Andrea Vendrame (nella foto), un moderno Joker con la testa sulle spalle. Dopo il primo impatto esile e quasi timido, diventa energia e passione che travolge chi lo ascolta già dal primo sorriso, dalla prima parola. Ciclista classe 1994 di Santa Lucia di Piave, professionista dal 2017.

Solo tre anni di professionismo quindi, prima in Androni ora nella francese AG2R La Mondiale, ma ha già iniziato a lasciare l’impronta della sua personalità nelle gare ciclistiche internazionali.

Intelligente, perspicace e lucido nel disquisire del suo lavoro, così come in sella alla bicicletta, ha dimostrato di essere svelto, attento, sempre concentrato e adatto a diverse situazioni di corsa, capace di affrontarle con determinazione, preparazione, acutezza, passione e quell'energia che lo porta a non mollare mai fino alla linea del traguardo, che è caratteristica di pochi.

È corridore da classiche ma riesce a leggere bene l'evolversi delle situazioni e ad affrontare molti tipi di gara.

Andrea Vendrame per i tifosi è affidabile, ti aspetti sempre che darà il massimo nella gara che sta sostenendo, come Joker usa tutta la tavolozza delle sfumature dei colori nelle sue pedalate. Imprevedibile e instancabile, è anche rapido e concentrato e se è in zona traguardo possiamo essere certi che non mollerà fino alla fine e tirerà fuori una nuova meravigliosa sfumatura nella sua pedalata.

Credo che sia rimasta impressa nella mente di tutti la gamma cromatica e passionale che ci ha regalato in quella memorabile 19 tappa del Giro d’Italia del 2019 sulla serpentina del San Boldo con l’abbraccio di due ali di folla incitanti, testimonianza di un ciclismo che, forse, non vedremo mai più.

Raccontaci il tuo 2020.

Un anno, il 2020, iniziato bene a gennaio con il Giro d’Australia ma poi a febbraio il lockdown ha cambiato tutto, ha scardinato certezze, ha cancellato gare storiche, ha messo in discussione scadenze, contratti. La ripresa nelle classica toscana delle Strade Bianche è stata dura per molti motivi ma sono soddisfatto del 20° posto. Con l’11° alla Milano-Sanremo, che è la gara dei miei sogni, ho capito che ci posso arrivare. Poi il 4° posto al Campionato Italiano di Ciclismo, dove davvero non potevo fare più di così, ho dato tutto quello che avevo. Speravo in un arrivo verso Bassano ma Cittadella era troppo avanti per me; Nizzolo, Ballerini e Colbrelli sono stati più veloci. Sono contento perché ho giocato tutte le mie carte comunque ottenendo un ottimo piazzamento.

La sicurezza è un argomento che ti sta a cuore e anche molto attuale visti gli episodi accorsi in queste prime gare. Cosa ne pensi?

Sono stati mesi complessi per tutti e anche per noi ciclisti. La sicurezza sulle strade è diventato un tema molto attuale e sentito perché ci sono sempre più difficoltà tra i corridori, dato che molti sono in scadenza e devono cercare un risultato a tutti i costi per mettersi in evidenza, tutto ciò porta a correre con molto più nervosismo, la velocità aumenta ed è più facile cadere. C’è, poi, sempre meno coscienza in gruppo e si rischia il tutto per tutto per mettersi in luce. Il Governo dell’Uci avrebbe, secondo me, dovuto dare la regola di prolungare i contratti di chi era in scadenza, visto il lockdown per la pandemia, ciò avrebbe garantito più serenità agli atleti. Purtroppo a volte corriamo allo sbando su strade impraticabili e questo ci mette spesso a rischio.

La prossima occasione in cui si potrà tifare per Andrea Vendrame sarà alla Tirreno - Adriatico, che inizia il 7 settembre, e a questo strano Giro d’Italia nel quale auguriamo una vittoria di tappa e di continuare ad essere, comunque, sempre lì davanti con i migliori.


(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
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