Diego Pol, (nella foto) 47enne di Corbanese, Tarzo, ex arbitro di Serie A di volley con alle spalle 25 anni di carriera ai massimi livelli e fischietto internazionale dal 2011, si è tuffato da qualche anno nel mondo imprenditoriale dando vita a un'idea che, in un momento duro come questo, potrà aiutare molte persone ad affrontare e a convivere con il Coronavirus nella quotidianità.

Dopo giorni di lavoro intenso per sviluppare il suo pensiero, Diego, in collaborazione con Andrea Minozzi, amico imprenditore, è riuscito a realizzare Thermo Access, un dispositivo che potrebbe facilitare la gente durante la "fase due".

Si tratta di un sistema di rilevazione della temperatura corporea con precisione medicale, ideato a totem integrato e preconfigurato, studiato per la misurazione non solo nell’individuo adulto, ma anche nel bambino e nella persona disabile in carrozzina e pronto all’utilizzo in pochi minuti e senza l’ausilio di alcun tecnico per l’installazione, il tutto nel totale rispetto della privacy dell’utente.

Come è nata l'idea?

"Facciamo un passo indietro. Nel 2014 ho vissuto in prima persona il lockdown avvenuto in Liberia ai tempi dell'Ebola, la situazione era molto analoga a questa. All'epoca avevo analizzato l'andamento e la febbre, così come il coronavirus, era uno dei tanti indicatori in cui si poteva avere uno "start" del contagio e anche in quell'occasione c'era la paura del "nemico invisibile" e ho studiato da vicino come si muovevano i medici. Durante questa quarantena ho rispolverato quegli appunti, spiegando al mio collega Minozzi alcune mie idee e da lì a poco è cominciata tutta la fase di sviluppo dell'elaborazione e della costruzione del Thermo Access".

Come funziona?

"Il dispositivo è dotato di un preciso sensore termico, capace di rilevare istantaneamente la temperatura corporea dell’utente. Thermo Access è intuitivo e di semplice funzionamento: il viso dell’utente viene inquadrato dalla telecamera e visualizzato nel display, in cui verrà segnalato il corretto posizionamento con un riquadro verde o, se inesatto, rosso. Configurato secondo il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020” e le successive integrazioni, con un set point di 37,5 gradi (impostabile), il display visualizzerà, al termine dell’operazione, la possibilità di entrare o meno all’interno dei locali. Il tempo necessario al rilevamento della temperatura è di cinque secondi".

"E' uno strumento con tecnologia plug and play, disponibile in quattro diverse versioni per rispondere a qualsiasi esigenza, sia di maggior controllo, sia di limitato spazio per il suo posizionamento. Oltre alla funzione di rilevazione della temperatura corporea, è integrabile con un sistema di regolazione di contapersone (per la gestione ad esempio di porte con apertura automatica, tornelli, porte rotanti), un dispositivo di distribuzione di gel igienizzante, un apparato per la registrazione e gestione dei dati raccolti. In base alla programmazione, le immagini possono essere conservate o distrutte. Inoltre, l’assistenza o l’eventuale manutenzione di Thermo Access è possibile grazie al supporto da remoto, tramite accesso web riservato".

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Lo strumento, oltre al mondo del lavoro e della quotidianità, può essere utile anche nello sport in generale?

"Certamente sarà utile sia agli atleti che allo staff dirigenziale. Siamo convinti che possa essere un dispositivo che può aiutare la ripresa dello sport in generale, garantendo un segnale di sicurezza. Sarà adattabile negli stadi, nei palazzetti, nelle palestre e in altri luoghi chiusi in cui vengono effettuate le attività sportive qualora si dovesse riprendere il tutto. Ma anche una rassicurazione per i tifosi, se più avanti si dovessero riprendere le manifestazioni sportive, in cui chi entra in un ambiente ed è stato sottoposto al controllo poi può sentirsi tranquillo".

Come vedi una ripartenza dello sport in questo momento?

"Seguendo molto la pallavolo da ex arbitro e da amante dello sport in generale, penso che quest'ultimo sia uno degli elementi che nella storia ha sempre aiutato a ripartire dopo un momento difficile. In un modo o nell'altro, nel rispetto delle regole ovviamente, lo sport sarà fondamentale per uscire da una situazione difficile. Avrà l'obbligo di aiutare la gente ad uscire dai momenti bui, magari ne uscirà un po' ridimensionato (forse anche a livello economico) ma, storicamente, è sempre riuscito a far rialzare le persone ed è stato uno dei pilastri della ripartenza".


(Fonte: Luca Collatuzzo © Qdpnews.it).
(Foto: per gentile concessione di Diego Pol).
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