Ieri, sabato 18 gennaio, alle 17 all’auditorium "Jean Antiga" di Miane ha avuto luogo l'evento "Nutri-Amo: lo sport e la vita", dove la comunità ha potuto incontrare "La squadra della speranza".

Questi ultimi sono un gruppo di atleti e uomini di sport che danno disponibilità nel raccontare le proprie avventure ai giovani che cercano la speranza nei sogni di un racconto di chi magari vedono solo alla tv. Un incipit a non mollare mai e lottare per i propri sogni e progetti. 

Tra gli ospiti della serata: Michele Roveredo, ultramaratoneta in corsa contro la Sla, Michela Perin, campionessa di pattinaggio artistico, Sergio Marcellin, psicologo e formatore nell’ambito delle abilità umane, Ivan Silvestrin, campione italiano di Thai Box, e Michele Chinellato, consulente in educazione alimentare.

L'incontro, organizzato dalla comunità parrocchiale, ha fatto conoscere le testimonianze di alcuni atleti, anche tramite situazioni difficili, ma sempre facendo leva sul credere sempre nei propri obiettivi.

Michele Roveredo, 52enne maratoneta che ha corso in giro per l'Italia nel corso degli anni per raccogliere fondi e combattere la Sla e regalare agli affetti dalla malattia la speranza, ha raccontato la sua esperienza: "Nel 2003, da quando a mia madre venne diagnosticata questa brutta patologia, ho deciso di correre per chi non può farlo e muovere le coscienze dei malati affinchè possano vivere con dignità. Ho voluto regalare una speranza nei loro cuori pieni di vita".

"Ho deciso di ideare questa corsa - prosegue Michele - per raccogliere fondi affinchè vengano approfondite le ricerche per trovare una cura a questa brutta malattia e per dare un esempio ai malati e ai familiari a non mollare mai".

Un'altra testimonianza non meno importante dell'incontro è stata quella della pattinatrice Michela Perin, che vanta un palmarès di tutto rispetto: nel 2007 medaglia d'oro nel quartetto vinta e succesivamente come gruppo nel 2011 e nel 2012, centrando un tris magico (italiano, europeo e mondiale).

La 32enne durante la sua carriera ha dovuto affrontare momenti critici in passato, avendo avuto a che fare con l'anoressia: "Nel 2003 ero arrivata a pesare 28 chili, ma grazie alla mia famiglia e alla mia voglia di guarire e alla forza di volontà sono riuscita a vincere la battaglia più grande".

"Lo sport mi ha fatto cadere e poi risalire, sono rinata, riuscendo a ottenere risultati e obiettivi incredibili - afferma Michela - Perchè per me pattinare è vita e lo sarà per sempre".

Questi interventi hanno sensibilizzato la comunità di Miane che esistono momenti in cui si può scegliere di mollare oppure no, non sono storie di sport ma storie di vita.

(Fonte: Luca Collatuzzo © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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