Il maestro di golf Marco Cervellini, di Treviso, insegna nei circoli Asolo Golf Club e Montebelluna Golf Club. L’abbiamo incontrato sul campo a 9+9 buche di Montebelluna dove ci ha svelato i segreti del gioco del golf.

Marco Cervellini ha iniziato a giocare a 7 anni e ha praticato questo sport, a grandi livelli agonistici, fino all’età di 27 anni. “Ora gioco e insegno - ci dice  -, non è facile. È necessario molto allenamento per praticare a grandi livelli e l’insegnamento non mi consente di conciliare le due cose”. 

Marco è comunque reduce da una gara Pro-Am (professionisti con amatori) che si è svolta la settimana scorsa ad Asolo, dove si è classificato al quarto posto.

Nel corso di un vero e proprio video-tutorial il maestro Cervellini ci mostra i colpi fondamentali del golf a partire dal “put”, il colpo che si effettua sul “green” per tentare di mandare la palla in buca.

Per arrivare sul green sono necessari altri due tipi di colpi: il “chip”, o colpo a correre, se si è in prossimità del green; oppure il “pitch”, o approccio alto, se si è a corta o media distanza.

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Capita tuttavia di finire nell’ostacolo di sabbia, che in gergo si chiama “bunker”. Come ci spiega Cervellini, l’uscita dal bunker è considerata il colpo più facile da eseguire nel golf, in realtà, per i principianti, è piuttosto difficile da apprendere. Questo è l’unico tiro, infatti, in cui non vi è un contatto diretto tra la mazza e la pallina.

Infine, uno dei tiri più complicati: il “drive”. Si tratta del primo tiro su buche di media o lunga distanza (par 4 o 5, dove i numeri rappresentano il numero di colpi necessari per chiudere la buca).

Come ci spiega il maestro, tutto sta nella posizione del corpo rispetto alla palla (come del resto in ogni tiro) e nella fluidità del movimento, il cosiddetto “swing”.

Non secondaria è la scelta della pallina per iniziare a giocare sul campo dopo aver imparato sul campo pratica e aver tirato un bel po’ di palline: “Molti principianti - spiega il maestro Marco Cervellini - quando iniziano a giocare in campo utilizzano palline da professionisti. È sbagliatissimo, queste sono studiate appositamente per giocatori di elevato livello. Il risultato, sui principianti, è di ottenere il risultato opposto, cioè minore distanza e scarsa precisione”.

 

(Fonte: Flavio Giuliano © Qdpnews.it).
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