Addio a Pablito Rossi, l’uomo che fece piangere il Brasile e trascinò gli azzurri di Enzo Bearzot alla conquista della Coppa del Mondo del 1982 in Spagna. Aveva 64 anni.

Una notizia inaspettata quella arrivata nella tarda serata di ieri, mercoledì 9 dicembre. Un anno decisamente funesto, dopo Maradona, un altro simbolo del calcio mondiale si spegne.

Sono tanti ricordi di un’Italia che piangeva e sognava in televisione in quell'estate magica che sancì la vittoria del terzo mondiale targato "azzurro".

Unico nel suo modo di giocare e di trascinare l’Italia oltre alle squadre dove giocava con performances da altri tempi, il Pallone d'Oro è stato ricordato anche da un suo ex compagno di squadra e avversario il vittoriese Carlo Osti (nella foto a sinistra con Paolo Rossi in un Juventus-Atalanta, stagione 1984-85), attualmente direttore sportivo della Sampdoria.

Osti ha commentato così la brutta notizia: "E' stato un fulmine a ciel sereno, mi ha colto di sopresa questa notizia. Eravamo legati da un rapporto di sincera amicizia, ci si messaggiava spesso".

"Io e "Pablito" abbiamo convidiso in campo molti momenti importanti - ricorda Osti - Era una grandissima persona, un uomo per bene, d'altri tempi. Prima di essere un grandissimo calciatore è stato per me un grande amico, con lui alla Juventus, durante la mia esperienza a Torino, vinsi lo scudetto 1981-82".

"Anche da avversario ci siamo sfidati varie volte, quando ero all'Atalanta, all'Avellino, sono state veramente belle sfide" afferma il ds della Samp.

"Un campione che ha permesso all'Italia di vincere quello storico mondiale - conclude Osti - Ha unito l'Italia grazie alle sue prestazioni in quell'estate del 1982: ricordi irrinunciabili e indelebili".

Se ne va una leggenda, se ne va un pezzo di Italia. Ciao Paolo.


(Fonte: Luca Collatuzzo © Qdpnews.it).
(Foto: web).
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