La frase “rivelazione” della mamma e la visione del vetro di qualità: 50 anni di Forel. “Trasparente e concreta”

“Trasparente e concreta come il vetro”. Un motto che spiega bene la filosofia di Forel, azienda italiana leader nel settore dei macchinari per la lavorazione del vetro che ha celebrato i 50 anni di attività inaugurando un nuovo stabilimento nella sede di Vallio di Roncade.

L’ampliamento, presentato ufficialmente martedì scorso, rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di crescita di Forel, che nel corso del tempo ha accompagnato la propria evoluzione tecnologica ad un costante rafforzamento della struttura produttiva e una crescente espansione sui mercati internazionali, grazie alle quattro filiali estere e alle 20 agenzie oggi presenti a livello globale.

Di tutto questo abbiamo parlato con il presidente e fondatore dell’azienda, Fortunato Vianello, e con il figlio Riccardo, CEO e vicepresidente.

Può raccontarci la storia dell’azienda?

F.V. “Raccontare la storia dei 50 anni dell’azienda è un po’ lunga, però partirei dalla predisposizione delle persone perché altrimenti non si va da nessuna parte. E qua vorrei ricordare una cosa che mi sono sempre portato dietro durante la mia vita, parlo di 60 anni fa. Ho 5 fratelli e un giorno mia madre, in famiglia, se ne esce con queste parole: ‘Se fossi un uomo conquisterei il mondo‘. Io questo discorso me lo sono sempre portato avanti durante tutta la mia vita e poi sono arrivato in un momento dove mi sono detto: ‘Adesso cosa faccio?’. E qui è scattato dentro di me un qualcosa, forse anche un po’ di magico o fortunato, e ho individuato subito il prodotto”.

“Il vetro mi ha sempre affascinato, ho avuto la fortuna di lavorare dentro una vetreria facendo manutenzione e là ho capito che c’era tanto da fare. Ecco, Forel è nata da questi presupposti qua”.

E qual è la vostra filosofia?

“La nostra filosofia è dentro qua (indica la testa, ndr.), uno ce l’ha in testa perché o fa l’imprenditore per quantità, per ripetitività del prodotto, o fa l’imprenditore perché ha la fortuna e le capacità di individuale cosa può servire nel settore. E questa è stata la mia fortuna”.

Come si è evoluta l’azienda in questi 50 anni?

“Questi 50 anni sono stati una bella università, anche sociale. La concorrenza, quando si è accorta delle nostre capacità, non ci ha di certo agevolato, per usare un eufemismo. Ma questa ‘ostilità’ è stata anche uno sprone a fare qualcosa che agli altri non era ancora venuto in mente e, non intravvedendo altri spazi, ho puntato sulla qualità“.

Che cosa vi contraddistingue sul mercato e che tipo di servizi offrite ai vostri clienti?

R.V. “Noi siamo una realtà che fa automazione per il mondo del vetro. Persino dei miei amici pensano ancora che noi tagliamo il vetro! No, noi facciamo automazione, quindi forniamo degli impianti in tutto il mondo per produrre fondamentalmente quello che è il vetro camera, che è il vetro che va nei doppi vetri o tripli che vanno nelle finestre. Quello che ci contraddistingue, secondo me, è la nostra capacità di sapere ascoltare le esigenze dei clienti, quindi non fermarci a una soluzione standard, ma cercare sempre di dare le risposte ai clienti rispettandoli e aiutandoli nel loro business e ‘customizzando‘ quelle che sono delle soluzioni per l’automazione del vetro.

Il 2026 significa per voi 50 anni di attività: cos’è la Forel Week?

“E’ una settimana di grandi emozioni, in cui abbiamo avuto 150 clienti mercoledì, altri 150 giovedì, e un nostro momento importante ieri sera, venerdì, solo tra dipendenti e collaboratori, dove abbiamo ricordato e festeggiato la loro fedeltà. E poi oggi, sabato, c’è la festa finale con più di 1.500 persone, perché essendo l’azienda legata al territorio, vogliamo appunto celebrare questo evento con più persone possibili”.

Non è la prima volta che coinvolgete il territorio nelle vostre iniziative…

“Sul territorio cerchiamo di dare un po’ il nostro contributo, sicuramente promuoviamo le attività legate allo sport, alla salute e alla cultura: lo sport, in particolare, con l’Atletica Roncade e con il Triathlon. E poi anche altre piccole iniziative come il pattinaggio e il baseball, che è uno sport molto caro a mio papà, e di supporto a realtà diciamo minori che hanno comunque bisogno di una mano per portare avanti le loro attività”.

“La cultura invece è un progetto piccolo ma molto importante: partecipiamo alla pubblicazione di alcuni libretti distribuiti nelle scuole che affrontano temi importanti come il bullismo, l’alimentazione, come il rapporto con la natura e anche con gli animali. Non ultimo la salute, perché diamo un aiuto quando possibile all’ospedale di Treviso“.

Infine puoi darci qualche numero dell’azienda?

“La Forel in numeri è un’azienda di 270 persone, con l’ultimo ampliamento 40 mila metri quadri, produttivi. Un’azienda che ha una filiale negli Stati Uniti, una in Germania, una in Inghilterra, una realtà che è in crescita continua e che vede un fatturato di circa 75 milioni di euro, con un’attenzione particolare a quelli che sono sicuramente il mercato interno italiano, europeo e con una forte attenzione a quello che è il mercato nord americano”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Michela Condurache)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
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