È tornato dalla recente Barcolana di Trieste che si è svolta lo scorso 13 ottobre, con un prestigioso terzo posto di classe crociera. Carlo Naibo, imprenditore conosciuto di Farra di Soligo è ormai un veterano, ma con la sua Elca e una passione di famiglia per la vela da molto tempo ha conquistato negli anni molti premi prestigiosi.

Carlo Naibo, ci parli di Elca, che è sempre molto ammirata alle regate?

"Elca è una barca che fecero costruire i miei genitori nel 1993, su disegno del genio statunitense Doug Peterson, con lo scopo di usarla sia come barca da crociera per le vacanze, sia per avviare me e mia sorella al mondo delle regate offshore. Il nome Elca deriva proprio dalle prime due lettere dei nomi di mia sorella Elisa, e il mio. Mio padre al tempo decise di farla con scafo e albero giallo, cosa che provocò un enorme stupore da parte di tutti gli operatori del settore. Elca negli anni si è fatta notare, non soltanto per il colore, ma anche per i buoni risultati ottenuti nei campi di regata. Posso dire con fierezza che, attualmente Elca sta vivendo una seconda giovinezza, è tornata a splendere nelle prime posizioni dei campi di regata dell’Adriatico. Ovviamente il mezzo da solo non è sufficiente a raggiungere i risultati, e in questo il valore aggiunto è stato mettere insieme un gruppo di persone affiatate, che avessero il mio stesso obiettivo di riportare in auge quella che da tutti è definita una “signora del mare”.

Da chi è composto il suo equipaggio?

"Nel 2015, dopo la scomparsa di mio padre, decisi che dovevo fare qualcosa per mantenere vivo il suo ricordo, e decisi di costituire nel 2015 il “Sempre Avanti Sailing Team”, un gruppo di persone appassionate di vela, disposte a seguirmi in alcuni obiettivi velici di alto livello. Con un’imbarcazione molto competitiva, il Farr40, che ho chiamato Sempre Avanti, abbiamo partecipato ad un circuito di regate di livello tecnico molto elevato.  Poi ho deciso di sfruttare il bagaglio di esperienza maturato, e grazie anche all’aiuto di alcuni sponsor, ho rimesso in sesto Elca con delle nuovissime vele Orange Sails di Trieste, per partecipare alle regate più importanti dell’Alto Adriatico. Il mio equipaggio è composto da una ventina di persone, che ruotano in base alla disponibilità, ottimi velisti non professionisti, che hanno condiviso parte di questo percorso con me. Diciamo che il dialetto di bordo è il triestino, ma non ci sono solo triestini, ma anche veneziani, padovani, romagnoli e, ovviamente, trevigiani.

Siamo ormai all’epilogo, come è andata la stagione?

Alla grande. Diciamo che abbiamo centrato entrambi gli obiettivi stagionali, con il primo posto di categoria alla prestigiosa Grand Soleil Cup disputatasi a Portopiccolo (TS), contro barche molto più “giovani” di noi, e il terzo posto di classe crociera alla recente Barcolana di Trieste.

Ci parli della Barcolana

Per me e la mia famiglia è come il Natale, ovvero un appuntamento dell’anno immancabile. È una regata molto tecnica, in quanto è difficilissimo districarsi tra le oltre 2000 imbarcazioni che normalmente si iscrivono, e anche per le insidie tattiche che presenta sempre il Golfo di TriesteNormalmente il mio equipaggio è composto da circa 12 persone che conducono la barca, e alcuni ospiti o sponsor ai quali ho il piacere di far assaporare una giornata indimenticabile. Quest’anno però è stata un’edizione speciale, in quanto a bordo gli unici ospiti erano i bimbi miei e di mia sorella, i quali sono stati molto pazienti e concentrati nonostante la mancanza di vento. Ma grazie anche alle scelte del nostro tattico triestino Marco Augelli, siamo riusciti a mantenerci sempre nelle posizioni di testa, giungendo all’arrivo in 85esima posizione assoluta, e terzi della classe zero crociera. Dunque un risultato all’apparenza peggiore del 61esimo dello scorso anno, ma che ha invece un valore molto più grande, sia per il podio conquistato, sia per il fatto di aver regatato in famiglia.

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C'è un aneddoto legato alle tante Barcolane da lei disputate

Visto che la Barcolana si disputa ogni anno la seconda domenica di ottobre, in concomitanza con lo spiedo gigante di Pieve di Soligo. Mio padre istituì una quindicina di anni fa la “Speo’s Cup”, come sfida nella sfida in Barcolana tra due barche del Quartier del Piave: Elca e Vanish dell’amico Alvise Zanetti. In palio c’era uno spiedo pagato dal perdente per i due equipaggi, al tempo cucinato dal maestro dello spiedo gigante, il compianto Ezio Antoniazzi. La sfida era un po' impari, in quanto essendo Vanish più grande di Elca, finivamo sempre per dover pagare noi. Ma quest’anno, Vanish ha chiuso in 157esima posizione, pertanto dovrò sentire l’amico Zanetti per rilanciare la sfida.

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto:
 Carlo Naibo).
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