L'ex fischietto di serie A Diego Pol è arbitro benemerito, la nomina dal consiglio federale della Fipav

L'ex arbitro di Serie A di volley Diego Pol (nella foto durante un match) con alle spalle 25 anni di carriera ai massimi livelli e fischietto internazionale dal 2011, il primo in Veneto, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento: il 47enne di Corbanese, Tarzo, ha ricevuto dal Consiglio Federale della Fipav la nomina a arbitro benemerito.

Uno speciale riconoscimento che va a chi abbia svolto attività meritoria per almeno venti stagioni agonistiche, delle quali come arbitro delle categorie nazionali. "Sono rimasto molto sorpreso per questo riconoscimento e ovviamente onorato - spiega Diego - La pallavolo mi ha dato moltissimo e mi emoziona il fatto che il mio contributo sia stato importante nel corso della mia carriera".

Nel curriculum di Diego figurano numerosi momenti importanti: ha arbitrato match molto importanti tra cui: finali scudetto, Coppa e Europeo Juniores.

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Una carriera interrotta per ragioni di lavoro per dedicarsi di più alla famiglia, Diego si è tuffato da qualche anno nel mondo imprenditoriale dando vita a un'idea che, in un momento duro come questo, ha contribuito ad aiutare molte persone ad affrontare e a convivere con il Coronavirus nella quotidianità sviluppando in collaborazione con Andrea Minozzi, amico imprenditore, Thermo Access, un dispositivo che ha facilitato la gente nella "fase due" del Covid.

Diego, in merito al riconoscimento, ha voluto ringraziare numerosi persone importanti durante i suoi momenti dedicati al volley e cita per primo chi lo ha fatto diventare arbitro, quando era ancora un’adolescente, Guido Recchia, e poi Sergio Dal Cin, Raffaele Sassone, Umberto Zanussi, tutti nomi importanti nella storia passata e presente del comparto arbitrale italiano in cui Treviso si è sempre distinta per professionalità e capacità.


(Fonte: Luca Collatuzzo © Qdpnews.it).
(Foto: per gentile concessione di Diego Pol).
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Dal mondo del volley all'idea di un "termoscanner" anti-Covid: l'invenzione dell'ex arbitro di Serie A Diego Pol

Diego Pol, (nella foto) 47enne di Corbanese, Tarzo, ex arbitro di Serie A di volley con alle spalle 25 anni di carriera ai massimi livelli e fischietto internazionale dal 2011, si è tuffato da qualche anno nel mondo imprenditoriale dando vita a un'idea che, in un momento duro come questo, potrà aiutare molte persone ad affrontare e a convivere con il Coronavirus nella quotidianità.

Dopo giorni di lavoro intenso per sviluppare il suo pensiero, Diego, in collaborazione con Andrea Minozzi, amico imprenditore, è riuscito a realizzare Thermo Access, un dispositivo che potrebbe facilitare la gente durante la "fase due".

Si tratta di un sistema di rilevazione della temperatura corporea con precisione medicale, ideato a totem integrato e preconfigurato, studiato per la misurazione non solo nell’individuo adulto, ma anche nel bambino e nella persona disabile in carrozzina e pronto all’utilizzo in pochi minuti e senza l’ausilio di alcun tecnico per l’installazione, il tutto nel totale rispetto della privacy dell’utente.

Come è nata l'idea?

"Facciamo un passo indietro. Nel 2014 ho vissuto in prima persona il lockdown avvenuto in Liberia ai tempi dell'Ebola, la situazione era molto analoga a questa. All'epoca avevo analizzato l'andamento e la febbre, così come il coronavirus, era uno dei tanti indicatori in cui si poteva avere uno "start" del contagio e anche in quell'occasione c'era la paura del "nemico invisibile" e ho studiato da vicino come si muovevano i medici. Durante questa quarantena ho rispolverato quegli appunti, spiegando al mio collega Minozzi alcune mie idee e da lì a poco è cominciata tutta la fase di sviluppo dell'elaborazione e della costruzione del Thermo Access".

Come funziona?

"Il dispositivo è dotato di un preciso sensore termico, capace di rilevare istantaneamente la temperatura corporea dell’utente. Thermo Access è intuitivo e di semplice funzionamento: il viso dell’utente viene inquadrato dalla telecamera e visualizzato nel display, in cui verrà segnalato il corretto posizionamento con un riquadro verde o, se inesatto, rosso. Configurato secondo il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020” e le successive integrazioni, con un set point di 37,5 gradi (impostabile), il display visualizzerà, al termine dell’operazione, la possibilità di entrare o meno all’interno dei locali. Il tempo necessario al rilevamento della temperatura è di cinque secondi".

"E' uno strumento con tecnologia plug and play, disponibile in quattro diverse versioni per rispondere a qualsiasi esigenza, sia di maggior controllo, sia di limitato spazio per il suo posizionamento. Oltre alla funzione di rilevazione della temperatura corporea, è integrabile con un sistema di regolazione di contapersone (per la gestione ad esempio di porte con apertura automatica, tornelli, porte rotanti), un dispositivo di distribuzione di gel igienizzante, un apparato per la registrazione e gestione dei dati raccolti. In base alla programmazione, le immagini possono essere conservate o distrutte. Inoltre, l’assistenza o l’eventuale manutenzione di Thermo Access è possibile grazie al supporto da remoto, tramite accesso web riservato".

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Lo strumento, oltre al mondo del lavoro e della quotidianità, può essere utile anche nello sport in generale?

"Certamente sarà utile sia agli atleti che allo staff dirigenziale. Siamo convinti che possa essere un dispositivo che può aiutare la ripresa dello sport in generale, garantendo un segnale di sicurezza. Sarà adattabile negli stadi, nei palazzetti, nelle palestre e in altri luoghi chiusi in cui vengono effettuate le attività sportive qualora si dovesse riprendere il tutto. Ma anche una rassicurazione per i tifosi, se più avanti si dovessero riprendere le manifestazioni sportive, in cui chi entra in un ambiente ed è stato sottoposto al controllo poi può sentirsi tranquillo".

Come vedi una ripartenza dello sport in questo momento?

"Seguendo molto la pallavolo da ex arbitro e da amante dello sport in generale, penso che quest'ultimo sia uno degli elementi che nella storia ha sempre aiutato a ripartire dopo un momento difficile. In un modo o nell'altro, nel rispetto delle regole ovviamente, lo sport sarà fondamentale per uscire da una situazione difficile. Avrà l'obbligo di aiutare la gente ad uscire dai momenti bui, magari ne uscirà un po' ridimensionato (forse anche a livello economico) ma, storicamente, è sempre riuscito a far rialzare le persone ed è stato uno dei pilastri della ripartenza".


(Fonte: Luca Collatuzzo © Qdpnews.it).
(Foto: per gentile concessione di Diego Pol).
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A Tarzo la festa provinciale e le premiazioni per una stagione da record dell'atletica trevigiana

L’atletica trevigiana corre, eccome se corre. Lo dicono i numeri: oltre 4800 atleti e 46 società per la provincia con più tesserati del Veneto. E lo racconta l’entusiasmo che, all’auditorium della Banca Prealpi, a Tarzo ha accompagnato la tradizionale festa provinciale di fine anno.

“Il movimento è compatto, bisogna proseguire sulla strada delle alleanze e collaborazioni che società come Trevisatletica e il Team Treviso stanno percorrendo con successo - ha commentato il presidente del Comitato provinciale della Fidal, Oddone Tubia - Quest’anno abbiamo organizzato cinque raduni provinciali che hanno coinvolto quasi 400 giovani".

"Siamo avviati a chiudere il quadriennio olimpico con nove nuove piste, un risultato impensabile sino a poche stagioni fa. Segno che l’atletica rappresenta una realtà credibile, sulla quale vale la pena di investire. Non è tutto facile ma mi attribuisco il merito della perseveranza: a Roncade, dove adesso c’è un impianto gioiello, abbiamo dovuto lavorare per sette anni e con due diverse amministrazione comunali per arrivare al traguardo”, ha concluso Tubia.

Tra i premiati con una menzione speciale c’era anche il presidente di Trevisatletica, Rolando Zuccon, che lo scorso settembre in campo a San Lazzaro, con un provvidenziale intervento, ha salvato la vita ad un giovane atleta vittima di un arresto cardiaco

In un auditorium stracolmo hanno fatto passerella circa 150 atleti al limite dei 17 anni, i protagonisti di una stagione ancora una volta da incorniciare.

Applausi doppi per il mezzofondista opitergino Nicolò Bedini, incoronato atleta dell’anno grazie ai due titoli italiani di categoria vinti tra cross e pista. Con lui, il suo allenatore, Giorgio Bolzan, proclamato Tecnico dell’anno.

Premi speciali anche per il presidente dell’Atletica Montebelluna, Augusto Pellizzari (dirigente dell’anno), per i giudici di gara Giuseppe Bosco e Antimo D’Aponte, per il sindaco di Roncade Pieranna Zottarelli (rappresentata dall’assessore allo sport Loredana Crosato), per l’organizzatore Piero Martin, che nel 2020 festeggerà, insieme alla Nuova Atletica Tre Comuni, il 25esimo anniversario della corsa di Oderzo del 1° maggio.

L’ostacolista Elena Marini e il mezzofondista Riccardo Tamassia sono stati premiati per aver indossato la maglia azzurra (assente giustificato il giavellottista Mauro Fraresso). Ricordati anche i titoli italiani vinti, oltre che dal già citato Bedini, da Sofia Tonon, Giovanni Lazzaro e Loris Tonella.

Riconoscimento alla carriera per Zeno Zorzi, anima dell’Atletica Villorba, e premio fair play a Vittorio Atletica,
che la scorsa estate, in un raduno a Piancavallo, ha stretto un simpatico rapporto d’amicizia con l’associazione Rosa Blu di San Stino di Livenza, da 35 anni impegnata nell’assistenza a ragazzi disabili.

(Fonte e foto: Comitato Provinciale Fidal di Treviso).
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Il racconto di Llullaku sul calcio in Bielorussia, unico campionato in cui si gioca: "Non si rendono conto dei rischi"

"Qui in Bielorussia non si rendono conto della gravità della situazione" - così ha affermato Azdren Llullaku, 32enne attaccante albanese dello Shakhter Soligorsk, cresciuto calcisticamente a Tarzo, a Gianlucadimarzio.com (qui l'intervista completa).

La punta ha raccontato il suo momento difficile in Bielorussia, dove il campionato di massima serie si gioca tranquillamente (l'unico in Europa) nonostante la pandemia di Coronavirus in corso a livello mondiale, esponendosi dunque a rischi di contagio.

La storia di Azdren è particolare, scappato dalla guerra in Kosovo, ha trovato pace a Tarzo, dove ha cominciato a muovere i primi passi da calciatore.

"La mia prima vera squadra sono stati gli Esordienti del Vallata 1999, quando avevo 13 anni" - rivelò tempo fà nello stesso sito dedicato al calciomercato.

Il suo talento lo ha portato in breve tempo a guadagnarsi il salto di categoria, vestendo in giro per l'Italia le maglie di Conegliano, Sacilese, Sudtirol, Domegliara e Tamai, per poi sfondare all'estero con le maglie dei romeni del Gaz Metan e dell'Astra Giurgiu, dopo un po' di girovagare tra Kazakistan (Astana e Tobol) e una breve parentesi all'Entella in serie B prima appunto di approdare a Soligorsk, Bielorussia.

“Giovedì c’è stata la prima giornata, ma in precedenza avevamo già fatto due gare di coppa contro la stessa squadra. C’è stata una riunione martedì per decidere se fermare il campionato o meno. Alla fine si è scelto di continuare e siamo stati solo avvisati. Ci hanno detto che saremmo scesi in campo il 19. A preoccuparmi è soprattutto la presenza del pubblico. Qui c’è una mentalità diversa” - ha dichiarato Azdren.

La preoccupazione è evidente, ciononostante le circa centomila persone contagiate in giro per l'Europa e con oltre diecimila vittime il campionato bielorusso va avanti; in uno stato ormai celebre per le oppressioni a diritti civili e libertà di stampa del presidente Aleksandr Lukashenko, di fatto soprannominato "l'ultimo dittatore europeo".

"Consiglio ai bielorussi di fare la sauna, bere tanta vodka e lavorare molto per uccidere il virus nei vostri organismi" - aveva dichiarato il presidente in risposta alla domanda su eventuali preoccupazioni riguardo il covid-19 nel paese.

“Io cerco di fare attenzione. - continua Llullaku -  Mi alleno, gioco e poi mi rinchiudo a casa. Esco solo a fare la spesa. Ma qui non c’è nessuna preoccupazione: le scuole sono aperte, i centri commerciali e le palestre anche. La gente va in giro tutto il giorno senza nessun timore, è tutto nella norma. L’unica raccomandazione che viene fatta è di lavarsi le mani”.

A fine intervista l'attaccante ha voluto dedicare il suo ultimo pensiero: “Dico al popolo italiano, così buono, di stringere i denti. Andrà tutto bene”.

(Fonte: Luca Collatuzzo © Qdpnews.it).
(Foto: Shakhtyor Solihorsk - Instagram).
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Domenica a Tarzo la festa dell’atletica trevigiana: Nicolò Bedini è premiato atleta dell’anno

Di corsa verso la gloria: il mezzofondista Nicolò Bedini, 17 anni appena compiuti, di Oderzo, tesserato per l’Atletica San Biagio, è l’atleta trevigiano dell’anno.

Due volte campione italiano allievi, verrà incoronato domenica 15 dicembre a Tarzo, nella tradizionale Festa dell’atletica provinciale a partire dalle 9.30, all’auditorium della Banca Prealpi.

Circa 150 gli atleti premiati: dal giavellottista azzurro Mauro Fraresso, due volte campione italiano assoluto, ai tantissimi giovani che frequentano i campi di atletica della Marca.

Sarà il momento conclusivo di un’annata che ha visto l’atletica trevigiana - 4.800 tesserati e 46 società - confermarsi ai vertici del movimento veneto.

Oltre a Nicolò Bedini, vincitore del titolo di Atleta trevigiano dell’anno, come sempre limitato ad un giovane talento, riconoscimenti speciali anche per Adele Toniutto (Team Treviso) e Livio Cadamuro (Atl. San Biagio), vincitori del premio “Adriano Didonè”. Alla Toniutto è andato inoltre il premio “Magalì Vettorazzo”, istituito l’anno scorso per ricordare la grande atleta azzurra.

Riconoscimenti di prestigio per allievi maschi e femmine, cadetti e cadette, ragazzi e ragazze ed esordienti maschi e femmine. In più, riconoscimenti anche per Giorgio Bolzan, allenatore di Bedini, proclamato tecnico dell’anno, e per Augusto Pellizzari (dirigente dell’anno), Giuseppe Bosco e Antimo D’Aponte (giudici di gara dell’anno).

Premio alla carriera per Zeno Zorzi, figura di riferimento dell’Atletica Villorba. Menzioni speciali per Rolando Zuccon e Piero Martin. Riflettori puntati anche su dieci società giovanili, a partire da Trevisatletica, ancora una volta vincitrice del campionato provinciale per il settore promozionale.

I premiati. Atleta dell’anno: Nicolò Bedini (Atl. San Biagio). Tecnico dell’anno: Giorgio Bolzan. Dirigente dell’anno: Augusto Pellizzari. Giudici di gara dell’anno: Giuseppe Bosco, Antimo D’Aponte. Premio alla carriera: Zeno Zorzi.

Amministratori pubblici: Pieranna Zottarelli. Menzioni speciali: Rolando Zuccon, Piero Martin. Premio fair-play: Vittorio Atletica. Maglie azzurre: Mauro Fraresso (Fiamme Gialle), Riccardo Tamassia (Trevisatletica), Elena Marini (Team Treviso).

Campioni italiani: Giovanni Lazzaro (Atl. Quinto), Loris Tonella (Nuova Atl. Roncade), Sofia Tonon (Silca Ultralite), Nicolò Bedini (Atl. San Biagio), Mauro Fraresso (Fiamme Gialle). Premio “Adriano Didonè: Adele Toniutto (Team Treviso), Livio Cadamuro (Atl. San Biagio). Premio “Magalì Vettorazzo”: Adele Toniutto (Team Treviso).

(Fonte e foto: Fidal Treviso).

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