Trevignano ricorda Renato Bertuola scomparso sabato sera in un incidente. Fontana: "Sarebbe rientrato in palestra"

“Renato è stato un mio allievo e un caro amico”. Silvano Fontana (nella foto, a destra, con Renato Bertuola), maestro cintura nera 6° Dan di Karate della palestra Ren-Bu-Kan di Trevignano ricorda il 55enne Renato Bertuola, tragicamente scomparso sabato sera nell’incidente avvenuto sulla deviazione del cantiere della Pedemontana.

“L’avevo sentito due settimane fa - prosegue Fontana -, mi aveva promesso che sarebbe rientrato in palestra a insegnare”.

Renato Bertuola, residente a Trevignano, oltre a essere stato un atleta raggiungendo il traguardo di cintura nera 2° Dan-istruttore, è stato anche a lungo insegnante di karate nella palestra di arti marziali del suo paese.

“Per tanti anni aveva frequentato la nostra palestra, fino a circa tre anni fa - dice ancora il maestro di karate Silvano Fontana -. Poi ha avuto un grave infortunio a una mano sistemando la ventola della sua auto. La ventola si era messa in funzione e gliela aveva dilaniata. All’ospedale di Padova gli hanno ricostruito i legamenti e stava guarendo. Sarebbe rientrato in palestra nei prossimi giorni, oltre che per la sua grande passione in questo sport anche per svolgere una terapia riabilitativa”.

Renato era a casa in infortunio e presto sarebbe rientrato al lavoro all’Europoligrafico di Paese, azienda di imballaggi, dove lavorava come operaio.

L'uomo viveva con l’anziana madre, Amalia Carniato, che accudiva amorevolmente. Il papà Ferdinando era mancato alcuni anni fa: “Sabato sera mi ha chiamato una signora che porta il figlio in palestra - aggiunge Fontana - per dirmi della tragedia. È stato terribile, eravamo molto amici e frequentavo la casa dove viveva con la madre, conoscevo molto bene anche la sorella Raffaella”.

Commozione e cordoglio anche tra l’amministrazione comunale di Trevignano. Renato era cugino dell’assessore ai servizi sociali, Giovanni Carniato.

“Era una persona riservata, stimata e benvoluta da tutti - lo ricorda il sindaco Ruggero Feltrin -, tra l’altro primo cugino di un mio assessore.a sua tragica morte è stata una notizia che ha lasciato sgomento in tutto il paese. Risiedeva a Falzè e aveva ottimi trascorsi sportivi, quella strada l’ha percorsa centinaia e centinaia di volte. La dinamica dell’incidente lascia ancora più dolore, la deviazione è lì da anni, la conosceva molto bene. Dev’essere per forza capitato in lui qualcosa prima dell’impatto. Ho fatto un sopralluogo il giorno dopo, non ci sono tracce di frenata. Deviazione poco segnalata? In tutto questo tempo si sono verificati soltanto tre incidenti gravi, tutti però nella direzione opposta. I lavori sono terminati, burocrazia permettendo la strada dovrebbe riaprire entro l’estate”.

La Polizia stradale di Castelfranco sta cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente. Sabato sera stava piovendo quando Renato Bertuola, arrivando da Montebelluna, ha imboccato la “chicane” realizzata provvisoriamente con blocchi di new jersey in corrispondenza del cantiere per la costruzione della Pedemontana Veneta. Diverse le ipotesi che hanno portato alla tragedia, tra cui quella che Renato sia stato colto da un malore improvviso.

Conosceva bene la strada e quella deviazione per averla percorsa tantissime volte. La visibilità era, tuttavia, piuttosto ridotta a causa della pioggia e quel cantiere è scarsamente segnalato. Sull’asfalto non si sono notate evidenti tracce di frenata. Un piccolo cartello giallo di deviazione si trova poche decine di metri prima. C’è un segnalatore luminoso su una palina ma quella sera era spento.

L’auto di Renato, una Nissan Qashqai, ha urtato contro uno dei blocchi di cemento rovesciandolo su un fianco, aldilà del quale c’è già il nuovo rettilineo che tra non molto sarebbe stato riaperto.

L’auto avrebbe poi proseguito la sua corsa urtando con la fiancata gli altri blocchi di new jersey e abbattendo una rete in metallo per terminare di fronte all’ingresso del cantiere.

I soccorritori del Suem sono stati i primi ad arrivare sul posto, trovando l’uomo riverso a terra sull’asfalto, sbalzato fuori dall’abitacolo attraverso il finestrino di destra dell’auto.

Inutili i tentativi di rianimarlo, Renato era ormai privo di vita. Al momento non si conosce ancora la data del funerale.

 

(Fonte: Flavio Giuliano © Qdpnews.it).
(Foto: per concessione di Silvano Fontana).
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