Il successo di una squadra di calcio non dipende solo dalle qualità di un attaccante o dalla bravura di un allenatore, ma anche da chi lavora dietro le quinte per garantire il necessario supporto organizzativo e logistico allo staff tecnico e ai giocatori oltre alla buona riuscita in termini di sicurezza delle partite nel proprio stadio.

Un mix di cose che Bruno Dall'Anese (nella foto il primo a sinistra), vittoriese doc, ricorda con molto piacere.

Dopo i primi 10 anni da segretario all'ex Fpc Vittorio Veneto e successivamente come responsabile delle rappresentative regionali allievi e giovanissimi in Federazione, Dall'Anese è stato per ben 12 anni segretario del Parma Calcio e responsabile della sicurezza e della gestione dello Stadio Tardini, teatro delle partite in casa del club emiliano.

La particolarità di questa esperienza sta nel fatto che Bruno ha vissuto probabilmente la migliore epoca della storia del team gialloblù: gli anni in cui il Parma vinse due Coppe Uefa, una Supercoppa Uefa, una Supercoppa Italiana, tre Coppe Italia e dei piazzamenti altissimi in Serie A.

Erano gli anni dei Tanzi, in cui il Parma dominava in Europa e battagliava per lo Scudetto: "Anni in cui passavano fior fior di campioni - afferma Dall'Anese - ricordo ancora un giovanissimo Gigi Buffon dare spettacolo a Mosca nel 1999 o ancor prima la magnifica finale di Coppa delle Coppe vinta nel vecchio Wembley contro l'Anversa. Partecipai a quasi tutte le trasferte, fu un tourbillon di emozioni".

"Altro ricordo fantastico fu la finale vinta in Coppa Uefa nel '95 a San Siro contro la Juventus - ricorda - Era una squadra eccezionale, c'erano campioni come Dino Baggio (match winner della gara), Gianfranco Zola, Tino Asprilla oltre anche al vittoriese Lele Pin. Il tutto gestito dalla mano saggia di Nevio Scala e del suo preparatore atletico, anch'egli vittoriese, Ivan Carminati".

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Ma non furono solo super risultati e trionfi sul campo di gioco, fu importante anche l'ottimo lavoro dietro le quinte da parte di Bruno a livello di segreteria e di gestione degli impianti sportivi: "Parma è sempre stata una piazza abbastanza calma - commenta - ho bellissimi ricordi legati alle partite in casa, al Tardini appunto, contro le big del campionato. Avevamo qualche problemino a livello di organizzazione contro Roma e Napoli, le loro tifoserie a volte creavano qualche disordine ma non sono mai sorte problematiche grosse legate all'ordine pubblico".

Un importante lavoro organizzativo fu fatto durante quegli anni. Ci fu inizialmente l'ampliamento dei lavori al Tardini e anche la creazione del Centro Sportivo di Collecchio, sorto nel '96, anche grazie al lavoro di Dall'Anese.

Fu decisiva anche la mano di Bruno per far ottenere la cittadinanza italiana all'ex portiere della nazionale brasiliana, campione del mondo contro l'Italia nella finale Usa del '94, Claudio Taffarel, dato che i suoi antenati erano di Fregona. 

Un'avventura durata fino ai primi anni del Duemila, quando il vittoriese salpò per la volta di Treviso, e anche qui fu subito magia: al suo arrivo il club del Sile salì subito in Serie A e qui, Bruno, ricoprì il ruolo di segretario generale affiancato da Carlo Osti, all'epoca direttore sportivo, (ora alla Sampdoria con la stessa carica).

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"Mi chiamò Osti e io accettai subito - spiega - Fu un'avventura indimenticabile, probabilmente l'apice della storia del club. Fu fatto un bel lavoro, la cosa che ricordo con più piacere fu il fatto di essere riusciti ad ottenere la licenza Uefa per lo stadio Tenni, cosa all'epoca quasi impensabile. Portammo lo stadio a una capienza di 10.000 posti per permettere a tifosi, appassionati e trevigiani di poter seguire il Treviso nella massima serie a Treviso. Ancora oggi custodisco la copia della lettera dell'ottenimento della licenza. Per la città fu una cosa irripetibile".

La sua esperienza al Treviso durò fino dal 2004 al 2009. Successivamente Dall'Anese concluse la sua carriera come collaboratore, svolgendo l'incarico di collaboratore alla Sacilese per tre anni.

Anni costellati di successi, emozioni, grande dedizione e soprattutto amore per il calcio che ancora oggi, nonostante il ritiro da tutte le attività, ricorda con grande gioia e orgoglio.


(Fonte: Luca Collatuzzo © Qdpnews.it). 
(Foto: per gentile concessione di Bruno Dall'Anese).
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