Prosegue il periodo di lockdown anche nel mondo dello sport, in questo caso nel calcio. Davide Marsura, ala sinistra 26enne del Livorno, originario di Guia, Valdobbiadene, ha parlato di come sta vivendo la sua stagione sportiva e il momento di quarantena forzata, con una proiezione su una ripresa del campionato e quindi del ritorno in campo.

Il giovane calciatore, arrivato la scorsa estate dal Carpi al Livorno, sta vivendo una buona stagione a livello realizzativo con 18 presenze, 4 gol arricchite da buone prestazioni, almeno fino all'infortunio che lo ha tenuto fuori dal rettangolo di gioco per due mesi abbandontanti. Ma ora è pronto più che mai a tornare a calcare il manto erboso dello Stadio Picchi di Livorno, cercando di contribuire alla salvezza della squadra toscana, attualmente ultima in serie B.

Una ripresa su cui però, aleggiano ancora molti dubbi come in serie A del resto, soprattutto a livello di tempistiche. 

Come stai vivendo questa quarantena Davide?

"Io ora mi sto allenando nella mia casa a Guia, l'allenamento viene effettuato tramite zoom, come fanno moltissime altre squadre, effettuando degli esercizi mirati per arrivare, qualora dovesse riprendere il campionato, a una buona condizione atletica. Ma non disdegno di fare qualche corsa tra i vigneti, abitando a Guia, rispettando ovviamente le normative e le restrizioni imposte dalla Regione".

Ti trovi bene a Livorno?

"Livorno è una piazza storica, è stata per molti anni in serie A in passato con una tifoseria è fantastica. Dispiace solo un po' per l'andamento della stagione (attualmente il team amaranto occupa l'ultimo posto), io spero di dare il meglio di me stesso nel campo, anche perchè avevo cominciato bene. Ho avuto ottimi allenatori quest'anno da Roberto Breda, con cui mi sono trovato molto bene, Paolo Tramezzani e ora Antonio Filippini. La speranza è quella di tornare a giocare il prima possibile, il campo mi manca".

Ecco questo stop non ci voleva, si ipotizza a un prolungamento del campionato anche per l'estate, cosa ne pensi di questa situazione?

"Se dovessimo giocare in estate sarebbe dura dopo mesi di inattività, ci sono certi campi in cui fai veramente fatica se troppo caldo. Non è il massimo, soprattutto dopo tanto tempo che non sei a contatto con la palla, il rischio di farsi male a livello muscolare è alto. Per quanto riguarda la sicurezza non sono d'accordo sul fatto che noi giocatori dovremo fare molti tamponi quando magari la gente normale deve aspettare alcune settimane, bisognerebbe fare una cosa equa ecco".

Tornando alle tue esperienze, hai giocato in varie piazze importanti come Modena, Brescia, Venezia e Carpi, qual è la stata la tappa più entusiasmante?

"Ho vissuto dei bei momenti in tutti questi club ma l'emozione unica è stata quella di indossare la maglia del Brescia, tanta roba veramente. Oltre alla passione dei tifosi che sono fantastici e non smettono mai d'incitarti, ti assicuro che giocare in quella piazza è un qualcosa di emozionante se pensi ai giocatori che hanno vestito la maglia biancazzurra, campioni del calibro di Andrea Pirlo, Roberto Baggio, Pep Guardiola, gente che ha fatto la storia".

Il giocatore più forte con cui hai giocato?

"Senza dubbio Antonio di Natale, ai tempi giocavo nelle giovanili dell'Udinese e mi allenavo con la prima squadra, era un fuoriclasse assoluto e senza dubbio il più forte con cui abbia giocato e mi sia allenato".


(Fonte: Luca Collatuzzo © Qdpnews.it).
(Foto: Instagram - Davide Marsura).
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