Storie di vita, influenzate dallo sport. Lei è Silvia Biasi (nella foto), che fin da piccola ha il volley nel sangue. 

L'atleta, originaria di Godega di Sant'Urbano, è andata oltre ogni limite arrivando a giocare per la Nazionale italiana di Sitting Volley, dove è tuttora in pianta stabile, raggiungendo risultati incredibili.

Reduce da un incidente domestico all'età di soli cinque anni che l'ha privata dell'uso del braccio destro (era con i suoi nonni nel capannone dedicato all’allevamento delle galline, mentre giocavo con le mie sorelle ho messo la mano in un macchinario agricolo che me l’ha tranciata), Silvia ormai ha superato quell'episodio e ormai considera la protesi una parte di sè.

"Subire un trauma così, quando sei molto piccolo, ti tocca, almeno dal mio punto di vista, relativamente perché è come se ci nascessi - ricorda - Ho quindi imparato a conviverci tranquillamente".

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La pallavolista poi ha parlato del suo percorso e della sua ascesa in termini sportivi: "Il mio è stato un percorso sereno - racconta Silvia - ho iniziato a giocare a pallavolo guardando le mie sorelle e da lì mi sono innamorata. Ho fatto le giovanili con il Volley Codognè poi ho iniziato a giocare nell’amatoriale, che mi ha successivamente avvicinato alla passione di allenare (tuttora allena l'under 13 e il minivolley del Volley Codognè)".

Poi quasi casualmente è arrivata la chiamata della Nazionale di Sitting Volley: "Inizialmente non ero totalmente entusiasta - sottolinea - ma la causa era buona e giusta, quindi era giusto provarci".

Detto fatto, a luglio 2017 arrivò la prima chiamata in Nazionale: "L'emozione è stata incredibile nonostante si trattasse di una sfida contro una rappresentativa locale - ricorda con piacere - Vestire poi la maglia azzurra agli Europei 2017 e successivamente al Mondiale 2018 è stato fantastico".

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2018 che è stato l'anno del salto di qualità del movimento italiano del Sitting Volley, quando in Olanda la nazionale, all'esordio in un Mondiale è arrivata ai quarti di finale, con Silvia tra le protagoniste di quella cavalcata.

L’anno successivo il palcoscenico su cui esibirsi è stato nuovamente l'Europeo, dove l’Italia ha ottenuto il miglior piazzamento della sua storia: seconda, dopo essere stata sconfitta dalle campionesse del mondo in carica della Russia.

Le ultime stagioni, in termini di nazionale, sono state scandite da tornei e qualificazioni in Cina, Giappone, Corea del Sud e in giro per tutta l’Europa.

Silvia, ovviamente sempre presente, ha saldamente confermato la sua centralità nelle gerarchie dell’Italia grazie anche alle sue importanti prestazioni.

Nello sfortunato 2020, causa pandemia, non sono state disputate le prestigiose olimpiadi a Tokyo.

Gli orizzonti, però, si sono spostati al 2021, anno in cui ci si confronterà nel palcoscenico più importante al mondo. L’ambizione e la voglia di far bene non mancheranno a Silvia che ha così dichiarato: "Stiamo lavorando per portare a casa qualcosa di importante. - dichiara - Lavoreremo sodo per arrivare a un risultato di rilievo".


(Fonte: Luca Collatuzzo © Qdpnews.it).
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