Pronti via, il commercio riparte. Oggi, lunedì 18 maggio 2020 è il “D-day” del ritorno alla normalità dopo il lungo stop imposto dall’emergenza sanitaria del Covid-19.

A Montebelluna sono diffusi l’entusiasmo e la voglia di ripartire da parte di esercenti e commercianti, molto più forti delle difficoltà incontrate nell’apprendere, in Zona Cesarini, le “regole d’ingaggio”. Fino all’ultimo sono rimasti con il fiato sospeso nella speranza di essere veramente pronti per ripartire per ciò che concerne l’adeguamento alle misure di prevenzione contro il rischio di nuovi contagi.

Abbiamo chiesto ai commercianti montebellunesi con quale spirito abbiano affrontato la riapertura e in che modo siano state accolte le normative che regolano il riavvio di molte attività commerciali.

Enrico Santinon (Caffè Garibaldi), presidente Associazione Mosaico

"Tutti i nostri soci hanno reagito in maniera propositiva alle normative imposte. Ci stiamo già attivando anche per riorganizzare i “Giovedì musicali”, adattandoli alle restrizioni che ci saranno e questo potrebbe essere un buon punto di ripartenza per tutte le attività di Montebelluna". 

Paolo Colognese (Colognese Abbigliamento)

"Ci siamo preparati alla riapertura con spirito combattivo e resiliente. Abbiamo approfittato di questo periodo di chiusura per effettuare una serie di lavori che probabilmente non sarebbe stato possibile fare durante il periodo d’apertura, dal rifacimento dei pavimenti alla ritinteggiatura dei locali, rendendo ancora più gradevole il nostro ambiente. In modo positivo abbiamo reagito a questo periodo, senza abbatterci. Anzi, vogliamo riaprire con ancora più determinazione di prima e crediamo che il mercato possa reagire bene a questo periodo di lockdown".

Celeste Tonon (Ristorante Da Celeste, Venegazzù)

"Ce la mettiamo tutta, anche se con il morale un po’ giù perché abbiamo avuto due mesi completamente vuoti. Non ci era mai capitato di trovarci totalmente senza lavoro. Abbiamo trascorso due settimane lavorando per asporto, sono passate molte persone tra sabato e domenica a prendere pasti da portar via, però non è senz’altro il nostro modo di lavorare questo. Le normative sono adeguate, i dipendenti possono finalmente venire a lavorare, dovremo osservare le misure di sicurezza. Rispetteremo tutte le regole e proviamo a vedere, da mercoledì, quando inizieremo ad aprire a mezzogiorno".

Francesca Battagello (Estetista We Well)

"Siamo felicissime di aver ripreso ovviamente, perché dopo diversi mesi di chiusura non vedevamo l’ora di riaprire. Le normative anti-contagio sono poco più di quello che facevamo già noi prima, a parte l’obbligo costante della mascherina, all’uso di guanti e mascherine eravamo già abituate. Sanificazione degli ambienti e pulizia sono tutte cose normalmente l’estetista utilizza perché abbiamo sempre a che fare con il rischio biologico".

Elena Pellizzari (Acconciature Affinity a Contea)

"Affrontiamo con grande voglia di riprendere il lavoro. Siamo stati un po’ in tensione per le normative arrivate all’ultimo momento. Ringrazio soprattutto il nostro presidente provinciale Gianantonio Papa che ci ha seguito in tutto questo percorso e ci ha dato informazioni precise sulle normative fino a ieri sera".

Cristian Fruscalzo (Caffè La Loggia)

"Ricominciamo agguerriti perché c’è bisogno di lavorare, di riprendere, di tornare alla vita. Ora tutti uniti noi commercianti ci daremo sostegno, una mano l’uno con l’altro per affrontare qualsiasi tipo di problema. Contiamo molto nell’aiuto di chi ci governa e soprattutto il primo periodo sia di guida da parte loro nel comportamento e nell’attuazione delle normative. Contiamo anche sulla collaborazione dei nostri clienti e di tutti i cittadini che siano ligi al rispetto del metro di distanza e mascherine sempre".


(Fonte: Flavio Giuliano © Qdpnews.it).
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