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Albino Bertazzon, 43 anni di onorata carriera di giudice di arrivo, dice stop: "Ma sarò ancora operativo"

Albino Bertazzon non ha bisogno di presentazioni. A Pieve di Soligo è noto a tutti, come in tutto l'italico stivale lui dove è conosciuto come bella persona, alpino e per 43 anni giudice di arrivo di ciclismo. 

Una carriera in quest'ultima attività che prima del ritiro lo ha portato a ritirare il prestigioso premio "Rotonda di Badoere" qualche settimana fa.

Il riconoscimento, che può vantare un albo d'oro davvero invidiabile (comprendente, tra gli altri, i compianti Alfredo Martini e Franco Ballerini), e destinato a quanti nei vari settori e a 360 gradi si adoperano per la promozione dello sport del pedale e la crescita dei futuri campioni.

Bertazzon, 70 anni tondi,  è stato il primo giudice di arrivo ad essere insignito del famoso riconoscimento consegnato dall'organizzazione composta dal Comune di Morgano, il gruppo sportivo Badoere e dall'Unione cicloturistica Montebelluna, alla presenza del Presidente nazionale della federazione ciclismo Renato di Rocco. 

Del resto è una carriera davvero rilevante la sua: tre giri d'Italia, cinque Tirreno -Adriatico, cinque Giri d'Italia donne, due Milano-Sanremo, cinque giri di Lombardia, tre "sei gironi di MIlano" per citare le più importanti, e centinaia di corse minori su strada, pista, ciclocross, giovanili, amatori, professionistiche, dilettanti.



Albino deve questa sua passione per il ciclismo anche alla moglie Daniela, conosciuta ad una gara e anche lei giudice: "Il mio lavoro era di autista di mezzi pubblici. Mi ricordo che, quando i ciclisti mi vedevano alla guida della corriera, mi salutavano e io rispondevo con un colpo di clacson...bei tempi".

Adesso Bertazzon, capogruppo alpini di Pieve di Soligo, certo non andrà in "pensione". Ufficialmente il suo ultimo, si fa per dire, impegno è stato alla Coppa Inverno di Biassono, dopo 43 anni di onorato servizio, dove ha vissuto la sua ultima corsa da Giudice di Gara.

Il 15 dicembre sarà a Vittorio Veneto in occasione dell'internazionale di Cross.

"Mi hanno già chiamato anche per propormi di essere operativo ancora per un po' nell'ambito del ciclismo. Intanto mi godo il Natale e le Festività insieme alla famiglia e ai "miei" alpini. Stiamo contribuendo anche quest'anno a rendere la nostra città ancora più bella. Mi permetto di allargare a tutti i lettori di Qdpnews.it i miei personalissimi auguri di Buone Feste".

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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Pieve di Soligo, Marco Pavan si è laureato vice campione europeo di footgolf a Faro in Portogallo

Lo avevamo lasciato nel 2018 fresco campione italiano di footgolf, ma per lui il 2019 è stato altrettanto ricco di soddisfazioni e successi. Stiamo parlando del 35enne pievigino Marco Pavan soprannominato "Pavone", che domenica scorsa 17 novembre si è laureato vice campione europeo di footgolf.

Dopo essere diventato campione italiano nel 2018, ho deciso di intraprendere nuove strade, nuove avventure, di giocare con più costanza fuori dai confini italiani e di confrontarmi con i migliori giocatori del mondo-esordisce Marco Pavan che poi prosegue - così ho deciso di cimentarmi nell’ European FootGolf Grand Slam 2019 (un circuito di 7 tappe in giro per l' Europa)”.

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Una avventura che Marco ha concluso con una prestazione suntuosa lo scorso week-end del 16e17 novembre a Faro in Portogallo, prestazione che gli è valsa il secondo posto della classifica generale europea 2019, dietro soltanto all’ inglese numero uno del ranking mondiale Benjamin Clarke.

Ricordiamo che il footgolf è una giovanissima disciplina sportiva che per essere praticata necessita di un campo da golf, di un pallone da calcio, di concentrazione e di "piedi buoni", doti che Pavan ha affinato grazie ad un passato da calciatore nei campionati dilettantistici del trevigiano.

Progetti per il 2020? Marco non si nasconde “ll sogno è la qualificazione per la terza volta al mondiale. Dopo Argentina 2016 e Marocco 2018, mi piacerebbe gareggiare l’edizione del 2020 che si svolgerà dal 25 settembre al 4 ottobre in Giappone, ma servono dei requisiti che spero di ottenere”.

In effetti il regolamento prevede che i primi 50 del World Ranking abbiano diritto all’ accesso, ma per Marco non dovrebbe essere un problema visto che attualmente è piazzato al 26esimo posto di questa prestigiosa classifica.

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Foto: Per gentile concessione di Parco Pavan).
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Farra di Soligo, la seconda giovinezza di Elca, podio alla Barcolana nella categoria Crociera, intervista a Carlo Naibo

È tornato dalla recente Barcolana di Trieste che si è svolta lo scorso 13 ottobre, con un prestigioso terzo posto di classe crociera. Carlo Naibo, imprenditore conosciuto di Farra di Soligo è ormai un veterano, ma con la sua Elca e una passione di famiglia per la vela da molto tempo ha conquistato negli anni molti premi prestigiosi.

Carlo Naibo, ci parli di Elca, che è sempre molto ammirata alle regate?

"Elca è una barca che fecero costruire i miei genitori nel 1993, su disegno del genio statunitense Doug Peterson, con lo scopo di usarla sia come barca da crociera per le vacanze, sia per avviare me e mia sorella al mondo delle regate offshore. Il nome Elca deriva proprio dalle prime due lettere dei nomi di mia sorella Elisa, e il mio. Mio padre al tempo decise di farla con scafo e albero giallo, cosa che provocò un enorme stupore da parte di tutti gli operatori del settore. Elca negli anni si è fatta notare, non soltanto per il colore, ma anche per i buoni risultati ottenuti nei campi di regata. Posso dire con fierezza che, attualmente Elca sta vivendo una seconda giovinezza, è tornata a splendere nelle prime posizioni dei campi di regata dell’Adriatico. Ovviamente il mezzo da solo non è sufficiente a raggiungere i risultati, e in questo il valore aggiunto è stato mettere insieme un gruppo di persone affiatate, che avessero il mio stesso obiettivo di riportare in auge quella che da tutti è definita una “signora del mare”.

Da chi è composto il suo equipaggio?

"Nel 2015, dopo la scomparsa di mio padre, decisi che dovevo fare qualcosa per mantenere vivo il suo ricordo, e decisi di costituire nel 2015 il “Sempre Avanti Sailing Team”, un gruppo di persone appassionate di vela, disposte a seguirmi in alcuni obiettivi velici di alto livello. Con un’imbarcazione molto competitiva, il Farr40, che ho chiamato Sempre Avanti, abbiamo partecipato ad un circuito di regate di livello tecnico molto elevato.  Poi ho deciso di sfruttare il bagaglio di esperienza maturato, e grazie anche all’aiuto di alcuni sponsor, ho rimesso in sesto Elca con delle nuovissime vele Orange Sails di Trieste, per partecipare alle regate più importanti dell’Alto Adriatico. Il mio equipaggio è composto da una ventina di persone, che ruotano in base alla disponibilità, ottimi velisti non professionisti, che hanno condiviso parte di questo percorso con me. Diciamo che il dialetto di bordo è il triestino, ma non ci sono solo triestini, ma anche veneziani, padovani, romagnoli e, ovviamente, trevigiani.

Siamo ormai all’epilogo, come è andata la stagione?

Alla grande. Diciamo che abbiamo centrato entrambi gli obiettivi stagionali, con il primo posto di categoria alla prestigiosa Grand Soleil Cup disputatasi a Portopiccolo (TS), contro barche molto più “giovani” di noi, e il terzo posto di classe crociera alla recente Barcolana di Trieste.

Ci parli della Barcolana

Per me e la mia famiglia è come il Natale, ovvero un appuntamento dell’anno immancabile. È una regata molto tecnica, in quanto è difficilissimo districarsi tra le oltre 2000 imbarcazioni che normalmente si iscrivono, e anche per le insidie tattiche che presenta sempre il Golfo di TriesteNormalmente il mio equipaggio è composto da circa 12 persone che conducono la barca, e alcuni ospiti o sponsor ai quali ho il piacere di far assaporare una giornata indimenticabile. Quest’anno però è stata un’edizione speciale, in quanto a bordo gli unici ospiti erano i bimbi miei e di mia sorella, i quali sono stati molto pazienti e concentrati nonostante la mancanza di vento. Ma grazie anche alle scelte del nostro tattico triestino Marco Augelli, siamo riusciti a mantenerci sempre nelle posizioni di testa, giungendo all’arrivo in 85esima posizione assoluta, e terzi della classe zero crociera. Dunque un risultato all’apparenza peggiore del 61esimo dello scorso anno, ma che ha invece un valore molto più grande, sia per il podio conquistato, sia per il fatto di aver regatato in famiglia.

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C'è un aneddoto legato alle tante Barcolane da lei disputate

Visto che la Barcolana si disputa ogni anno la seconda domenica di ottobre, in concomitanza con lo spiedo gigante di Pieve di Soligo. Mio padre istituì una quindicina di anni fa la “Speo’s Cup”, come sfida nella sfida in Barcolana tra due barche del Quartier del Piave: Elca e Vanish dell’amico Alvise Zanetti. In palio c’era uno spiedo pagato dal perdente per i due equipaggi, al tempo cucinato dal maestro dello spiedo gigante, il compianto Ezio Antoniazzi. La sfida era un po' impari, in quanto essendo Vanish più grande di Elca, finivamo sempre per dover pagare noi. Ma quest’anno, Vanish ha chiuso in 157esima posizione, pertanto dovrò sentire l’amico Zanetti per rilanciare la sfida.

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto:
 Carlo Naibo).
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Pieve di Soligo, buoni risultati per la “Wushuschool” al Campionato nazionale Asi di Monza

Ci sono sport poco conosciuti ma per questo non meno importanti, soprattutto nell’ottica della crescita equilibrata dei nostri giovani, come quello proposto dalla “Wushuschool” di Pieve di Soligo.

Il wushu, un’arte marziale cinese comprendente discipline che prevedono combattimenti a mani nude ed esercizi con armi, ha regalato alla comunità di Pieve di Soligo delle grandi soddisfazioni nella gara, che si è disputata a Monza la scorsa domenica 10 novembre 2019, in occasione del Campionato nazionale Asi (Associazioni Sportive e Sociali Italiane).

L’atleta Estelle Gallon si è classificata seconda per la forma “chanquan-mani nude”, per gli 11/14 anni, arrivando anche terza per la forma “gun shu-bastone”, sempre 11/14 anni.

FOTO ASI 2

L’atleta Giorgia Gobbo, invece, è salita sulla vetta del podio classificandosi prima per la forma “dao shu-sciabola” per la categoria sopra i 14 anni.

“La gara - ha raccontato il maestro Domenico Gosetto - era valevole come Campionato nazionale dell’Ente di promozione Asi e sono state davvero numerose le scuole presenti all’evento, valorizzato dall’esibizione dell’atleta azzurro Dario Stelluti, reduce dai mondiali disputati a Shanghai, in Cina, dal 19 al 23 Ottobre 2019”.

“La prossima gara in programma - prosegue il maestro Gosetto - è il Campionato nazionale degli Enti di promozione, patrocinato dalla Federazione Fiwuk. In passato abbiamo presentando ai media locali la nostra scuola, fornendo delucidazioni su cosa sia il wushu".

FOTO ASI 3

"Il presidente della nostra scuola - conclude Gosetto - è il maestro Roberto Fontana e la nostra scuola pratica arti marziali in questo territorio dal 2006. Colgo l’occasione per anticipare lo stage di Pemcak Silat (difesa personale malese) che faremo il 16 e 17 del mese corrente”.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Wushuschool - Pieve di Soligo).
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Grande successo per la nona edizione del Trail del Prosecco Superiore: un migliaio i partecipanti lungo i tre percorsi

Tre percorsi di 19, 13 e 9 chilometri in uno scenario da favola tra le colline Patrimonio Unesco, rese ancor più belle da un accenno di colori d’autunno, in una giornata mite di sole, non poteva che essere un gran successo. E così è stato.

Sono stati un migliaio i partecipanti alla nona edizione del Trail del Prosecco Superiore, che è partito e arrivato ieri domenica 13 ottobre nel centro di Pieve di Soligo. Tra i 250 iscritti che hanno preso parte al Trail sul selettivo percorso di 19 km, con tanto di chip sul pettorale, c’erano atleti di punta della specialità.

A testimoniarlo l’ordine di arrivo, che ha visto trionfare Alessio Camilli, che ha preceduto Lucio Fregona e Tommaso Tessaro.

Tra le donne ha prevalso Monica Casol, su Irene Frizzo e Elisabetta Menegato. Grande la soddisfazione di Dario Stella presidente dell’associazione sportiva “Tam Tam”, che con l’ausilio di un centinaio di volontari ha allestito tre percorsi impegnativi e molto suggestivi.

La 19 chilometri in particolare ha toccato luoghi simbolo del paesaggio patrimonio Unesco, come il San Gallo e il Collagù. Ma c’è anche un risvolto sociale. In ossequio ad una tradizione ormai consolidata, anche quest’anno “Tam Tam” devolverà parte del ricavato in beneficenza.

Da sottolineare anche lo straordinario impegno dei volontari Esam presenti con tanto di automedica con autista e con il dottor Francesco Ciofalo, con un’ambulanza, con un punto di primo soccorso, con un punto di coordinamento radio, con un defibrillatore e un ponte radio sul San Gallo per la copertura della manifestazione.

Uno stuolo prezioso di volontari che hanno reso ancor più sicura la competizione anche grazie ad una squadra a piedi che ha presidiato il percorso.

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Foto: Tam Tam Trail Alta Marca).
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