Una giornata straordinaria, quella di sabato 16 marzo 2019, che il "Rugby Valdobbiadene" non potrà mai dimenticare. Il coronamento di un impegno che dura da 10 anni e che ha visto una piccola delegazione di giovani atleti, dirigenti, allenatori e simpatizzanti vivere un'esperienza a stretto contatto con i professionisti nazionali che raccontano la passione per il rugby grazie allo strumento dei media. Ne parla a Qdpnews.it  l'allenatore Roberto Bronca.

Come avete fatto a partecipare alla trasmissione "Rugby Social Club" di Dmax e come vi siete organizzati per raggiungere gli studi di Milano?
Grazie ad alcuni contatti che avevamo siamo stati invitati da uno dei conduttori a partecipare alla trasmissione per seguire l'ultima giornata del "Sei Nazioni" di rugby e per tifare l'Italia nella partita contro la Francia. Il conduttore principale della trasmissione è il giornalista Daniele Piervincenzi, affiancato da Paul Griffen per l'aspetto tecnico. Nello studio di Dmax, nella puntata di sabato, c'erano gli ex giocatori della nazionale Giovanbattista Venditti e Lorenzo Cittadini. Siamo partiti alla volta di Milano con un pulmino da 9 persone, portando con noi alcuni bambini che giocano nella nostra società.

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Che emozioni avete provato nel vivere questa esperienza immersi nelle dinamiche di uno studio televisivo dove si racconta la vostra grande passione?
Posso dire che la giornata di sabato rimarrà scolpita nei nostri cuori per sempre. Siamo stati accolti subito in modo molto caloroso dallo staff della trasmissione e abbiamo iniziato con la registrazione della puntata verso le ore 12.30. L'emozione più grande è stata quella di entrare dentro lo studio con le nostre magliette del "Rugby Valdobbiadene" e di vedere i ragazzi felici di capire come funziona una trasmissione sportiva e di come vengono gestiti i collegamenti con i campi da gioco. Aggiungo che non è mancato anche un simpatico momento conviviale con un rinfresco dove il protagonista indiscusso è stato il prodotto principe di Valdobbiadene: il Prosecco Docg.

Quali sono state le principali iniziative sportive alle quali avete partecipato in questi anni?
Sono stati anni intensi e pieni di soddisfazioni. Per questo ringrazio il nostro presidente Ivan Miotto che, insieme ad alcuni amici, ha creduto fin dall'inizio in questo nostro movimento locale. Voglio ricordare alcune iniziative come il torneo Mini Rugby "Città di Treviso": un torneo internazionale a cui partecipiamo ogni anno, con tutte le categorie, e nel quale giochiamo con squadre da tutta Italia e dall'Europa. In questo torneo, due anni fa, abbiamo preso il riconoscimento "Premio Fair Play". Come dimenticare le due trasferte a Tolosa dove siamo stati ospiti del comitato gemellaggio tra Segusino e Saint Jory e con cui abbiamo instaurato anche noi un "gemellaggio" sportivo tra le due società di rugby. L'anno scorso siamo andati noi a trovarli e quest'anno verranno loro in Italia, dal 27 aprile al 1° maggio. Un altro ricordo bellissimo è stata la trasferta a Dublino, nel 2014, per giocare e per visitare la città. Poi sono state organizzate tante mini partite dei bambini che vengono fatte durante l'intervallo tra le partite internazionali della Benetton Rugby con altre squadre scozzesi, irlandesi, gallesi, sudafricane, inglesi e francesi.

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So che non manca anche l'aspetto dell'attenzione alle tematiche sociali. Può raccontarci qualcosa?
Proprio durante il Rugby Wine Festival, che è un evento sportivo-rugbystico organizzato a giugno, in cui arrivano giocatori da tutta Italia per vincere il Torneo delle Cantine-rugby a 7 e in cui promuoviamo anche i nostri prodotti locali, organizziamo una sottoscrizione a premi dove il ricavato va a "La Colonna - Associazione Lesioni Spinali". Nel 2018 siamo scesi in campo allo stadio Euganeo di Padova per cantare l'inno nazionale assieme ai giocatori, in occasione della partita internazionale della nazionale italiana con il Sudafrica, per ringraziarci della raccolta tappi di sughero il cui ricavato della vendita o riciclo viene devoluto in beneficenza. A novembre organizziamo un evento di raccolta fondi in occasione del "Movember" per l'Istituto Oncologico Veneto e siamo attivi su più fronti per essere un punto di riferimento per la nostra comunità.

Da quanti anni cercate di promuovere la passione per il rugby a Valdobbiadene e quanto può essere importante, per i nostri bambini e ragazzi, iniziare a praticare uno sport di questo tipo?
Siamo attivi da più di dieci anni e la nostra realtà si è sempre fondata sul volontariato. Ci piacerebbe avere uno spazio per un campo dedicato: ci servirebbe per portare avanti il movimento anche per le categorie superiori alla Under 12. Abbiamo un buon rapporto con le amministrazioni comunali di Segusino e Valdobbiadene, con le quali collaboriamo da tanti anni, ma al momento non si sono trovate ancora delle soluzioni adeguate per uno spazio tutto nostro dove poter far crescere la nostra realtà che conta quasi settanta iscritti, fra bambini e ragazzi. Il rugby è uno sport fondamentale per muovere tutti i muscoli del corpo. Uno sport che si fa all'aperto e che permette alle persone di riappropriarsi del naturale rapporto con la terra. Lo consiglio a tutti quei genitori preoccupati per i loro bambini che stanno tante ore chiusi in casa e sempre più attratti da videogiochi e altri apparecchi tecnologici. Non va trascurata l'importanza del contatto fisico, della gestione dell'aggressività e della corretta disciplina dentro e fuori dal campo. Uno sport meraviglioso che ci sta dando tante soddisfazioni: per questo ringrazio tutti i nostri giovani, i dirigenti, i genitori dei bambini e tutti coloro che ci seguono.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Rugby Valdobbiadene).
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