Impalcatura senza teli e in via “Carpeni” si respira la polvere. Il Comune: “Ordinata sistemazione urgente”

“È da più di un mese che in via Carpeni respiriamo la polvere”: a scriverlo è una cittadina di Susegana che ha affidato ai social il suo sfogo, premettendo di essere per “il quieto vivere”.

Dalle foto pubblicate dalla donna insieme alla breve nota scritta, infatti, si nota che l’impalcatura utilizzata per i lavori di un edificio è priva dei teli che solitamente la coprono e che impediscono alla polvere di diffondersi nell’area circostante.

La prassi di pubblicare le immagini direttamente nei social, in particolar modo nei gruppi Facebook dei paesi, sembra essere la nuova modalità per comunicare disagi e disservizi alle autorità, anche se nel post della signora c’è chi le ha chiesto subito se la segnalazione fosse stata inoltrata anche al Comune di Susegana.

“Ringrazio per la segnalazione - commenta il sindaco Vincenza Scarpa - Abbiamo contattato il direttore dei lavori per una sistemazione urgente”.

La richiesta di sistemazione urgente è stata confermata da Enrico Maretto, assessore ai lavori pubblici del Comune di Susegana che ha dichiarato: “L’impresa non ha messo il telo e infatti abbiamo contattato subito la direzione lavori e ordinato di sistemare tutto al più presto”.

Sicuramente, con le alte temperature di queste settimane, chiudere porte e finestre per non far entrare la polvere non deve essere stato semplice, senza dimenticare tutti gli altri disagi per chi camminava in quella zona o si trovava nelle aree esterne della propria abitazione non lontane dal cantiere.

Vicende come quella di Susegana spingono a riflettere sull’approccio dei cittadini rispetto a disservizi o a problemi che possono interessare tutta la collettività.

Chi è ancora abituato ad alzare la cornetta per avvisare la polizia locale o gli uffici comunali? Chi si mette a scrivere una mail da inoltrare al sindaco del proprio paese o all’assessore competente per una determinata segnalazione?

La comunicazione al tempo dei social è anche questa: i gruppi Facebook, per esempio, diventano una vetrina privilegiata per segnalare problemi e per condividere lamentele, riflessioni o aspirazioni.

Non c’è nulla di cui stupirsi ed è sbagliato prendersela con chi sceglie di affidare ai social immagini, commenti o constatazioni: la cosa migliore sarebbe quella di trovare una via di mezzo, scegliendo volta per volta la soluzione migliore, tra il post nei social e la chiamata all’autorità competente, per ottenere una risposta efficace al proprio problema.


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Facebook)
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