle nostre associazioni per il periodo maggio-ottobre, e prima di dare priorità ad attività esterne preferiamo avere il programma di quello che si tiene a Fregona. Vedremo di trovare una soluzione”.

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: Facebook - Trail dei Cimbri).
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Fregona, rinasce dopo anni la Consulta dello sport, Elio Dottor eletto presidente all'unanimità

Amministrazione comunale  e assessorato allo sport hanno ripristinato da qualche giorno l’organismo della Consulta dello sport  a Fregona, dopo anni nella quale non se ne sentiva parlare e comunque non era operativa.

L’assessore Gianni Andreetta ha deciso così di convocare nell’aula consigliare Elio Dottor in rappresentanza dell’Aps Lago Madruc, Oscar Franceschin in rappresentanza dell’Asd Ren Bu Kan Fregona, Luca Collodel in rappresentanza dell’Asd Calcio Fregona, Antonella Rinaldi delegata rappresentante dell’Istituto Comprensivo di Cappella Maggiore, Marcello Chies come rappresentante dell’Associazione Pro Loco di Fregona, Ivan Pedron come membro della maggioranza Consigliare e Roberto Andreatta come membro della minoranza.

Il nuovo presidente sarà Elio Dottor, su proposta dell’assessore, e in virtù della comprovata esperienza in ambito sportivo nonché dell’impegno profuso nel corso degli anni per lo sviluppo dello sport a Fregona e non solo. Dottor, già docente e allenatore di Pallamano a livello nazionale è stato eletto all’unanimità.

Inutile sottolineare l’importanza per il nostro comune del nuovo organismo – affermano soddisfatti l’assessore allo Sport (nella foto sotto) e il sindaco Patrizio Chies – la Consulta si pone ora come coordinamento e sviluppo delle attività e delle manifestazioni sportive a Fregona, con l’obiettivo principale che rimane quello di far risaltare i valori dello sport come veicolo di aggregazione sociale”.

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Tra gli obiettivi della Consulta dello sport anche quelli di riconsiderare la rinascita di discipline sportive che nel corso degli anni sono andate perdute come il mini-basket o la pallamano. Mentre rimangono ancora vive nella memoria le manifestazioni dei tempi d’oro della Consulta e che in passato hanno dato lustro al paese come la cronoscalata automobilistica Vittorio Veneto-Cansiglio, il rally delle Prealpi o la Festa dello Sport.

Anche l’interazione con il mondo della scuola e l’eventuale proposta di attività successive all’orario di lezione potrebbero essere vagliate per un ulteriore sviluppo dell’offerta ed un maggior coinvolgimento dei giovani – spiega l’assessore Andreetta - Le manifestazioni sportive animano il paese, ma dovrebbero avere, in contemporanea, una ricaduta sul territorio e sulle sue attività produttive. Sarebbe perciò da valutare l’opportunità di sviluppare gli eventi, dove possibile, in almeno un paio di giorni coinvolgendo se necessario attività diverse, esercenti ed altre associazioni locali".

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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Fregona, toh chi si rivede: gli ex giocatori ritornano e si forma ancora la prima squadra agli ordini di Cristiano Melis

Un anno sabbatico, ed ora il Fregona si ripresenta ai nastri di partenza dei campionati dilettantistici veneti di calcio: e riparte dalla Terza categoria, dopo aver militato solo un paio di stagioni da in Promozione.

Si ripresenta, questo è il bello del calcio, perché un gruppo di ex giocatori non ha voluto che sparisse dalla geografia calcistica locale. Vero che aveva mantenuto un prolifico vivaio di 96 giocatori, dai primi calcio agli Allievi, ma la prima squadra è stato un richiamo troppo forte. Un richiamo dell’anima.

Proprio questo termine hanno usato i ragazzi in una nota: “una buona società, una buona squadra, un gruppo di amici, hanno sempre un’anima, e questa anima si è ripresentata in questi giorni con il gruppo di ex giocatori del Fregona Calcio, che rimasti legati dai trascorsi vissuti con la squadra hanno voluto rimettersi in gioco in nome dello sport e dei colori della maglia”.

Si è ripresentata la vecchia anima della prima squadra con un gruppo forte di giocatori, molti hanno militato nelle ultime stagioni in categorie superiori, che vorrebbero dare vita ad un progetto stimolante, che prevede di riportare la società nel giro di tre anni alle cronache locali: “Ci rimettiamo in gioco per amore della società, della passione vera per questo sport, per l’amicizia che ci lega e infine per creare un punto di riferimento a tutti i giovani che militano nelle giovanili”.

Il mister sarà Cristiano Melis (nella foto), ex allenatore di Eclisse Juniores, Barbisano e Cisonese, mentre il direttore sportivo è Fabrizio Gallo. Presidente rimane l’appassionatissimo Ezio Andreetta, ma attorno ruoteranno i fedelissimi della società come l’ex presidente Giuseppe Azzalini. “C’è grande entusiasmo per l’iniziativa di questi calciatori, un bel modello di amicizia, di essere promotori di una avventura sportiva e modello per i giovani che di questi tempi allo sport troppo spesso preferiscono divertimenti meno sani e costruttivi”.

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: Fregona calcio).
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Fregona, il paese saluta il Team Nibali, ospitato a Sonego. E il prossimo anno forse arriva anche "lo squalo dello Stretto"

Questa volta, nei mesi scorsi, ha fatto una visita veloce, il prossimo anno Vincenzo Nibali di fermerà di più a Fregona con il suo team di giovani allievi siciliani, il Team Nibali presieduto dalla moglie.

Lo ha promesso il team manager Lillo La Rosa sabato sera quando l'amministrazione comunale di Fregona guidata dal sindaco Patrizio Chies con accanto l'assessore allo sport Gianni Andreetta ha ricevuto nella sala consiliare per la festa di commiato proprio il Team Nibali che da 3 mesi alloggia nella canonica di Sonego, e protagonista alle varie corse ciclistiche nel Veneto.

All’incontro hanno partecipato come ospiti i campioni del passato Renato Longo, Marzio Bruseghin e Alessandro Fontana, quest’ultimo accompagnato dai figli Filippo e Beatrice entrambi campioni italiani di ciclocross.

E’ stato naturalmente un incontro cordiale all'insegna dell' amicizia e della passione che il ciclismo sa sempre riscuotere.  Dopo gli interventi di saluto del sindaco e dell’assessore il team manager della Società Lillo La Rosa ha ringraziato l' Amministrazione e la comunità fregonese per l'ottima accoglienza con la promessa di ritornare il prossimo anno, e questa volta anche con il campione siciliano, lo “squalo dello Stretto".

La serata si è conclusa al Circolo di Sonego dove tutti hanno apprezzato la squisita ospitalità locale.

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: Comune di Fregona).
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Da Papa Wojtyła al "problema" con Ferruccio Mazzola, Elio Dottor di Fregona racconta una vita per la pallamano

Professore di educazione fisica, allenatore di pallamano e, con l'arrivo della pensione, anche di calcio. Come se non bastasse, per diversi anni ha organizzato anche la festa dello sport di Fregona, portando in paese i campioni del motoclismo, di MotoGp e 250, nomi del calibro Andrea Dovizioso, il compianto Marco Simoncelli, Marco Lucchinelli e la campionessa italiana Samuela De Nardi. Può sembrare azzardato, ma parlare di passione per lo sport, per Elio Dottor (nella foto sopra),  70 anni originario di Fregona, forse è riduttivo.

Ma è la pallamano la sua missione. Lo è stata e lo è ancora oggi, a distanza di 43 anni. Fu grazie ad un giovane Dottor che la disciplina, ancora sconosciuta negli anni di Alessandro Altobelli, Gigi Riva e Gianni Rivera, cominciò a farsi strada nei palazzetti di Marca. "La mia fortuna? Aver insegnato nelle scuole, cosa che mi ha consentito di avere un contatto diretto con i ragazzi: la pallamano non era il calcio, all'epoca nessuno sapeva cos'era... Mica si presentavano così facilmente i giocatori al campo!", ricorda divertito Dottor.

Fregona elio dottor e mattia vettoretti

Professore, il suo nome è legato indissolubilmente a quello della pallamano. Come comincia la sua storia?

Tutto ebbe inizio nel 1976, all'epoca ero professore a Vittorio Veneto. Un giorno, per caso, incrociai all'uscita del palazzetto un collega, Pino Sindoni, che insegnava all'enologia di Conegliano. Si presentò e mi disse che era l'allenatore della squadra maschile di pallamano di Vittorio in Serie C. Al tempo lo sponsor era la Nardi Inox di Gianni Nardi, vice presidente del Milan, e la squadra era composta quasi interamente da giocatori provenienti dall'istituto Cerletti. Mi disse che non aveva più tempo per seguirla e se volevo prendere il suo posto. Non conoscevo questo sport, non avevo mai giocato, ma accettai la sfida. Feci diversi corsi, anche all'estero, raggiungendo la massima qualifica.

Fu proprio lei, nel 1978, a fondare la squadra femminile, che iniziò con il nome di "Icarus" Pallamano Vittorio Veneto, "Giomo Cucine" in Serie A. La sua fortuna, in particolare, fu Susanne Augustesen, recentemente inserita nella Hall of fame di Danimarca.
Andavo personalmente a "reclutare" le ragazze nei paesi limitrofi. Due anni più tardi arrivò Susy e la squadrà cambiò dal giorno alla notte, fu determinante. All'epoca era già campionessa di calcio, giocava in Serie A a Conegliano. Mi dimostrò il suo interesse nel provare questa nuova esperienza visto che aveva già giocato nella nazionale Under 16 danese. A dire la verità all'inizio non mi fece una grande impressione, ma quando la vidi in campo cambiai nettamente idea: era un fenomeno, voleva solo vincere. Così il sabato giocava a calcio e la domenica mattina a pallamano. Ricordo che ebbi qualche problema con un famoso e giovane Ferruccio Mazzola, al tempo allenatore della Lazio femminile dove Susy nel frattempo si era trasferita. Mi disse: Viene sempre ad allenarsi con voi e noi dobbiamo pagarla per giocare a calcio?  Ma aveva una mentalità impressionante, con lei arrivammo in Serie A. Era un tipo fuori del comune: arrivava alla partita un minuto prima, voleva un caffè prima di entrare in campo, e mi diceva di schierarla solo in caso di necessità, che ci pensava lei. Ci fu un momento in cui, non avendo più il permesso di soggiorno, non poteva più rimanere in Italia, così per qualche mese la assunsi come domestica (ride, ndr).

Fregona pallamano elio dottor

Quindi due anni di pallamano a Pordenone e l'approdo a San Fior come professore, ancora al posto del professor Sindoni, dove rimase per 34 anni.
A San Fior misi in piedi altre due squadre: la maschile e l'anno successivo la femminile, quest'ultima in attività fino allo scorso anno in Serie A2. Contemporaneamente ero insegnante alle scuole medie e nel 1988 vincemmo il titolo nazionale dei giochi di gioventù, battendo tutte le regioni d'Italia. Mi è andata bene, anche se in realtà avevo una bella squadra: vincemmo 13 partite su 13, due di queste solamente per un punto. Fu una grande soddisfazione, venimmo ricevuti anche da Papa Wojtyła.

Cioè?
Le finali si disputavano a Roma, passammo cinque giorni lì. Una suora della scuola aveva contatti nel Vaticano e ci organizzò l'incontro, così invitai anche il mio amico e collega di Varese e la sua squadra, nostra avversaria. Dopo un'ora di anticamera e grande attesa, uscì il Papa e con tono solenne disse: Abbiamo qui ospite la scuola media di San Fior, campione d'Italia!  Il mio collega rimase di sasso ed esclamò: Ma come? Dobbiamo ancora giocare le semifinali!  Così mi rivolsi a lui: Ricordati, quello che dice il Papa dalla cattedra è verità!  E poi abbiamo vinto davvero. Sembra una barzelletta, ma è andata proprio così (ride, ndr).

Per non farsi mancare nulla, nel 1990 fondò anche la Tessil Spugna pallamano femminile di Fregona, con cui raggiunse la promozione in Serie B, e dopo qualche anno tornò a San Fior come direttore sportivo ed in seguito presidente. Anni diversi, storie diverse...
Le squadre che fondai, oggi sono tutte... affondate.  Purtroppo la Federazione non ha saputo crescere, è mancata l'ambizione. All'epoca io, ed i professori Pino Sindoni e Lucio Fadel, recentemente scomparso, eravamo i pionieri di questo sport nella zona, ci mettevamo passione, entusiasmo e tanto sacrificio. Il problema è che non è seguito un ricambio generazionale ed una classe dirigente preparata. Onestamente anche le soddisfazioni a livello economico sono poche.

Fregona elio dottor pallamano giomo 84
(Nella foto sopra la Pallamano Giomo, campionato di Serie A 1984-1985).

Le difficoltà, però, non mancavano neanche ai suoi tempi...
All'epoca non ero solamente allenatore, facevo tutto. Non avevo una struttura alle spalle, ho dovuto metterci grande impegno. Non trovavo dirigenti, dovevo formarli personalmente, magari coinvolgendo i genitori dei ragazzi. Soldi non ne giravano. Quando nel 1984 ottenemmo la promozione in Serie A con la pallamano Vittorio Veneto, l'allora sindaco Concas ricevette la squadra in municipio per un omaggio. Lo colsi di sorpresa e gli diedi un foglio: mancavano gli sponsor e quindi l'anno successivo avremmo rischiato di non iscriverci al campionato. La difficoltà maggiore era proprio quella: trovare il sostegno economico. Una volta, addirittura, dopo aver aspettato per mesi un assegno da due milioni di lire da parte di un costruttore edile, mi presento in banca per riscuoterlo ed era scoperto (ride, ndr)... Ma c'era una passione troppo grande.

Non c'è mai stato un momento in cui ha pensato "adesso smetto"?
Momenti difficili ne ho attraversati parecchi, ma ero talmente carico e preso che non ho mai pensato di smettere... anche perché eravamo solamente tre allenatori in tutta la zona, se avesse smesso qualcuno di noi sarebbe stata la fine, non c'erano alternative. Fare l'allenatore di pallamano era diventata una missione, dovevi essere un carro armato e resistere a tutto. Il mio collega Fadel, prima di morire, qualche mese fa mi ha telefonato per chiedermi di fondare una nuova squadra. Gli ho risposto: dove vuoi che vada a 70 anni?

Non che adesso stia con le mani in mano... 
Da quando sono in pensione, insegno pallamano nelle scuole a titolo di volontariato come consulente esterno. Ai ragazzi piace, è uno sport immediato e con poche regole da conoscre, ed io mi diverto come un tempo. Una cosa mi fa piangere il cuore: quando gli alunni mi chiedono dove possano andare a giocare. Gli dico di portare pazienza, non è facile mandarli ad Oderzo, l'unica realtà "superstite" nel territorio. Una decina d'anni fa proposi il matrimonio tra Oderzo e San Fior, all'epoca entrambe in Serie A2 maschile, ma non se ne fece nulla.

Fregona elio dottor reunion

Al tempo stesso, però, è riuscito a togliersi le sue belle soddisfazioni negli anni, tra promozioni, vittorie di campionati e portando diversi suoi ex atleti in Serie A...
L'anno scorso ce n'erano cinque: il sarmedese Luca Argentin; suo fratello Andrea, nel giro della Nazionale; il portiere sanfiorese Samuele Bortolot; la compaesana Laura Zanette e Shary Pizzol. Ogni tanto li vado ancora a vedere, anche a loro fa piacere. Nel dicembre 2017 abbiamo mangiato anche una pizza tutti insieme, una sorta di rimpatriata. Mi piacerebbe organizzarne un'altra, magari il prossimo anno, riuscendo a coinvolgere anche Susy Augustesen, che oggi lavora nell'ufficio sport di Copenaghen.

Tra tanti sport quasi ci si dimentica, negli anni scorsi ha allenato anche la squadra di calcio composta dagli ospiti del Ceis di Vittorio Veneto...
Mi chiamavano il Mourinho del Nord Africa (ride, ndr). Nel 2015 venni a conoscenza che i profughi del centro non avevano i soldi per comprarsi le casacche per l'allenamento. Allora decisi di regalargliele di tasca mia ed in seguito di fargli da allenatore visto che ero in pensione. Erano in cinquanta, li allenavo tre volte alla settimana e non è stato semplice. Erano animosi, ma mi hanno sempre rispettato. Mi ricordo che cercavo negli spogliatoi scarpe usate, perché loro si presentavano agli allenamenti in ciabatte: svuotavo il sacco a terra e scappavo (ride, ndr). L'anno scorso abbiamo partecipato anche al Torneo del Centenario a Vittorio Veneto, una cosa pazzesca. All'inizio mi sono sentito le mie belle critiche, ma sono uno che non si scoraggia facilmente e sono andato avanti. E' stata una bella esperienza, la rifarei subito. Siamo abituati ad avere dei pregiudizi, ma ho conosciuto persone splendide.

(Fonte: Mattia Vettoretti © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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